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giovedì 23 maggio 2019

MISTIFICAMI di Carmen Weitz




Direttamente dalle foreste di pini in Svizzera arriva il nuovo thriller romance…

Può un gesto disperato stravolgere la tua esistenza?

Adam Roth ha sempre condotto una vita tranquilla, divisa tra amicizie e indagini per la sicurezza Svizzera, ma il tentato suicidio di una giovane ragazza rimetterà in discussione tutto il suo mondo.

Cosa può spingere una persona a compiere un atto così estremo?

L'indole di Adam e il suo spirito investigativo lo spingono presto a voler scoprire di più. E si renderà conto fin da subito che quel tentato suicidio nasconde ben altro che un gesto disperato...

Tra criminali dell’Eurasia e indagini serrate, lasciati coinvolgere da una storia fatta di segreti inconfessabili, relazioni pericolose e amori proibiti, perché niente è quello che sembra.


Mistificami, il secondo thriller romance della serie Swiss Stories che può essere letto separatamente.
Consigliato ad un pubblico adulto.
Mistificare (dal dizionario): manipolare, carpire la buona fede del prossimo, truffare, 'prendere in giro'.

Angelo custode…
Angele Dei,
qui custos es mei,
me tibi commissum pietate superna
illumina,
custodi,
rege et guberna.
Amen *
Il vortice mi accolse nelle sue gelide braccia…

Un tuffo giù dal ponte nelle gelide acque del Reno e il vortice impietoso della cascata di Neuhausen si avvolge attorno alle membra intirizzite di una evanescente ragazza sconosciuta. Non serve altro ad Adam, se non quello che i suoi occhi stupiti stanno osservando, per tuffarsi a sua volta nel vortice e rischiare la vita per salvare quella della giovane. Un gesto di grande altruismo, l’unico possibile per un uomo abituato a seguire l’istinto ed il cuore. Adam è stato un soldato ed ora lavora per il SIC, l’organizzazione Svizzera che si occupa dell’individuazione di elementi sospetti e della lotta contro il terrorismo, contro l’estremismo violento, contro lo spionaggio e la proliferazione delle armi di distruzione di massa, nonché dei cyber-attacchi, senza disdegnare anche la collaborazione con le forze di polizia di Schaffhausen, la cittadina dove vive. La sua vita è scandita dal lavoro, dall’attività sportiva e dalle baldorie in compagnia degli amici e colleghi della polizia svizzera. Una vita tutto sommato tranquilla per un uomo che vive l’attimo, forse inconsciamente in attesa dell’incontro che ti cambia la vita, quello che non ti aspetti ma quando arriva ti travolge come un treno in corsa, e il  treno di Adam è arrivato! 


La mia mente mi portò velocemente indietro nel tempo, ai bei ricordi dei nostri salti in estate, mentre sentivo i muscoli delle gambe contrarsi per lo sforzo. C’era qualcosa che non quadrava in quel ricordo. Noi saltavamo dall’altro ponte, non da questo! In quel momento la sagoma che scoprii appartenere ad una persona si erse in tutta la sua altezza sopra il muretto e, con le braccia aperte come il Cristo in croce, si staccò dal ponte lanciandosi in acqua. No... no, un suicida! No! Il ponte non era molto alto, solo una dozzina di metri lo separavano dall’acqua. Ma tutti sapevamo che saltare da quel ponte era proibito per legge. Il vero pericolo era proprio lì sotto. Attraverso i secoli le rocce si erano erose per le forti correnti e avevano formato proprio in mezzo un passaggio abbastanza angusto da creare un enorme vortice di acqua. Si è tuffato in mezzo al gorgo!

Non ha un nome, nessun documento,  sembra un piccolo passerotto spaventato, così fradicia, così indifesa, così spaventata: una ragazza che sceglie consapevolmente di togliersi la vita, non può che essere solo un tenero virgulto da coltivare e soccorrere, fino a farla riconciliare con la vita. E’ in questi termini che inizia a pensare a lei Adam, non si da pace mentre in ospedale si schianta contro un muro di omertà: nessuno sembra in grado di fornirgli informazioni sulla misteriosa ragazza, nessuno vuole dirgli se sta bene, se si riprenderà in fretta, come si chiama. E poi la ragazza, misteriosamente come è apparsa, scompare e ad Adam non rimane che mettersi in pista per seguirne le tracce, basandosi solo su flebili indizi e sul fiuto di poliziotto. Eppure niente è un caso, gli indizi non sono indizi sono piuttosto briciole, come quelle lasciate da Pollicino sul suo cammino per poter ritrovare la strada, sono briciole che Adam dovrà seguire una ad una per sbrogliare il complicato bandolo della matassa che è la vita di Liz.



Ero ancora piccola quando mia madre, un giorno come un altro, uscì di casa per fare la spesa e non ritornò più. Mio padre, disperato, andò a parlare con l’Uomo. Ma commise un grave errore. Quel giorno imparò nella maniera peggiore che le minacce non erano tollerate ai piani alti. Il suo silenzio fu sigillato, così come la sua fedeltà. Poiché gli avevano promesso che non l'avrebbero fatto sparire, la sua colonna vertebrale fu spezzata a colpi di bastone. Mio padre avrebbe passato il resto della sua vita su una sedia a rotelle, e io l’avrei passata al suo fianco.


Un romanzo intenso e infuso di sentimento dove i personaggi vivono le loro vicende senza risparmiarsi fatiche e dolori: lui in eterno inseguimento lei in perenne fuga da Adam, dal passato, dal presente e dal un futuro in cui non crede. Come nel precedente libro “La ragazza nel Bosco” Carmen Weitz affronta temi scottanti legati alla criminalità organizzata, questa volta dell’Europa dell’est. Racconta di luoghi dove la brutalità, specialmente nei confronti delle donne e dei bambini, non conosce confini, dove la vita vale meno di niente e niente è sufficiente per perderla. A fare da contrappunto a tutta questa brutalità c’è la personalità pura di Adam, la sua rettitudine morale la semplicità di un uomo incapace di arrendersi di fronte alla difficoltà nel fare breccia nel muro che Liz erge a difesa della propria vita e dei propri segreti. Il tutto è condito da particolareggiate descrizioni dell’incontaminata e selvaggia natura dei paesaggi Svizzeri, tanto ben raccontati da dipingersi come un quadro davanti agli occhi di uno stupito lettore, capaci di far nascere nel cuore la curiosità di vedere con i propri occhi tutto questo glorioso splendore. 

Ero avvinghiata a lui. Piano piano il mio sguardo salì verso il suo. Esistono amori che non si possono combattere, più ci provi, più difficile diventa, fino a quando il tuo cuore non si assoggetta, si sottomette e da quel momento in poi non ti importa più niente degli errori, di come doveva essere o cosa sarebbe successo; era impossibile resistere. Accennai un timido 'sì'. Quando le sue labbra si aprirono in un bel sorriso tutto per me, lo baciai. Un bacio disperato, pieno di amore, di passione. Volevo dirgli tutto quello che avevo provato a non sentire: avevo miseramente fallito. 


Ho trovato la stesura di questo romanzo migliorata rispetto a quella del precedente, soprattutto nella seconda parte del racconto dove, complice anche un impennata nello svolgersi della trama, la lettura scorre veloce di pagina in pagina. Ammetto che “La ragazza nel bosco” mi era piaciuto di più, ma questo è solo un gusto personale che nulla toglie alla suspense e al valore della storia di questo altro romanzo. Il finale lascia ad intendere che ci sarà un seguito, che peraltro è già uscito a marzo 2019 e s'intitola "Audace" nel quale immagino si parlerà di un grande amico di Adam, uno capace di farlo rimanere di stucco alla fine di "Mistificami". Confesso che avrei tanto voluto essere un uccellino posato sul ramo di una grande quercia a spiare attraverso una certa finestra, per godermi l'espressione
di Adam nello scoprire il segreto del suo caro amico. 

Se amate i thriller, le dolci storie d’amore e la natura incontaminata questo è proprio il romanzo che fa per voi.


Carmen Weiz nasce nella decade degli anni 70 in Brasile, da madre tedesca e padre italiano. Si laureò in Architettura nella città di São Paulo. Per oltre dieci anni visse in Italia, e da otto anni vive in Svizzera. Incentivata dalla madre, diventò una grande lettrice. La passione per i libri e la multiculturalità la ispirarono a diventare una scrittrice. 

Serie: Swiss Stories

1. La ragazza nel bosco, Aprile 2018
2. Mistificami, Novembre 2018
3. Audace, 31 marzo 2019

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