Non era un vero e proprio bacio. Era il dono di un respiro.
Clarke Larkin non è la ragazza da salvare, non è la vittima perfetta. È la reietta che sanguina in silenzio e poi si rimette in piedi da sola. A Hailey (Idaho), dove ha frequentato il liceo, a causa del suo look atipico la chiamano Elphaba, come la Strega dell’Ovest che terrorizza il mondo di Oz. Alla Stanford University (California) è un errore che cammina: lingua affilata, sguardo disincantato, un passato che puzza di colpa e segreti. Scrive per non impazzire, si ferisce per restare lucida. Ama come se l’amore fosse una guerra in cui si è destinati a perdere.
Andrew Cassidy è l’eroe sbagliato. Il Golden Boy di Hailey, alla Stanford diventa membro di una confraternita d’élite e viene corteggiato dalla squadra di football. Passato immacolato, nome che fa spalancare porte, futuro già scritto. Il suo corpo è plasmato per vincere, ma i polmoni tradiscono ogni respiro, rendendo incerta la sua carriera sportiva.
Clarke e Drew si conoscono da sempre.
Si odiano per sopravvivere.
Si desiderano come si desidera qualcosa che può distruggerti.
Quando la morte di una studentessa scuote il campus della Stanford University e Clarke viene trascinata in un processo che la marchia come un perfetto capro espiatorio, Drew non può continuare a stare a guardare. Perché difenderla significa scegliere lei contro il mondo e contro la comoda verità che tutti vogliono.
Il loro non è un amore pulito. È bisogno. È rabbia. È respirare solo quando le loro bocche si sfiorano.
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