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venerdì 8 marzo 2019

PAIN. Colpa del dolore di Ashley Jade




Il dolore.

Ci ferisce. Ci spinge ai limiti. Ci punisce. Oppure, per le anime miserabili come me, ci definisce.

Non sono una brava persona. Non ho delle qualità che possano redimermi, non più. Quelle che avevo, le ho donate al diavolo la notte in cui è cambiata ogni cosa.

La notte in cui la mia sorellina è morta.
La notte in cui ho ucciso il suo assassino.
Sì, ho tolto una vita e lo rifarei ancora, senza pensarci due volte.
E mai e poi mai avrei provato un briciolo di rimorso per essere ciò che sono. 
Poi, è arrivata lei.

Mi chiamo Jackson Reid. Ci sono due cose che dovete sapere di me. La prima: sono innamorato di Alyssa Tanner. 
La seconda: sono un assassino.

***
Mi chiamo Alyssa Tanner, ma è probabile che mi conosciate come la sgualdrina che ha fatto perdere al suo patrigno le elezioni a sindaco di New York. E avreste ragione, perché il giorno in cui il mondo mi ha etichettata come puttana, ho deciso che lo sarei diventata davvero.
Pensate di conoscere tutto di me perché mi avete visto nuda.
Credetemi, non avete nemmeno scalfito la superficie.
Quello che non conoscete è il mio passato, perché sono stata costretta a tenerlo segreto per la mia stessa sicurezza.
Quello che non conoscete è il mio dolore.
Perché se lo conosceste, sareste morti.
Scommetto che pensate di sapere come si dipanerà questa storia... 
Fidatevi, non ne avete proprio idea.
Finalmente una storia d’amore diversa! È proprio il caso di dirlo, sapete? Un romanzo così non lo dimenticherete presto. Non ci troviamo a Manhattan né in qualche altro luogo sfarzoso e i protagonisti non appartengono al mondo della finanza, qui non si parla di miliardari annoiati e sexy, non ci sono avvocati ricchi e famosi o cenerentole in cerca di principi azzurri. Stavolta a fare da sfondo alla vicenda non c’è il denaro ma solo l’autenticità di un quotidiano fatto di sofferenza e di rinunce. Jackson e Alyssa sono ragazzi di periferia, cresciuti in famiglie diverse, con alle spalle un background popolare, ben lontano da quello che siamo soliti leggere. Persone semplici che coltivano sogni e desideri proprio come tutti. 


Jackson è un campione di lotta, è un ragazzo leale e serio. Ama sua sorella, e per lei farebbe di tutto pur di proteggerla.


Alyssa dal canto suo ha avuto la fortuna di crescere in una famiglia borghese; da piccola ha sempre potuto contare sull’amore incondizionato dei suoi genitori.


Vite tranquille, direte voi, simili a molte altre, anche alle nostre, perché no? Per loro però la tranquillità dura poco, il dolore è in agguato e non c’è nulla che possa fermarlo perché non esiste alternativa al destino bastardo e spietato. 

La morte della sorella cancella di colpo i sogni di rivalsa di Jackson e la sua reazione violenta sembra distruggere per sempre la sua vita.

Lui aveva fatto questo.
Lui l’aveva uccisa. Lui aveva ammazzato la mia sorellina, la ragazza che avevo giurato di amare e proteggere. […]
Adrenalina mista a senso di colpa, dolore e vendetta di un’intensità che non avevo mai provato prima scorrevano dentro di me, mentre continuavo a riempirlo di pugni. A un certo punto, vidi la vita abbandonare i suoi occhi traditori, mentre in lontananza udivo il suono delle sirene.

Morte chiama morte e quando Jackson se ne rende conto è ormai troppo tardi. Tutto è distrutto: sogni, famiglia, speranza, l’unico futuro è rappresentato dalla galera. Marcirà divorato dai rimorsi per non essere stato in grado di preservare la sorella dal pericolo inaspettato. 

Non ci sono parole per esprimere quanto odi il mio nome d’arte e non occorre puntualizzare che non l’ho scelto io. Proprio come ogni altra decisione, negli ultimi tre anni, anche questa è stata presa al posto mio. Non ho più alcun controllo sulla mia vita e non lo sopporto.


Alyssa perde presto la gioia e l’innocenza tipiche dell’infanzia. All’età di dieci anni, infatti, assiste impotente all’uccisione del padre, detective dell’FBI, una vera e propria esecuzione mafiosa eseguita dal  boss in persona. È un attimo ed é sufficiente perché tutto cambi. La famiglia si sgretola, l’amore scompare e al suo posto rimangono solo pianto e desolazione. Alyssa però non ha tempo di abbattersi, cresce e va avanti come è giusto che sia. Un nuovo pericolo però l’aspetta al varco, qualcosa che la spezzerà definitivamente. Coinvolta in uno scandalo sessuale, infatti, Alyssa cade in una voragine senza fondo di degrado e umiliazione, da cui non sembra possibile emergere.


“Chi è una piccola troietta?” dice e subito dopo sento il suo corpo irrigidirsi contro di me.
“Io” sussurro mentre segretamente mi odio per quanto quell’affermazione sia vera e per essermi messa ancora una volta in questa situazione.
Tutto in nome di una sorta di punizione. È quello che faccio, ma è il mio modo di sopravvivere, di gestire la cosa, se così si può dire.

 La vita toglie e la vita dà e proprio quando sembra non esserci per loro più speranza di rivalsa, i due ragazzi si incontrano. Il loro rapporto nasce piano piano e si consolida non appena entrambi si rendono conto di quanto siano importanti l’uno per l’altra.

Jackson ha bisogno di Alyssa, in lei vede la possibilità di riscattare la propria anima e cancellare l’errore commesso con la sorella. Fin dal primo incontro, infatti, non può fare a meno di proteggerla. 

Alyssa, d'altro canto, ha bisogno di Jackson per tornare a respirare. La sua vicinanza è come balsamo, un’oasi in cui rifugiarsi e per la prima volta, dopo tanto tempo, si sente di nuovo apprezzata come donna e non più usata.

 Per loro però la tregua dura poco e i pochi momenti sereni non bastano a cancellare la dura realtà che li circonda. Jackson e Alyssa sono condannati a fare i conti con il passato, sempre e comunque.

Per quanti sforzi facciano, c’è sempre qualcosa che li rigetta indietro nella palude del dolore. I colpi di scena successivi non danno tregua, saltano le coperture e i legami che si pensavano importanti e duraturi svaniscono come neve al sole, sotto i colpi degli eventi. 

Storie come queste lasciano il segno, non si può non rimanere conquistati da trame così complesse e ben strutturate. I temi trattati sono tanti e tutti difficili da esporre, tuttavia va dato il merito alla Jade di averli saputi convogliare nel romanzo con maestria e semplicità estrema, grazie anche al suo stile sempre impeccabile e perfetto. Se a questo aggiungiamo la caratterizzazione puntuale di tutti i personaggi  possiamo concludere che PAIN è un romanzo che non potete perdere.

Consigliato? Diamine, sì, senza alcun dubbio.



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