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venerdì 10 maggio 2019

Review Tour: MISS PRIDE (NY SInners #3) di Charlotte Lays



Miss Pride, Luise, Louisy, Anchovina... Tanti nomi quante le maschere da indossare per una sola donna, una sola anima nascosta e impenetrabile.
Impossibile raggiungerla, inevitabile perderla.
Perché per lei legarsi a qualcuno è impensabile: l’arto fantasma che è il suo cuore si ribella. Le Cosmo Girls sono le uniche a conoscere il suo segreto, ma è un solo uomo quello in grado di scalfire la sua corazza. Distante, ormai, lontano. Leone vive addirittura in un altro continente e la odia. Ed è giusto così.
Quando i suoi zii muoiono, tuttavia, Luise è costretta a fare ritorno a Santomotto, un piccolo borgo in Toscana. È straziante per lei il pensiero di non aver potuto salutare un’ultima volta le persone che di fatto hanno sempre sostituito i suoi genitori, ma non è solo per questo che il viaggio verso l’Italia la spezza. 
Assieme alle lacrime, infatti, arrivano i pensieri, i ricordi, un’infanzia dimenticata, un’adolescenza cancellata a forza.
Leone, il suo primo e unico amore, ora non è più lo spettro che vive tra le rovine del suo cuore. È reale, bellissimo e intoccabile. E furioso. Perché lei lo ha lasciato, abbandonato, deriso, gettandolo in una spirale di menzogne.
Ragione e sentimento, orgoglio e pregiudizio: quanti assalti può sopportare un cuore prima di cedere e dichiarare la resa incondizionata?

Luise Patterson si può considerare una figlia d’arte. Ella e Roger Patterson sono due attori che si sono conosciuti su un set cinematografico e tra loro è stato amore a prima vista. Inseparabili nella vita e nel lavoro, sembra abbiano trascurato il compito più importante, quello che è scritto sul copione della vita: il ruolo di essere genitori.
Ma Luise non gliene ha mai fatto una colpa, forse inizialmente ha invidiato un po’ quel rapporto morboso, non riuscendo a farsi amare dai suoi bellissimi genitori, eppure è sempre stata circondata da persone che le hanno regalato un affetto incondizionato. Le sue inseparabili amiche, le Cosmo Girls, le uniche che conoscono tutti i suoi segreti più nascosti, coloro che riescono a strapparle sempre un sorriso e pronte a darsi una mano a vicenda senza che nemmeno lo chiedano.
E poi ci sono loro: gli zii che l’hanno sempre accolta con grande gioia nella loro villa in Toscana, regalandole gli anni più belli della sua adolescenza.
Per Luise è tempo di tornare alle origini a causa di un incidente che ha visto coinvolti proprio gli unici familiari che l’hanno vista crescere e diventare una bellissima e talentuosa attrice. Eh sì, perché Luise ha ereditato dai genitori la passione per la recitazione, riuscendoci perfino molto bene, nonostante la sua continua reticenza nel voler stare sotto i riflettori. Tornare in Italia, e precisamente in Toscana, significa anche fare i conti con il proprio passato e con l’unico uomo che lei abbia amato davvero: Leone Adalberti.
Luise riuscirà a mantenere la rigida maschera che ha indossato tutti questi anni, togliendola solo nell’oscurità del suo appartamento, cedendo alle lacrime e alla tristezza che quei ricordi continuano a evocare? Riuscirà Leone ha ritrovare in quella donna, la ragazzina che gli ha fatto battere il cuore, la sua anchovina?

Il cuore torna a essere un tumulto impazzito di battiti. Adesso come allora. E forse non è la paura dei cani a farmi tremare ogni volta. Forse i cani rievocano l’insegnamento di vita che Leone mi impartì quel giorno: ci si protegge e ci si sacrifica senza indugio per chi si ama.
Perché non lo sapevamo, ma quel sentimenti puro e innocente che ci legava era amore.

Non è mai semplice riuscire a mettere nero su bianco emozioni e sensazioni che un libro ti ha scaturito. Mi sono dovuta prendere dei giorni per capire cosa scrivere perché la storia di Luise e Leone è una di quelle che ti prendono lo stomaco e iniziano a mettertelo sottosopra. Terzo capitolo della NY Sinners Series, tiene testa egregiamente ai due libri usciti precedentemente, e lo fa con la forza dei sentimenti descritti. Ogni volta che leggo un libro di Charlotte Lays penso che sia il migliore di quelli già letti, poi però sono costretta a ricredermi perché ogni suo romanzo è unico; riesce a trasmettere emozioni totalmente diverse da qualcosa che magari si è già letto. E devo ammettere che Luise e Leone sono riusciti a entrarmi nel cuore con la forza delle loro parole, dei loro sentimenti e del loro passato. È sempre piacevole trovare una lettura dove ci si imbatte in una crescita dei protagonisti, spiando nel loro passato e in quella sofferenza che li ha visti maturare fin troppo in fretta; a volte il pov alterno aiuta a immedesimarsi in entrambi i personaggi, altre avere un solo punto di vista ti permette di vivere la storia con un’intensità di sentimenti tale da rivestire perfettamente i panni di un solo protagonista.

Le sue mani sono sempre state tanto forti da risollevarmi, da riacciuffarmi all’ultimo minuto. Il suo abbraccio è un bozzolo che mi avvolge anima e cuore. Un cuore che inizia a palpitare come se ritrovasse il suo posto nel mondo.

Luise è una ragazza che si è trovata a compiere una serie di scelte in passato che l’hanno portata a coronare i suoi sogni di attrice, allontanandola però dai sentimenti. È una ragazza che mette il cuore in quello che fa, ma che dà spesso ascolto alla voce nella sua testa, optando per un percorso sicuro e razionale piuttosto che impervio e sentimentale. Tornare in Toscana significa tornare per rendere onore a due persone che sono state importanti nella sua vita e nella sua crescita, ma anche scoperchiare un vaso di Pandora che avrebbe preferito tenere chiuso ancora a lungo, fingendo che quanto successo in passato non sia mai esistito. Un passato che risponde al nome di Leone e ai suoi due occhi verdi in grado di spogliare l’anima della bella Luise.
Ci troviamo in presenza di due personaggi testardi, orgogliosi, caratterialmente forti, ma nello stesso tempo deboli. Due protagonisti che continuano a girarsi intorno come due animali sul punto di azzuffarsi; si studiano, cercando di capire quanto c’è ancora della persona amata in quel semplice involucro dell’anima.

«Hai solo quindici anni, non fare la giovane saccente.»
«Mi hai insegnato tu a fare queste discussioni pesanti.»
«Dovevi capire.»
«Che cosa?»
«Che ognuno di noi è come un’opera d’arte. I nostri pregi e i nostri difetti ci rendono unici e inimitabili. Non è possibile farsi amare da tutti, ma qualcuno vedrà oltre la cornice, il colore, la tela. Vedrà ciò che sei davvero… E allora sarai inestimabile. Ecco cosa dovevi capire dell’arte: la relatività soggettiva del valore.»

Miss Pride è una storia piena di vecchie reminiscenze, un continuo salto tra passato e presente che ci mostra l’evoluzione di Luise e Leone nel corso degli anni. E a noi lettori non resta altro che leggere questa storia come se stessimo spiando la loro vita dal piccolo buco di una serratura, una porta impossibile da aprire perché chiusa a chiave con tanto di catene e anche lucchetti. Una porta che la stessa Luise vuole tenere chiusa. Forse è questo il senso dell’intera storia: il cuore di una giovane donna stretto in una catena perché incapace di amare, di cui solo il re della foresta sembra possederne la chiave.


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