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martedì 2 febbraio 2016

QUELLA NOTTE IL VENTO di Rossella Romano



Fani decide di trascorrere l’estate dopo il diploma nella casa della nonna paterna, in collina.
Cerca pace e riposo, ma non solo.
Da tredici anni tutta la famiglia ha rotto i ponti con la donna, per una lite di cui, a casa sua, nessuno parla mai.
La ragazza, un po’ per gioco, un po’ seriamente, si è convinta che la nonna Epifania, di cui porta il nome, nasconda un segreto inconfessabile.
Fani non lo sa, ma il vento ha già cominciato a chiamarla. Soffia dalle profondità del bosco, di notte, portando fino a lei uno stormo di creature alienate, nate col solo scopo d’impedirle di rispondere al suo richiamo; di seguirlo fino all’accesso ai territori misteriosi, stupefacenti, ma anche pericolosi, da cui proviene.

venerdì 30 ottobre 2015

NEL BUIO di Rossella Romano


Titolo: Nel Buio
Autore: Rossella Romano
Illustratore: Serena Esposito


Cristina trascorre i primi giorni di settembre riordinando la secolare casetta di montagna ricevuta in eredità da una anziana prozia. Ancora non ha deciso se tenerla o venderla: il borgo di cui fa parte è abitato soltanto in estate e la ragazza, ogni sera, si sente obbligata a tornare in città. Non è ancora riuscita a trascorrere una sola notte là dentro, e le sembra impossibile viverci in totale solitudine, come sua zia Terzilia faceva da anni. Niente, infatti, nemmeno la rassicurante presenza dei suoi due animali, un cane e una gatta, riesce a smorzare il lieve senso di disagio che s’impadronisce di lei ogni volta che si affaccia alle finestre che danno sul bosco, reso lugubre dall’autunno imminente.
Finché, la prima di una serie di lettere di amore, del tutto in contrasto con l’immagine di fiera indipendenza della prozia, la costringe, con un incanto sottile, ad attendere la mezzanotte per leggere la successiva…

Nota dell'autrice:

Un racconto auto conclusivo di circa 60 pagine sul soprannaturale, che si svolge negli stessi giorni in cui l’ho scritto, naturalmente dopo il tramonto, suggestionandomi al punto da essere costretta, in un paio di occasioni, ad accendere la luce per muovermi da una stanza all’altra, proprio come accade a Cristina.

Buona lettura.