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mercoledì 16 marzo 2016

Segnalazione: SARA' UN BESTSELLER di Laura Schiavini


in uscita il  01 aprile 2016!!

Laura Schiavini conduce il lettore con abilità in un intricato labirinto narrativo che parla di verità e finzione, di passioni e di speranze, della pochezza del mondo letterario ed editoriale, che ricorda come scrivere sia una malattia da vampiri e infine si interroga – come l’ambiguo io narrante del romanzo – sulle possibilità di realizzare i propri sogni: “Ma non seppi darmi una risposta, se non con le parole di Somerset Maugham: la fortuna è un talento”.

Pietro Spirito IL PICCOLO

Sarà un best seller è un romanzo che parla di verità e finzione, di passioni e di speranze, della pochezza del mondo editoriale, di come scrivere sia una malattia da vampiri e sulla possibilità di realizzare i propri sogni.
«…Ma non seppi darmi una risposta, se non con le parole di Somerset Maugham: la fortuna è un talento».
Daniele Aloisi è uno scrittore di best seller che, portando a spasso il cane al parco, si imbatte in Lorena, una donna bella e misteriosa, molestata da due loschi individui. 
Interviene, facendoli allontanare, e scambia con lei poche parole. L’incontro accende il lui la curiosità e il desiderio di conoscerla meglio e ben presto Lorena entra nei suoi pensieri, come un’ossessione. In fondo lui è uno scrittore e quella donna, affascinante e ambigua, potrebbe diventare la protagonista del suo prossimo romanzo. Le chiede così di raccontargli la sua storia, lei acconsente a patto di avere la supervisione del testo. 
Fra i due si stabilisce un rapporto ad alto tasso erotico, che però rimane sul piano intellettuale e immaginario poiché è Lorena a stabilire le regole.
Sebbene Daniele sospetti che la storia sia troppo esagerata per essere vera, rimane invischiato nella rete tessuta da Lorena, fino a scoprire che niente è come sembra. 
Quando il mistero viene finalmente svelato, Daniele rischia di perdere la sua credibilità di scrittore e di mettere a repentaglio la sua carriera.
Perché una donna respinta può essere estremamente pericolosa e vendicativa.

PREFAZIONE

Dieci anni fa, quando scrissi questo romanzo con il titolo La fortuna è un talento, pur avendo al mio attivo dei libri pubblicati, ero una precaria della penna, un’eterna esordiente.
Le mie precedenti pubblicazioni, fra cui undici volumi di romanzi erotici firmati con pseudonimo, prima che l’erotico femminile diventasse di moda, non erano sufficienti come biglietto da visita né come curriculum per farmi arrivare a un editore importante.
Approdare a una grande casa editrice era, come per tutti gli scrittori, il mio sogno. 
Perché non basta pubblicare un libro se poi non è distribuito nelle librerie e non viene fatta alcuna promozione, come accade con i piccoli editori, privi di mezzi.
Tuttavia, a volte, non serve neppure una distribuzione capillare e una adeguata pubblicità per concorrere al successo di un libro. Il libro è un oggetto aleatorio, un messaggio affidato a un piccione che, per arrivare a destinazione, ossia al lettore, deve misurarsi con vari fattori, non ultimo la fortuna.
Le dinamiche del mondo dell’editoria, specie in Italia, erano e sono ancora per me imperscrutabili, ed essere al posto giusto nel momento giusto con una bella storia non necessariamente ti fa entrare dalla porta principale nella grande Casa Editrice.
Scrivere è una passione, ma anche una malattia che si cura solo scrivendo. Però, almeno per quanto mi riguarda, se non c’è un riscontro e i rifiuti superano di gran lunga le pubblicazioni, diventa piuttosto frustrante.
Da questa frustrazione è nato La fortuna è un talento, un romanzo ambientato nel mondo dell’editoria, in cui mi sono divertita a giocare con diversi piani di registro. Da quello erotico, togliendomi dei sassolini dalla scarpa − gli editori uomini erano sempre più interessati ai miei romanzi hot piuttosto che a una storia edificante − al thriller psicologico e alla sperimentazione, per finire con una pennellata di rosa. Quest’ultima appena accennata, come il preludio del genere che avrei finito col scrivere e che mi avrebbe dato molte soddisfazioni.
Nel tempo, molte cose sono cambiate. L’avvento del self publishing digitale ha aperto quelle porte, che fino ad allora erano precluse a molti scrittori. All’improvviso si poteva pubblicare il proprio testo, con poche e gratuite manovre sui principali store on line. Una vetrina che offriva visibilità e fruibilità immediate. In breve, gli autori che scalavano le classifiche di Amazon, Kobo, ITunes ecc., venivano contattati da una casa editrice importante, che offriva loro un contratto di pubblicazione. Come è capitato a me che, improvvisamente, ho visto avverarsi la profezia de La fortuna è un talento. In altre parole, talento a parte e tutto da verificare, sono stata contattata da un editore importante, che ha acquistato i diritti del mio romanzo “A qualcuno piace dolce.”
In pochi anni il self publishing digitale si è trasformato in un’ubriacatura generale, che ha coinvolto autori, case editrici e agenzie letterarie, tutti impegnati nella corsa al best seller. Lasciando passare il messaggio che diventare uno scrittore di successo non sia dopotutto così difficile. Di conseguenza, si è assistito a un profluvio di testi auto pubblicati, che non passerebbero il vaglio della maestrina dalla penna rossa, posto che esista ancora. 
Certo, una casa editrice importante non acquista i diritti di un libro scadente, ma se il testo, pur essendo mediocre, è supportato da un buon marketing fai da te (amici e blog amici che danno il via al passa parola), ha buone possibilità di vedere la luce in formato cartaceo. 
Dopotutto si può sempre migliorarne la qualità con l’intervento di un bravo editor.
Ritengo che questo romanzo, che ripropongo in una veste leggermente diversa dalla precedente e con il titolo “Sarà un best seller”, sia ancora molto attuale perché pone l’accento sulle carenze dell’editoria in Italia, ma anche sulla vanità degli autori, disposti a tutto pur di pubblicare un libro. 
E che i furbetti come Lorena, la protagonista, ci sono e ci saranno sempre.

Buona lettura!

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