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martedì 2 aprile 2019

SURRENDER di Jenny Anastan


A volte fidarsi del prossimo è più facile che perdonare se stessi. 
Eppure Kian Sullivan, detective di Detroit, non riesce a fare nessuna delle due cose. Fuggito in Alabama per tentare di riconciliarsi con il mondo, dopo un caso particolarmente difficile e lacerante, è a malapena pronto a respirare. 
Galleggia, naviga a vista, ma non vive. 
Almeno finché non entra in rotta di collisione con la figlia del suo futuro cognato, una vera e propria spina nel fianco. Più giovane di lui di qualche anno, Ivy rappresenta quella spensieratezza che Kian forse non ha mai sperimentato. La ragazza è animata da un’innocenza che lo travolge e sconvolge. Ma il buio che il detective si porta dietro è troppo profondo, troppo logorante, così come i segreti del passato che sono sepolti nel suo cuore, al sicuro e lontani da chiunque.

A ventiquattro anni la vita di Ivy non è proprio rose e fiori, benché lei dei fiori ne abbia fatto la sua vita.
Costretta dall'oggi al domani a cambiare i suoi progetti per il futuro con nient'altro che una stupida lettera a motivare un addio, mai si sarebbe aspettata che l'unica volta in cui avrebbe fatto come tante sue coetanee, buttando all'aria i piedi di piombo e dando il benvenuto alla spensieratezza di una sera, si sarebbe ritrovata di fronte ad un misterioso sconosciuto e alla sua lezione di vita.
Strano, vero?

«Non sai neppure il mio nome» 
obiettò, quasi divertito. 
«Ed è importante?» chiesi, senza interrompere il contatto visivo. 
Senza interrompere il legame tra noi. 
«Dipende» osservò, lanciando il filtro della sigaretta sull’asfalto. 
«Da cosa?» incalzai, con la gola secca e il respiro affannoso. 
«Da quello che vuoi fare adesso».

E ancora più strano è ritrovarlo qualche giorno dopo a casa di suo padre come niente di meno che il fratello della sua matrigna.
Il rapporto tra Charlotte, la compagna del padre, e Ivy non è mai stato idilliaco, forse per via del momento in cui le due si son conosciute, un momento pieno di dolore per la ragazzina che era all'epoca, o forse perché in fondo tutte le ragazze son gelose dei propri papà e vederselo portare via così...Non è stato semplice e la frattura fra loro è divenuta sempre più evidente, ma ora?
Kian è tutto un altro paio di maniche.
Ogni qualvolta lui entra in una stanza, gli occhi della giovane sembrano come calamitarsi su di lui, come se fosse il centro del suo mondo.

Innegabile fra loro l'attrazione, come innegabile il loro primo incontro.
Eppure a Silverville, un luogo le cui anime non son poi così tante e le voci girano veloci come i proiettili di una pistola, le loro strade sembrano destinate a incrociarsi più e più volte e se esiste una cosa a cui lei non vuole rinunciare è quella sensazione che sente sottopelle quando è accanto a lui, qualcosa che mai ha sperimentato.

Il fattore non calcolato? A trentasei anni la vita di Kian ha preso una sua strada, e servire il proprio Paese per lui è sempre stata la sua ragione d'essere, sebbene a causa di questo lavoro la sua anima è divenuta sempre più cupa, la sua fede nell'umanità sempre più flebile.
Scappare dai suoi demoni a Detroit è stata l'ultima speranza per salvare la propria sanità mentale, anche se ancora oggi, se chiude gli occhi, gli incubi tornano a trovarlo, facendogli ben presente cosa ha visto lungo il suo percorso. Come se non bastasse, sembra prediligere una sana dose di masochismo, tenendosi vicino una persona che ha salvato ma che per lui, purtroppo, a volte rappresenta l'ennesimo demone tornato a ricordargli le sue mancanze, quel "avrebbe potuto" ma che non è successo. 


Non poteva sapere che io all’inferno c’ero già, che ero ospite di quelle fiamme ormai da molto tempo. E non me ne sarei andato da lì tanto presto. Forse mai.

Anche se cerca ogni modo per stare lontano da quella ragazzina con ancora negli occhi la luce dell'innocenza, qualcosa dentro di lui lo spinge verso di lei, attratto come una falena dalla luce che risplende in Ivy.
Il giorno e la notte, ecco come sono i protagonisti di Surrender, primo volume della Showdown series.
Testarda e loquace una, criptico e ferito l'altro.
Esistono persone che hanno fame di vita e altre che vorrebbero solo far smettere le urla che governano la propria, di vita. Un po' come nel caso dei nostri personaggi.
Una cosa è certa, grazie ai pov alterni non rimanere affascinati da quest'opera risulterà impossibile, così come rimanere con il fiato in sospeso mano a mano che i tasselli vengono posti in quel puzzle che ha creato la Anastan.
Segreti, bugie che hanno il sapore delle lacrime che si portano appresso, scariche di adrenalina tipiche di chi vive sul filo del rasoio, cuori impazziti e... questo e molto altro troverete in Surrender.



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