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mercoledì 9 ottobre 2019

NIENTE DA PERDONARE di Livia Snow


È una notte come tante altre nel parcheggio interrato del St. Mary Hospital di Chicago quando Adam, un giovane affetto da un male incurabile, si introduce nell’automobile della dottoressa Amelia Eckhart, in attesa del suo arrivo. Vuole rapirla, per poi partire all’inseguimento di uno strano richiamo che risuona da tempo nella sua mente. Questa voce insistente e ossessiva lo esorta a trovare un’entità astratta, una solitaria rosa rossa, che racchiude in sé una promessa di salvezza e di speranza.
In una notte come tante altre, Adam gioca la sua ultima, illogica carta per cambiare un destino che sembra già scritto, portando con sé la donna della quale è segretamente innamorato. 
Perseguitato dagli orribili ricordi di un passato da dimenticare, prostrato dall’aggravarsi della malattia, terrorizzato da una spaventosa figura che li osserva e li insegue, in attesa dell’occasione per fermarli, Adam affronta la battaglia definitiva per un futuro cui non è ancora pronto a rinunciare. 
In una notte come tante altre, la realtà si confonde con la follia, nella ricerca di un’ultima possibilità di scelta.

Adam è un ragazzo affetto da un male incurabile. Un male che ha cercato con tutte le sue forze di debellare seppur con scarsi risultati. Ma ora quel male è tornato, e Adam sa che non c’è poi molto da fare. Nella sua testa un richiamo forte e persistente, come se qualcuno lo stesse chiamando a sé; decide di accettare quella follia, ma da solo non arriverebbe lontano, per questo ha bisogno di aiuto. Chiedere a una dottoressa di accompagnarlo in questo delirio sarebbe una cosa da pazzi, per questo non ci pensa due volte prima di scassinare la portiera della sua auto, attendendola alla fine del turno di lavoro. Inizia così un folle viaggio tra la speranza di un futuro e i suoi demoni del passato. Un viaggio dove la realtà si sconterà con la fantasia, dove l’unica certezza è l’amore che sente di provare per quella dolce e gentile dottoressa che cerca di tenerlo in vita a tutti i costi.

Era una semplice rosa rossa e, senza rendermene conto, era sempre stata con me, nelle parole delicate che mia madre mi regalava, per farmi addormentare.

Ho iniziato questa lettura a scatola chiusa, senza sapere cosa aspettarmi, senza conoscere in maniera specifica il genere, ma fidandomi e affidandomi al consiglio di una persona che stimo molto. E ancora una volta sono stata sorpresa. L’intera lettura è un viaggio non solo fisico ma soprattutto emotivo. Adam cerca una sorta di redenzione dai gesti compiuti in passato, sentendosi quasi responsabile della perdita di due persone a lui molto care.

Stupidamente, senza alcun senso logico, inseguo un sogno che mi riporti la speranza per il futuro che voglio.

Un male che sembra non volergli dare tregua, facendosi sentire a livello fisico, debilitandolo e costringendolo a interrompere spesso questo suo viaggio. Eppure la voce nella sua testa è sempre più forte, lo incita a proseguire, promettendogli la speranza di una guarigione non appena giungerà a destinazione. Amelia rappresenterà un punto fondamentale per lui, anche se inizialmente cerca risposte alle quali lui non riesce a dare una risposta; come spiegare il perché di quel determinato viaggio attraverso vari Stati e allontanandosi così tanto da casa dove potrebbe ricevere le cure necessarie? Adam riuscirà a conquistarsi la fiducia di Amelia, più volte pensa che è stata una follia averla coinvolta, ma necessario per la sua salute fisica, perché lei è l’unica in grado di portarlo alla meta vivo. Ma qualcos’altro è in viaggio insieme a loro. Qualcosa che viene percepito come una stilettata di ghiaccio interiore, qualcosa che fa paura e che non bisogna guardare dritto in faccia per paura che porti via anche quell’ultimo barlume di speranza.

«Cosa stai cercando?»
«Un’unica, singola rosa».
«È lei che ci sta chiamando?»
«Sì».
«Era lei che chiamava il bambino nella favola?»
«Sì».
«Cosa le sta succedendo?»
«Sta morendo. Come me».

Una lettura che mi ha colpito, invitandomi, pagina dopo pagina, ad andare avanti per scoprire se il nostro protagonista avrebbe raggiunto la propria meta o se invece sarebbe stato più semplice arrendersi alla morte. Un romanzo che non ha una propria definizione, ma che deve essere affrontato come una sorta di viaggio personale alla scoperta delle proprie più profonde paure, per poterci perdonare gli errori commessi nel passato, per guardarci indietro senza provare più alcun tipo di rimorso. Un viaggio non affrontabile da soli, ma con accanto la più improbabile delle persone, perché a volte anche chi non consideriamo “amico” è in grado di sorprenderci.


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