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domenica 22 marzo 2015

Connolly Brothers

Capitolo 8 - Rhys


Rhys voleva davvero essere all’altezza, non voleva deludere Tom che si era dimostrato così gentile con lui. Per una volta, non voleva essere mandato via. Dopo tanto forse, era arrivato il momento di fermarsi. Non sapeva cosa l’avesse davvero spinto in quella direzione, forse un mix delle emozioni che l’avevano travolto dalla sera prima: la comunione con la musica quando aveva cantato “Whole”, il dolore della ferita che si era procurato che l’aveva torturato tutto il giorno, la dolcezza negli occhi di cioccolato di Tom.. Basta, Rhys! si disse, non poteva indulgere in certi pensieri su quell’uomo, era assolutamente fuori dalla sua portata e, anche se non lo fosse stato, c’era troppo casino dentro il suo cuore per poter anche solo pensare di avere un rapporto con qualcuno. Un uomo buono come Tom meritava di meglio, probabilmente una brava ragazza che gli avrebbe dato tanti marmocchi. Prima di perdere il coraggio, si fece una rapida doccia per poi presentarsi nella sala comune per la cena. Invece che sedersi da solo in un angolo come al solito, prese il piatto e si accomodò sul divano accanto a Steve che stava guardando il telegiornale.
“Qualche notizia interessante?” alla sua domanda vide l’altro sobbalzare e guardarlo sbalordito. Vista la reazione di Steve, si chiese quanto fosse stato odioso per suscitare uno sguardo così stranito. C’è da dire che Steve si riprese subito ed iniziò a parlare a ruota libera riguardo un forte temporale che avrebbe investito la loro zona di lì a poche ore, era per quello che tanti erano rimasti al ranch quella sera invece che andare in città, non volevano rischiare di rimanere impantanati da qualche parte.
“Dopo cena organizziamo una bella partita a poker, ti va di unirti?” chiese TJ, sedendosi sulla poltrona accanto a Rhys “Mettiamo su un po’ di musica, ci scoliamo due birre e ripuliamo quel finocchio di Steve” nell’udire l’insulto, anche se detto in modo scherzoso, Rhys sobbalzò, ma cercò di rimanere calmo e di mostrarsi contento dell’idea.
Una volta seduto al tavolo verde con Steve, TJ e Leroy, Rhys si sentì più rilassato. Gli altri guardavano una partita alla tv oppure chiacchieravano davanti ad una birra. Certo, il bere lo tentava, inutile negarlo. Se solo chiudeva gli occhi poteva sentire il gusto della birra fresca che gli scivolava sulla lingua e fin giù nella gola. Guardò con bramosia la birra che TJ si stava portando alle labbra finché l’altro non gli chiese se non ne volesse una.
“No, grazie io non bevo” dovette rispondere Rhys, sperando che nessuno avrebbe indagato sul perché della sua reticenza al bere.
“Come mai?” chiede subito TJ incuriosito, mandando così a farsi benedire tutte le speranze di Rhys di non dover dare spiegazioni.
Facendosi coraggio e sperando di non venire giudicato male, Rhys si decise a dire la semplice verità: “Sono un ex alcolista, anche se sono quasi due anni che non bevo preferisco stare lontano dall'alcol” dopo aver parlato gli sembrò di essersi tolto un peso dallo stomaco, ma era ancora dubbioso su come la sua affermazione sarebbe stata accolta dagli altri.
“Ti capisco, amico. Qui non sei l’unico ad aver avuto questo problema, tranquillo” gli rispose semplicemente TJ, toccandogli brevemente il braccio in segno di solidarietà.
Dopo quel momento la serata sembrò procedere per il meglio, Rhys si lasciò andare e raccontò anche qualche aneddoto sulla fattoria in Irlanda dov'era cresciuto. Non nominò mai Sean, ma cercò di essere il più spontaneo possibile.
Erano quasi le dieci, tutti erano calmi e rilassati, Rhys aveva già vinto cinquanta dollari, quando dalla radio iniziò a risuonare l’intro di “Irish soul” e tutto intorno a lui si fermò. Tutto sparì e rimase solamente il ritmo sfrenato di quelle note, suonato dall'irriverente violino di Sean accompagnato dalla chitarra elettrica dello stesso Rhys. Quando la musica rallentò e la sua stessa voce uscì dalle casse, Rhys balzò in piedi rovesciando la sedia nella fretta e, con uno sguardo folle negli occhi, corse fuori come se avesse avuto i diavoli dell’inferno alle calcagna. I suoi compagni di gioco osservarono allibiti la scena, non riuscendo a capacitarsi di cosa fosse successo: un attimo prima Rhys giocava con loro, amichevole come non era mai stato e poi, all'improvviso era scattato in piedi correndo fuori come se ne andasse della sua stessa vita.

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