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giovedì 14 maggio 2015

IL MIO ULTIMO BACIO – BETHANY NEAL



Cassidy Haines ricorda perfettamente il suo primo bacio. A darglielo era stato il suo grande amore, Ethan Keys, durante la prima estate del liceo. Invece il ricordo del suo ultimo bacio, alla festa per il suo diciassettesimo compleanno, la sera della sua morte è molto confuso. Da quel momento Cassidy è rimasta sospesa tra il mondo dei vivi e quello dei defunti, con il doloroso sospetto che la sua prematura fine non sia dovuta a un suicidio, come tutti credono, ma a un omicidio... Eppure non riesce a ricordare nulla della settimana precedente alla sua morte e per scoprire la verità sulla notte fatale dovrà analizzare il suo passato, con l'aiuto di Ethan, l'unico in grado di vederla anche da fantasma e ripensare a tutte le scelte, giuste o sbagliate, che l'hanno portata a quell'ultimo, dolce, tristissimo bacio.




Il Thriller è un altro dei generi che di solito preferisco leggere. La trama di questo romanzo è un po’ diversa dal solito e per questo motivo ho scelto di leggerlo.
Cassidy ci racconta la sua storia da un’angolazione piuttosto insolita: è il suo fantasma che ci parla, ricordando, come pezzi di un puzzle sparsi, gli eventi che hanno portato il suo corpo, “l’altra me” come si definisce lei, a ritrovarsi precipitata da un ponte. I ricordi partono da molto lontano, a volte anche troppo, e in maniera alquanto disordinata.
Il romanzo inizia dalla fine, Cassidy è già morta, in circostanze che fanno pensare ad un suicidio, e torna indietro nel tempo attraverso i ricordi che la protagonista rivive e pian piano l’aiuteranno a ricostruire la vicenda.

“ Ma come è possibile che io esista ancora se sono … morta? Perché è questo che succede quando si smette di respirare, giusto? Quando si abbandona il proprio corpo. Uno tsunami di emozioni si solleva e mi sconquassa dentro. Non voglio essere scollegata dal mio corpo, dalla mia vita. Voglio viverla ma sono certa di non averne più la possibilità. Che cosa ho fatto per meritarmi questo? E perché sta succedendo proprio a me?”

Lei vede e sente tutti, passa del tempo con la sua sorellina, con i genitori che si sono riavvicinati in questa triste occasione, le sue migliori amiche, i compagni di scuola, senza riuscire a toccarli per far percepire loro la sua “presenza”, passando attraverso le porte, i muri, proprio come s'addice ad un vero fantasma.
L’unico che riesce a vederla è Ethan, riesce a sentirla e persino a toccarla, ed è lui che la aiuterà nella ricostruzione dei fatti, ascoltando i suoi ricordi, aiutandola nelle indagini e nelle interazioni con gli amici, per cercare di scoprire la verità sulla sua morte.

“ E’ incredibile. Pensavo che non ti avrei mai più rivista e adesso, dopo tutto quello che è successo … devo essere impazzito”

I temi trattati nel romanzo sono diversi: l’amicizia, l’amore, la separazione, l’emarginazione, la morte … ma soprattutto il tradimento.
Detto questo, credo che il romanzo tutto sommato sia scorrevole, pur facendoci sentire la mancanza di uno degli elementi fondamentali del thriller: la suspense. La narrazione scorre piatta, del tutto priva di colpi di scena, se non alla fine, dove è d’obbligo che ci siano.
L’elemento che però me lo ha fatto apprezzare è stato il motivo per cui Ethan fosse l’unico a poter percepire il fantasma di Cassidy: ancora una volta l’amore, quello vero, che è capace di abbattere tutte le barriere, persino la morte. Quell’amore tanto forte, da essere in grado di capire e perdonare, così forte da sovrastare tutti gli altri sentimenti cha abitano nel nostro cuore.

“ Mi concentro, sperando che le fitte che mi arrivano sottopelle possano farmi sentire che non sono andata via, come ha detto Joules. Ma non è così. Il senso di colpa si sostituisce al dolore. Tutto ciò che ho fatto sabato sera – qualsiasi cosa abbia fatto sabato sera – non solo mi ha portato via la vita; ma ha portato via alle persone che mi circondavano tante cose insostituibili: a mia sorella, a mio fratello e ai miei genitori, ai miei amici, a Ethan. D’ora in poi loro non saranno più gli stessi ed  è tutta colpa mia. Ecco perché bisognerebbe perdere i sensi quando si muore. Penso. E’ troppo dura sopportare i relitti del passato.”

E ancora il punto di vista di Cassidy-fantasma, non molto usato, soprattutto in questo genere, dove lei si sente in colpa per la sofferenza che ha causato alle persone che le volevano bene con la sua morte, la frustrazione nel non riuscire a comunicare con loro e lo shock nell’aver capito che la sua vita  terrena era ormai finita, nonostante avesse solo diciassette anni e tanta strada ancora davanti a sé.  La vita, come dice una canzone, è un “brivido che vola via”.





Laureata alla Bowling Green State University, nella sua casa in Michigan scrive libri Young Adult con una vena dark. Il mio ultimo bacio è il suo romanzo di debutto. Per maggiori informazioni, visitate il suo sito (bethanyneal.com) e le sue pagine Facebook, Twitter e Instagram (@BethDazzled). 


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