Ultime recensioni

lunedì 22 febbraio 2016

CERCAMI NEL VENTO di Silvia Montemurro


Camilla vive di note sparse nel vento. Studia al conservatorio e la musica è il suo mondo. Abita in un paesino vicino a Milano, lo stesso dove è nata e che, a differenza delle sue amiche, non è ancora riuscita a lasciare. Teo, invece, in paese è appena arrivato con ancora negli occhi il mare della sua Sardegna. Il loro primo incontro avviene in un giorno qualunque, in un bar qualunque. Camilla e Teo sono due opposti che, dopo essersi brevemente respinti, si attraggono. L’amore è così intenso e unico da illuderli di essere invincibili. Fino a quando la vita li costringerà a una prova terribile.
Allora potranno vincere o soccombere, potranno farlo insieme o da soli. Nulla è già scritto. Ma trovare il coraggio di combattere sarà l’unico modo per non lasciarsi spezzare.


Voglio esordire facendo i miei più  sentiti complimenti a quest'autrice, Silvia Montemurro, che ha scritto una storia davvero molto toccante e coinvolgente.
Ci sono tematiche "rischiose" da affrontare, perché se è vero che sicuramente si riesce a catturare l'attenzione del lettore, è anche vero che se mal gestite possono rivelarsi un'arma a doppio taglio. Non è assolutamente questo il caso, perché l'autrice ha saputo dosare, a mio parere in maniera egregia, le tematiche con forza e delicatezza insieme, senza mai trascendere ed esagerare, senza forzature.
Dopo questa premessa, a mio sentire doverosa, vi racconterò non solo la trama, senza spoilerare troppo altrimenti si perde il gusto della scoperta, ma soprattutto tutti i sentimenti ed emozioni che questo libro è riuscito a regalarmi.
La trama inizia con le classiche tematiche post adolescenziali. Gli studi, i sogni, le cotte, le insicurezze di chi non è più adolescente ma non è ancora neanche adulto. Conosciamo la nostra protagonista, Camilla, una ragazza giovane che ha una grande passione per il violino, che studia con grande dedizione e trasporto. Ha scoperto tardi di avere un gran talento ma questo non l'ha mai fermata, nonostante le insicurezze che spesso la travolgono.
Ha una cotta per il suo insegnante, Roberto,  più grande di lei, e non smette di sognare che loro possano avere una possibilità, anche se i segnali sono decisamente poco favorevoli a parte qualche piccolo evento che ai suoi occhi assume proporzioni più grandi di quanto in effetti poi sia veramente.
Oltre agli studi al conservatorio, esce quando ne ha la possibilità, con la sua amica storica, che è esattamente il suo opposto. Quanto lei è sognatrice, sensibile e riservata, lei è esuberante e travolgente e assolutamente impicciona. Ma come spesso accade le diversità si completano e loro, a parte qualche scontro, sono inseparabili.




Nella sua vita e in quella del paesino in cui vive, arriva con la forza di chi non ha più niente da perdere, Teo. Lui è riservato, ha tanti segreti e oscurità nell'animo, che non ha nessuna voglia di condividere con nessuno. 


"Non avevi il diritto. Sei solo un perdente e lo sarai sempre, ovunque andrai. Ti trascinerai sempre questa merda addosso, Teo. Aveva ragione. quella maledizione lo seguiva ovunque. Sarai sempre un perdente. Ti trascinerai questa merda addosso. Per sempre." 
Perché Teo, da quando era piccolo, davanti alla finestra della casa della nonna che affacciava sul mare, ha sviluppato una piccola mania: catalogare le persone in base ai comportamenti che assumono quando sono sole, convinte che nessuno le possa vedere. Da quando ha scoperto questo, il suo più grande desiderio è stato quello di diventare un "solitario", uno che sta bene con se stesso insomma. Fa di tutto per scoraggiare i curiosi e chi cerca un approccio con lui, nonostante questo non sia facile in un piccolo paese in cui tutti sanno tutto di chiunque.





"Teo scoppiò a ridere. Ogni tanto è meglio fingere di non ricordare. E' meglio dimenticare la strada che ti ha portato dove sei , i pugni presi in faccia, il sangue che cola, il grido disperato di chi non può difendersi. Ogni tanto, è meglio scacciare il ricordo e tenersi dentro tutti i segreti del proprio passato." 
L'incontro tra i due è decisamente uno scontro, perché inizialmente proprio non si piacciono. O meglio, scatta la scintilla, altroché, ma nessuno dei due vuole dare una chance a questa attrazione, anzi. Si punzecchiano e si attaccano senza darsi tregua. 
"Camilla si paralizzò una seconda volta. Davanti a lei c'era quel ragazzo sardo, Teo, insieme a Nino. Non aveva più pensato a lui dopo quel giorno al bar. Le era bastato sentire la voce di Roberto al telefono per dimenticare all'istante gli occhi magnetici di quell'odiosa persona che neanche l'aveva degnata di uno sguardo e adesso era lì a bersi una birra insieme al ragazzo della sua migliore amica." 
Ma complici l'amica di Camilla e il suo ragazzo, i due si trovano a fare da soli un viaggio a Venezia, città romantica per elezione, e qualcosa cambia. 

"Si scambiarono uno sguardo intenso, Camilla sperò che nessuno si accorgesse dell'effetto che le faceva quel ragazzo. Bastava che fosse a pochi metri da lei per iniziare a sentire caldo. Le guance le si arrossavano e la gola diventava secca. Era snervante. Qualcosa, sotto allo stomaco, iniziava a muoversi velocemente. Non ragionava più. Forse poteva invitarlo alla festa, farlo ubriacare e chiuderlo in camera sua. Se l'avessero fatto anche solo una volta, forse avrebbe smesso di esserne così attratta."


Iniziano a passare tutto il loro tempo libero insieme, senza dare una definizione a quanto sta accadendo loro, ma la vita a volte sferra dei ganci destri micidiali. Non proseguo ulteriormente nel racconto altrimenti vi svelerei troppo. Vi dico solo che un evento tragico nella vita di Camilla la porta a confrontarsi con un futuro non più certo e decisamente doloroso. Lei decide di affrontare tutto da sola e tiene il segreto di tutto con tutti, compreso Teo, solo la sua famiglia e la sua migliore amica ne sono al corrente. Questa notizia inattesa, questo shock, la portano a non riuscire più a rapportarsi con nessuno, a parte coloro che stanno vivendo la sua stessa, tremenda esperienza.
A sua volta Teo nasconde se stesso e il suo passato, è scappato dalla sua terra, la Sardegna, dal suo amato mare, per cercare di ricominciare e sfuggire al suo passato che comunque lo perseguita. Perché non importa quanto tu possa fuggire lontano, i demoni interiori li porti con te.
Dopo questo accenno non troppo approfondito alla trama passiamo ai personaggi.
Camilla è la classica giovane ragazza con dei grandi sogni, che si trova a dover rivedere drasticamente la sua vita e tutto quello che ha sempre ritenuto importante. Personaggio che ho amato nella sua fragilità, nella sua forza, in tutto il suo passaggio forzato dall'adolescenza appena passata all'età adulta. A volte gli eventi ci costringono a crescere, la vita ci richiede di lasciar andare tutto ciò che è vano, ed affrontare prove durissime. L'autrice è riuscita a rendere molto bene, a mio avviso, tutto il travaglio interiore e non solo di questo personaggio, che si è fatto amare dalla prima all'ultima pagina, anche quando  avresti voluto darle uno scossone.
Teo come ho già accennato, è un solitario, un ragazzo riservato con un passato ingombrante che non vuole condividere con nessuno, che in Camilla trova una ragione per rivedere certe sue idee, crescere e superare il passato e i limiti che lui stesso si era imposto. Personaggio che ho amato nel suo mostrarsi al contempo inavvicinabile e fragile, che nonostante la sua vena da "solitario" ha dimostrato un grande coraggio e forza d'animo quando la persona a cui lui tiene di più ha bisogno di lui. 
Jessica, l'amica storica di Camilla, viene presentata in maniera controversa. Dimostra come, a volte, davanti a problemi che coinvolgono le persone che amiamo, non siamo in grado di  affrontarli nel modo migliore e dare il nostro aiuto, perché non in grado di affrontare qualcosa che sembra più grande di noi.
Durante la lettura alternavo momenti in cui avevo voglia di tirarle qualcosa in testa a momenti in cui l'avrei abbracciata, per l'evidente incapacità di gestire un cambiamento così repentino e profondo nell'amica, che le rendeva impossibile comprendere e agire di conseguenza.
Tra gli altri personaggi presenti in questa storia, una menzione particolare voglio darla a Marco, personaggio che non ho ancora nominato ma che ha una certa rilevanza, tanto che il titolo si rifà a lui. E' un personaggio meraviglioso, che mi ha fatto commuovere, sorridere, che avrei voluto abbracciare ed aiutare. A mio parere il personaggio meglio caratterizzato dell'intero libro. Non che gli altri non lo siano, ma lui mi ha davvero portato via un pezzo di cuore.
Ne consiglio senza dubbio la lettura, se si amano le storie sofferte e di vita vera, che possono riguardare chiunque, con all'interno una morale positiva e di crescita.



Nessun commento:

Posta un commento