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martedì 29 novembre 2016

Il ritorno di un cowboy di Z.A. Maxfield




Il dovere riporta un soldato a casa… ma sarà un cowboy appassionato a farlo restare.
Dopo la tragica morte del fratello, Tripp è costretto a lasciare l’esercito per tornare in New Mexico per occuparsi di sua madre mentre il padre è in prigione per incendio doloso. Cercando lavoro al J-Bar Ranch, Tripp è subito attratto da Lucho Reyes, un cowboy in convalescenza dopo che un cavallo gli ha schiacciato un piede.
Ma i peccati del padre interferiranno con i desideri del figlio? L’uomo potrebbe essere responsabile della morte del nonno di Lucho. Ora Tripp deve destreggiarsi tra il prendersi cura di sua madre, riparare ai danni del padre e provare a conquistare il cuore di un uomo che ha tutte le ragioni di odiare lui e la sua famiglia…


Il ritorno al J-Bar è sempre dolce, nonostante i drammi che i suoi lavoratori devono sempre affrontare si tratta di un luogo in cui poter trovare la pace e crearsi una bella vita. Non che sia facile, ma ne vale la pena.
Tripp, soprannome dell’odiato Calvin Tripplehorn Junior, è un reduce con problemi sia legati a ciò che ha vissuto in Iraq sia con la famiglia che si è lasciato alla spalle. La madre ha paura ad uscire di casa e ha vissuto tutta la vita all’ombra del marito dispotico e razzista. Adesso che è in prigione, la donna ne è sempre succube. Tripp vuole aiutarla, ma capire il come sarà difficile. Soprattutto vista l’attrazione istantanea che nutre per Lucho, il cowboy infortunato del J-Bar che si troverà ad aiutare durante la convalescenza.
Lucho odia la famiglia di Tripp, il padre ha incendiato il ristorante di famiglia ed il fratello spacciava nella scuola del suo fratellino. Ha tutte le ragioni per non fidarsi e provare disprezzo per il “soldatino”.
L’estrema umiltà, la sua pazienza e la dolcezza di Tripp toccano il cuore non solo di Lucho, ma anche del lettore che si trova letteralmente a tifare per questo amore che deve lottare così duramente per crescere e prosperare.
Una storia coinvolgente e scorrevole che riporta il lettore tra i cavalli, le mucche e gli alpaca del J-Bar dove incontriamo nuovamente vecchi amici come Malloy, Crispin, Jim ed Eddie.
A mio parere, l’autrice avrebbe potuto approfondire maggiormente il conflitto di Lucho con la sua famiglia a causa della sua relazione con Tripp, ma essendo il libro completamente narrato in prima persona dall’ex marine, posso capire il minor spazio alle vicende personali di Lucho.
Ad ogni modo, si tratta di un libro imperdibile per gli amanti del J-Bar e della vita da cowboy vecchio stile che ormai si sta purtroppo estinguendo.






«C’è qualcosa tra noi,» scosse il capo. «Quando mi tocchi, ho i brividi.»
«Anch’io,» confessai.
«Ma dovevi proprio essere il fottuto figlio di Calvin Tripplehorn,» sputò fuori le parole, disgustato.
«Scusa.»
Questa è sintonia.
Pura attrazione elettromagnetica. Gravità. Due corpi si scontrano e il risultato è pura magia. Non poteva succedere a una coppia peggiore.

«Hai qualcuno di speciale?»
Tu.
Sei sempre tu, che mi piaccia o no.
Lucho mi sconvolgeva. Mi faceva sentire come un ragazzino alla prima cotta.
Non avevo idea del perché, sapevo solo che quando mi guardava con quei suoi caldi occhi castani, finalmente riuscivo a visualizzare il mio posto felice.

Il mio cuore si disintegrò in mille pezzi quando mi resi conto di cosa mi stava offrendo: amore, ecco cosa. Ecco cos’è l’amore. Amore e accettazione. Comprensione. Gentilezza. Lucho non elargiva lo stupido ideale romantico dell’amore, ma quel genere d’amore che avevo desiderato tutta la vita.
Un amore che dà senza chiedere nulla in cambio.
Avrei voluto dare a Lucho tutto me stesso, tutto ciò che avevo e avrei mai avuto, ma c’era troppo da fare dinnanzi a me: guarire, crescere, cercare il perdono per quanto possibile.


Z. A. Maxfield è originaria di Los Angeles, sebbene ora viva nell’Orange County. Ha cominciato a scrivere nel 2006 per una sfida con i suoi figli e non si è più guardata indietro. Patologicamente disorganizzata e perennemente ottimista, scrive più che può, legge tutto ciò che riesce e si gode del tempo con la famiglia e gli amici. Se qualcuno le chiede come può una moglie e madre di quattro figli trovare il tempo per scrivere, lei risponde: «È incredibile quello che puoi fare se lasci perdere del tutto le faccende di casa.»






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