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giovedì 7 giugno 2018

PERCHÈ LA NOTTE APPARTIENE A NOI di Amabile Giusti



La luce dell’aurora e il gelido buio dell’Alaska: sono Mira e Kade


L’inverno in Alaska è spietato: lo sa bene la giovane Mira Kendall che non si è mai allontanata da Noweetna, un villaggio di trecento anime. Per affrontare il buio perenne di quelle latitudini, la ragazza si è creata un piccolo mondo interiore ricco di luce: legge tantissimo, colleziona fiocchi di neve e sogna di vivere un grande amore romantico.
L’arrivo di Kade scuote ogni suo equilibrio. Lui è un trentenne tanto bello quanto inquietante: ha i capelli lunghi, un occhio verde e uno nero, strani tatuaggi perfino sul viso e sulle mani, e un pessimo carattere. Non socializza con nessuno, vive da solo su una vecchia barca arenata e nasconde di sicuro un terribile segreto.
Impossibile per loro non incontrarsi, così com’è impossibile per Mira non trovarsi combattuta fra due emozioni opposte. Una parte di sé disapprova Kade per i suoi modi sgarbati, e l’altra è irresistibilmente attratta dal suo fascino feroce e dal mistero che lo avvolge.
Lentamente, l’iniziale reciproca antipatia si trasforma in un sentimento inatteso, tanto profondo da travolgerli entrambi. Ma Kade ha troppe cose da nascondere. Quando il suo passato torna a minacciarlo, diventa necessario fare una scelta dolorosa che potrebbe separarli per sempre.
Una storia passionale e sensuale sullo sfondo di una terra selvaggia, fra due anime più affini del previsto, dapprima ostili, dubbiose, rabbiose, e poi follemente bisognose, gelose e affamate d’amore.


Amabile Giusti torna nelle nostre librerie con un romanzo imperdibile e indimenticabile. Si tratta di una storia d’amore, ovviamente, ma non di una “classica storia d’amore”. Niente di questo romanzo è qualcosa di già letto o sentito, ulteriore prova del grande talento letterario della scrittrice, non che ne avessimo bisogno.

Non riusciva a pensare a nulla di meno abbinato a quella figura poderosa, più animalesca che umana, dell'esistenza di un'infanzia. Forse era per questo che la incuriosiva tanto: non perché fosse bello, ma perché sembrava cattivo.

In un paesino sperduto della gelida e selvaggia Alaska, sopravvive Mira. Una giovane donna le cui giornate sono scandite dal lavoro all'emporio e lettura dei suoi adorati romanzi rosa. Una sognatrice che sta aspettando il suo amore folle e travolgente che, purtroppo per lei, non le verrà donato dal cuore di un generoso cavaliere dalla scintillante armatura o un fascinoso pirata; una faccia nuova si è unita alle poche anime di Noweetna, un viso dai contorni ruvidi e aggressivi, dal quale non riesce a distogliere lo sguardo e a impedire alla sua fantasia di creare scenari romantici e a lieto fine.

Mira sognava l'amore. O quantomeno un po' di passione. O se non altro il desiderio. Quello che le suscitava il misterioso Kade Taylor.



"Ho notato come mi fissi da quando sono arrivato. Mi spii per conto di qualcuno o vuoi solo che ti scopi?"
"Io non ti fisso per conto di nessuno!"
"Quindi vuoi che ti scopi."

Kade è un uomo arrabbiato, che detesta ogni singola giornata trascorsa in mezzo alla neve; tutti gli abitanti del villaggio, annoiati e curiosi, non fanno altro che osservare ogni sua mossa. Sta scappando, sta espiando, sta gridando di rabbia per un passato che gli si è cucito addosso e non si scucirà mai. Conosce solo un modo di rapportarsi con gli altri: sesso e maniere da stronzo. Lui stesso si definisce un animale, un drago, e uno stronzo; il suo habitat naturale è l’oscurità e la notte. Non ambisce alla luce, non gli interessa e di sicuro non la sta cercando.

Ero un drago perché non ridevo mai, perché ero grosso e incazzato, e a modo mio squamoso. Non squame vere, sulla pelle: squame sull'anima.

Una storia avvincente caratterizzata da una relazione passionale, complicata e “violenta”, dove in ogni bacio scambiato non esiste un grammo di gentilezza, e l’unica ragione che li spinge a unirsi ancora e ancora è la monotonia di un ambiente socialmente inesistente, o almeno così vogliono far credere a se stessi e agli altri abitanti del villaggio.

Ho una voglia dannata di aprirla come una cazzo di melagrana. Ho una voglia dannata di contaminarla. In questo mio desiderio c'è una parte di rabbia e vendetta. Vendetta per cosa? [...] Perché, sia pure senza rendersene conto, si è intrufolata nella mia vita?

In un luogo dove la neve e il freddo sembrano aver congelato anche i sentimenti, dove lo spettacolo miracoloso dell’aurora boreale illumina anche l’anima più nera, e un lupo sembra comprendere l’umore dell’uomo e diventarne l’angelo custode, una donna dalla speranza indistruttibile e un uomo privo di emozione alcuna impareranno ad aver fiducia nel loro cuore e combattere per un nuovo futuro.

Nessuna persona, nessuna donna, e quella in particolare, può permettersi di farmi sentire come se qualcuno mi avesse preso a calci il cuore.

Lo stile inconfondibile dell’autrice è diventato un vero e proprio marchio di fabbrica. Il punto di vista in prima persona del protagonista maschile e quello in terza del femminile è una scelta che personalmente apprezzo. L’analisi dei personaggi e la descrizione dell’improbabile relazione tra Mira e Kade sono scritte in modo superbo, nessuna domanda rimane in sospeso e la lettura può seriamente creare dipendenza!!




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