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martedì 29 ottobre 2019

L'AMORE COME L'AVEVO IMMAGINATO di Nina Kenwood



Natalie non riesce proprio a capacitarsi di come sia successo: un giorno era una bambina bellissima, adorata da tutti, e il giorno dopo un'adolescente piena di brufoli e di complessi. Ci può essere qualcosa di peggio? Natalie è convinta di no. Ma non sa quanto si sbaglia. Perché quando i suoi genitori le annunciano il loro imminente divorzio e i suoi due migliori amici si innamorano imprevedibilmente l'uno dell'altra, il mondo le crolla addosso. Natalie si sente sola come non le era mai capitato. Questa non è certo la vita perfetta che si era immaginata: un continuo scambio di battute brillanti e di sguardi intelligenti, una storia d'amore appassionata e una romantica fuga verso il tramonto, come nella migliore serie tv. Poi all'improvviso arriva un ragazzo e ribalta tutto un'altra volta. E Natalie, che non è mai stata baciata, teme di non essere pronta a vivere davvero il suo lieto fine.

Non è mai facile ritornare ai nostri ricordi di adolescente. Chi più chi meno, ha sofferto e patito questo particolare periodo che ha determinato l'inizio dell'età adulta. Da lettrice, trovo rigenerante ogni tanto fare un tuffo nel passato e leggere storie di ragazzi ancora inconsapevoli di quella che sarà la loro vita "da grandi".

Più che un romanzo, il primo libro d'esordio di Nina Kenwood, lo definirei un saggio sull'adolescenza. Grazie a una trama squisitamente Young adult, ha presentato tutti gli aspetti tipici di quel periodo: l'insofferenza, l'insicurezza e la paura. Essere teenager, però, non è solo brufoli e complessi, ma significa anche primi amori e prime esperienze, con tutta l'ansia che ne comporta.

"Il mio corpo era un disastro ripugnante. Mi vergognavo troppo per uscire. No, peggio ancora. Mi vergognavo troppo per esistere. Stavo sempre gobba, cercando di nascondermi dal mondo."

La povera Natalie è stata vittima di un'acuta forma di acne che ha comportato lo sviluppo di una serie di complessi fisici e mentali che condizionano il suo carattere e la sua vita sociale. Ho apprezzato che la scrittrice non abbia edulcorato le parti più sensibili e imbarazzanti; credo che sia stata una scelta, oltre che coraggiosa, molto onesta e leale nei confronti della sua protagonista e di tutte le ragazze che hanno sofferto un simile problema.

"[…] non avevo mai pensato a quanto sarebbe stato bello avere qualcuno che ti sfiorasse dolcemente. Immagino di non aver mai immaginato che un ragazzo l'avrebbe voluto." 

Aver attirato l'attenzione del fratello maggiore del suo migliore amico, Alex, è al tempo stesso sorprendente quanto spaventoso. 
Leggere dei suoi castelli mentali, su una nuvoletta rosa un secondo e subito dopo pietrificata dal disagio emotivo di mostrare se stessa a un'altra persona, ha risvegliato in me ricordi nostalgici dell'adolescente che sono stata e che vorrei aver amato di più.

Gli sviluppi di questa dolce storia d'amore saranno divertenti, un pizzico tragici e decisamente teneri. 


Il romanzo non è molto lungo e la sua scorrevolezza è tale da sfuggire tra le mani del lettore. Nonostante la tematica importante che ho voluto fosse la protagonista di questa mia recensione, si tratta di una lettura per ragazzi piacevole e simpatica, con qualche accenno alla cruda vita reale che non guasta.

La lezione che ogni lettore può imparare da questa storia è che possiamo decidere di restare schiavi dei nostri complessi e delle nostre insicurezze adolescenziali, oppure possiamo imparare da essi e diventare persone migliori. Perché non importa quanto tempo sia trascorso, conserviamo ancora nel nostro cuore i traumi, le esperienze e il disagio dell'adolescenza.

Avrei voluto leggere romanzi come questi nella mia vita da teenager; mi sarei sicuramente sentita meno sola e avrei potuto tenere fra le mani una piccola finestra di speranza per il mio futuro che, all'epoca, mi sembrava così lontano e complicato.



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