giovedì 26 febbraio 2026

GIOCO D'ATTRAZIONE (Pucking Strong Jacksonville Rays vol. 4) di Emily Rath

Teddy O’Connor è l’affascinante fisioterapista dei Jacksonville Rays e da anni è segretamente innamorato di Henrik Karlsson, l’attaccante di punta della squadra. Ben lontano dallo stereotipo del giocatore di hockey bello e dannato, Henrik sta affrontando il dolore più grande della sua vita: l’improvvisa morte della sorella a cui era legatissimo. E, da un giorno all’altro, si è ritrovato anche a doversi prendere cura della nipotina. Ma c’è un problema: per ottenere la custodia definitiva deve dimostrare di avere non solo una carriera stabile, ma anche una vita sentimentale equilibrata. Teddy decide allora di aiutarlo e i due inscenano un matrimonio di pura convenienza. È importante, però, che all’esterno sembri il più reale possibile, per la reputazione della squadra e per dare alla bambina la famiglia che merita. Così, più trascorrono del tempo insieme, più la chimica e l’attrazione tra Teddy e Henrick si fanno palpabili. E quando il cuore chiama non c’è finzione che tenga…

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Care Cosmo, oggi per voi ho una vera e propria chicca e ringrazio infinitamente Newton Compton per avermi dato l'opportunità di leggerla. Voglio però chiarire una cosa: no, non è Heated Rivalry. È stato pubblicizzato un po’ come tale, ma siamo lontani mille miglia da Heated Rivalry. L’unico punto in comune è l’hockey romance MM. Fine. Perché Gioco d’attrazione è un’altra cosa. Un’altra intensità. Un altro tipo di ferita. Qui dentro c’è un vortice di tropes che si intrecciano e si confondono: matrimonio di convenienza - friends to lovers - grumpy for sunshine - he falls first - slow burn che ti consuma piano.
Ma quello che i tropes non vi dicono è che questo libro vi strappa il cuore dal petto e ve lo restituisce solo all’ultima pagina.
Teddy O’Connor ha vent’anni quando un omone biondo lo salva sul ciglio della strada. Un incontro casuale, quasi cinematografico. Non si aspetta di rivederlo pochi minuti dopo nella palestra dove sta per iniziare il suo stage come fisioterapista per i Reys.
Amore a prima vista? Per Teddy sì.
Peccato che Henrik Karlsson non sia gay.

È davvero imbarazzante. Sono passati sei anni. E non è che tra noi ci sia mai stato... niente.
Questa è la parte peggiore della storia.

Sei anni dopo la situazione è rimasta immutata: Teddy non si è mai dichiarato, Henrik è ancora il bellissimo attaccante svedese, apparentemente irraggiungibile. Ma ora Teddy è un medico a tutti gli effetti, richiamato a sostituire Rachel Price nello staff dei Reys. Non si aspettava di dover aiutare Henrik… in ben altro modo.

«Ciao Teddy». Sfoggia quel sorriso che gli arriva soltanto agli occhi. Dio, non vedevo quel sorriso da sei lunghi anni. «È un piacere rivederti». Beh, che mi venisse un accidente.
A quanto pare, l'amore della mia vita si ricorda il mio nome.

Una telefonata dalla Svezia cambia tutto: la sorella di Henrik muore in un incidente stradale, la piccola Karolina — Karro — è gravemente ferita. Il dolore lo annienta. E nel caos, nella devastazione, l’unico punto fermo diventa Teddy.

Con una chiamata persa la mia vita è cambiata per sempre. Sono diventato un genitore. Adesso ho delle responsabilità verso un'altra persona e non solo più verso me stesso.

Quando decidono di andare in Svezia per riportare Karro in America, scoprono che l’unico modo per farlo, senza ripercussioni, è sposarsi.
Un matrimonio di convenienza. Senza romanticismo. Senza dichiarazioni. Senza nemmeno un bacio.
E Teddy, che è innamorato dell’amore, che sogna il grande gesto romantico, si ritrova in un’anonima cappella, con le sneakers ai piedi, a firmare documenti in una lingua che non capisce, rubando una penna blu e facendosi prestare un orologio da un funzionario comunale.
Per Karro. Solo per lei.
Perché a volte, soffocare i propri sentimenti sembra un sacrificio accettabile, se serve a salvare una bambina che ha perso tutto.
E Henrik?
Henrik è un uomo che si è sempre sentito “difettoso”. Mai veramente attratto da qualcuno. Mai davvero coinvolto. Non interessato alle donne. Non interessato al sesso. Non interessato a niente.

È davvero possibile? Non essere attratti da nessuno? Ho sempre semplicemente dato per scontato che ci fosse qualcosa di danneggiato in me, qualche aggiornamento del software che non è mai stato installato a dovere.

Finché non arriva Teddy.
Finché quella luce costante, quella solarità instancabile, quella dolcezza ostinata, non iniziano a scaldare qualcosa che credeva di non avere.
Questo è uno slow burn vero. Di quelli che ti fanno quasi soffrire per quanto è lento. Ma quando prende fuoco… ragazze mie. È incendio. È fame. È desiderio represso che esplode dopo anni. È una tensione emotiva che ti lascia senza fiato.


Io faccio ancora fatica a riprendermi.
Ho amato Teddy con tutta me stessa: la sua energia, la sua gentilezza, il suo amore incondizionato. È sunshine puro, ma non è ingenuo. Sa soffrire in silenzio. Sa scegliere il bene degli altri anche quando gli costa tutto.

Non so come fingere di non essere innamorato del mio marito fasullo.

E ho amato Henrik per la sua pacatezza, per il modo in cui si lascia guidare senza pregiudizi, senza etichette, ascoltando finalmente ciò che sente. Il suo percorso non è solo romantico: è identitario. È la scoperta di sé, lontano da aspettative e paure.

«Qualunque cosa tu voglia, Teddy. Puoi avere qualsiasi cosa tu voglia da me.»

Ma non è solo una storia d’amore. È una storia che affronta il lutto, la malattia, il giudizio sociale, l’omofobia, il razzismo. È una storia che parla di famiglia: quella che perdi e quella che scegli.
C’è il mondo, in queste pagine.
Gioco d’attrazione è il mio cinque stelle del mese: siamo quasi alla fine e, al momento, è l’unico.
Non posso spiegarvi davvero cosa mi ha lasciato questo libro. Posso solo dirvi che dovete leggerlo per capirlo. È una di quelle storie che ti devastano e poi ti ricostruiscono, pezzo dopo pezzo.
E fidatevi di me: non lasciatevelo scappare.
Buona lettura Cosmo!

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