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martedì 5 novembre 2019

NON PERDIAMOCI DI VISTA di Federica Bosco



È l'ennesimo 31 dicembre, e Benedetta lo trascorre con gli amici della storica compagnia di via Gonzaga, gli stessi amici che, negli anni Ottanta, passavano i pomeriggi seduti sui motorini a fumare e a scambiarsi pettegolezzi, e che ora sono dei quarantenni alle prese con divorzi, figli ingestibili, botulino e sindrome di Peter Pan. Ma quello che, a distanza di trent'anni, accomuna ancora quei «ragazzi» è l'aspettativa di un sabato sera diverso dal solito in cui, forse, succederà qualcosa di speciale: un bacio, un incontro, una svolta. Un senso di attesa che non li ha mai abbandonati e che adesso si traduce in un messaggio sul telefonino che tarda ad arrivare. Un messaggio che potrebbe riannodare il filo di un amore che non si è mai spezzato nonostante il tempo e la distanza, che forse era quello giusto e che torna a far battere il cuore nell'era dei social, quando spunte blu, playlist e selfie hanno preso il posto di lettere struggenti, musicassette e foto sbiadite dalle lacrime. Una nostalgia del passato difficile da lasciare andare perché significherebbe rassegnarsi a un mondo complicato, competitivo e senza punti di riferimento, che niente ha a che vedere con quello scandito dai tramonti e dal suono della chitarra intorno a un falò. Fino al giorno in cui qualcosa cambia davvero. Il sabato diverso dagli altri arriva. L'inatteso accade. La vita sorprende. E allora bisogna trovare il coraggio di abbandonare la scialuppa e avventurarsi a nuoto nel mare della maturità, quella vera.
Federica Bosco in questo libro ci tiene ben saldi al terreno e ci parla del mondo adulto, sì quello pieno di casini, famiglia, figli, mariti, ex mariti, un gran mix di emozioni.
Dal punto di vista di Betta, la nostra protagonista, percepiamo  tutte le sfumature che una donna, madre e amica, può provare.


È una fisioterapista di 46 anni che ascolta i problemi di tutti, con due figli, un ex marito, una manciata di amiche, un migliore amico, sua madre che l'ammonisce di continuo e l'amore della sua vita.





Nicolò, divorziato con 2 figli, non ha ancora dimenticato la sua ex moglie, ma in realtà è sempre stato sposato con il suo lavoro a Londra. Torna nella vita di Betta come un tornado e le risveglia le stesse sensazioni ed emozioni di anni e anni prima. Si erano persi di vista per aver fatto delle scelte più comode e meno stressanti, ma che li hanno resi infelici a lungo andare. 

"«Se c’è una cosa che ho imparato dalla nonna è che la vita va sempre avanti e più va avanti più è sorprendente.»"

Il lettore viene risucchiato subito nel vortice degli avvenimenti, da contorno ci sono i problemi di bullismo scolastico che devono affrontare a scuola i figli di Betta. Come madre è esemplare, cerca di non essere troppo amica dei figli, ma al tempo stesso cerca di dettare le regole nel modo più giusto possibile. Il suo vantaggio è che il suo ex marito si fidanza con una vera rompi scatole che vuole avere potere decisivo sui ragazzi di Betta. Loro sono i primi a non voler andare dal padre, così lei si ritrova a odiare la nuova donna e a sostenere Vittoria e Francesco in quel trambusto.

Il personaggio della madre è il portento di tutta la storia. Leonina continua a usare il pugno duro anche con i suoi nipoti e con la figlia. La riprende sempre ma sa essere dolce e premurosa al momento giusto. Di punto in bianco, decide di andare a convivere con il nuovo compagno e leva le tende, promettendo di tornare al bisogno. Così Betta si ritrova a dover fare tutto da sola ed è in quel momento che si rende conto di essere forte abbastanza da affrontare tutto. Nel frattempo nella sua vita è tornato Nicoló, il suo primo amore, ma che ora vive a Londra. Lei è incredula perché non pensava di poter rivivere sensazioni di amore da farfalle nello stomaco, come se fosse ancora un'adolescente. 


"Mi sentivo in colpa, è vero. Perché Fabrizio era stato il compagno e il marito perfetto, ma l’ondata che mi aveva travolta e trascinata sulla riva come mi era successo con Niccolò, riempiendomi i polmoni d’acqua e il cuore di sabbia, per lui non l’avevo mai provata"

Il vero centro della storia è la compagnia di Betta, quella di sempre  sin da giovani e ne fanno tutti parte. Un gruppo di adulti che non vuole  crescere, che si nasconde dietro alle problematiche che ci possono essere e ognuno è vittima delle sue scelte e delle proprie frustrazioni. Fino a quando Andrea, l'evergreen della compagnia, scopre di avere i giorni contati. L'unica a saperlo del gruppo é proprio Betta, che inizia a cambiare atteggiamento nei confronti di tutti. Si rende conto che in realtà i problemi che dicono di avere sono futili in confronto al percorso che dovrà affrontare il suo migliore amico. 



La sua eredità è un video in cui si rivolge a ognuno dei presenti in sala, svelando delle verità inconscie, ma che nessuno voleva vedere e affrontare. È inutile dire che la compagnia si sfalda, alla fine era tutta una copertura per questi perenni adolescenti che scappano dai problemi.
Così, Betta capisce che forse con Nicolò non c'è futuro, lui è sempre così distante e immerso nel lavoro da non poterle dare tutta l'attenzione di cui ha bisogno una donna. Poi lei non è da sola e ha appena creato un buon rapporto con i suoi figli.
Una storia che tratta temi importanti legati al mondo degli adolescenti, con continui riferimenti al passato per sottolineare che i tempi sono davvero cambiati.

Una lettura piacevole e che fa riflettere, molte volte mi sono messa in gioco pensando a come avrei reagito io in determinate situazioni e Betta è la mia preferita: fragile ma forte allo stesso tempo. 
L'autrice conclude dicendo che il destino ha più fantasia di noi, già perché non dobbiamo accontentarci ma ricercare la felicità, quella che ci fa sentire le farfalle nello stomaco e che ci toglie il respiro per l'emozione di vivere la vita come piace a noi.

"Se c’è una cosa che mi ha insegnato Andrea è che se vuoi davvero qualcosa finché sei su questa terra, sei sempre in tempo per recuperare." 




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