Questa è stata la mia prima esperienza con Falon Ballard e sono partita con aspettative mediamente alte. Di certo, però, a incuriosirmi non è stata la combinazione di romantasy, omicidi politici, cortigiane dotate di poteri magici, tensione, seduzione, un'ambientazione dalle atmosfere teatrali e tanta piccantezza, bensì la cover. Sì, è stata decisamente colpa sua se ho voluto leggere questo libro. Peccato che, andando avanti con la lettura, mi sia ritrovata più volte a sentirmi insoddisfatta dalla lettura in corso. L'idea alla base del romanzo è sicuramente ambiziosa. Quel richiamo a Moulin Rouge mi ha incuriosita fin da subito, ma ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa per rendere il tutto davvero coinvolgente.
Non mi sono mosso da quando lei si è mostrata al pubblico. Non riesco a respirare da quando ho visto il suo volto e le curve sontuose che vorrei sfiorare d’istinto.
Lady Caterine, la Dotata che potrebbe avere nelle mani il destino del Paese, è la donna più bella che abbia mai visto.
Il cuore sembra fermarsi nel petto, il respiro bloccarsi nei polmoni. Una sola parola mi risuona nella mente.
Mia.
E in quell’istante capisco, senza la minima ombra di dubbio, di essere nei guai fino al collo.
Sapevo che era bello. Lo avevo già notato dal palco, mentre danzavo davanti alla folla. Ma da vicino lo è ancora di più. Il suo volto è scolpito, netto nei lineamenti. Gli occhi sono di un azzurro chiarissimo, intenso. I capelli, ricci color rame, gli cadono sulla fronte, e all’improvviso mi sorprendo a desiderare di affondarvi le dita.
È meraviglioso. Il tipo di viso di cui una ragazza potrebbe innamorarsi. O almeno, il tipo di viso di cui potrebbe innamorarsi qualsiasi ragazza tranne me.
Eppure, una sola parola mi attraversa la mente.
Mio.
I protagonisti sono Cate e Callum. Lei è una cortigiana Dotata, capace di percepire e gestire le emozioni di chiunque. Molti si recano a La Puissance proprio per usufruire dei servizi delle Dotate, alla ricerca di sollievo dai pesi che li opprimono, ma anche di appagamento sessuale. Ed è proprio questo uno degli aspetti che ho apprezzato meno: nella mia testa mi ero fatta un'idea completamente diversa del personaggio femminile. Di certo non mi aspettavo che facesse... il mestiere più antico del mondo.
Callum, invece, è il figlio del re deposto di Scota e vuole a tutti i costi entrare nella corsa alle prime elezioni presidenziali di Avon. Peccato che, per farlo, debba superare una prova tutt'altro che semplice: uccidere suo padre.
Ed è proprio qui che entra in gioco Cate, che dovrebbe aiutarlo a mettere a tacere il senso di colpa e affrontare quello che gli viene richiesto. Il problema è che Callum diffida profondamente delle Dotate e, proprio per questo, il suo avvicinamento a Cate è tutt'altro che semplice. Tra diffidenza, attrazione e un legame che nessuno dei due sembra voler davvero accettare, i due finiscono inevitabilmente per avvicinarsi. E poi ci sono loro due. Cate e Callum partono decisamente con il piede sbagliato: lui non si fida delle Dotate e lei ha ben pochi motivi per simpatizzare con un uomo appartenente alla classe che per tanto tempo le ha considerati poco più che strumenti, inoltre, lei ha fatto una promessa...
In definitiva, Come d'incanto aveva tutte le carte per conquistarmi, ma qualcosa è mancato. Una lettura piacevole, ma non indimenticabile.




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