Lui è un musicista in cerca di ispirazione.
Lei lo desidera da tutta la vita.
Una nostra canzone d’amore
Dopo una brutta rottura, Blake Logan si rifugia nella casa di famiglia sul lago Tahoe, decisa a chiudere fuori il mondo. Niente uomini, niente complicazioni. Ma il suo piano perfetto va a rotoli quando Wyatt Graham si presenta alla porta. Di quattro anni più grande di lei e con l’incredibile superpotere di accenderla come nessuno mai, Wyatt è il ragazzo che ha calpestato il suo orgoglio quando Blake aveva sedici anni. Ora è un musicista in cerca di ispirazione, e per lui Blake è assolutamente off-limits. Ben presto, però, Wyatt si rende conto che lei non è più la ragazzina di un tempo: è forte, brillante, e la scintilla tra loro è impossibile da ignorare. Un bacio rubato si trasforma in qualcosa di più, in un’estate che sembra perfetta. Finché una tragedia li separa, lasciando dietro di sé solo una scia di ricordi e rimpianti. Qualche tempo dopo, il destino li riporta faccia a faccia. E Blake e Wyatt dovranno scegliere se rimanere ancorati al passato o scrivere insieme il loro futuro.
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Care Cosmo, questa sarà lunga, perché mentre scrivo sento già che non ne avrò abbastanza.
Prima di tutto, ringrazio di cuore Newton Compton Editori per avermi dato la possibilità di leggere Love Song di Elle Kennedy. Il romanzo è uscito in contemporanea mondiale il 17 marzo ed è stata, senza alcun dubbio, una delle letture più emozionanti che mi siano capitate ultimamente. Elle Kennedy per me è un porto sicuro. Quando ho voglia di leggere una storia che so già essere magnifica, capace di travolgermi e lasciarmi qualcosa dentro, è ai suoi libri che torno sempre.
Love Song non disattende assolutamente le aspettative, anzi: le prende, le accarezza, e poi le supera con una naturalezza disarmante.
La prima cosa da dire è che Love Song è uno standalone però (ed è un però meraviglioso) questo romanzo è strettamente legato al vasto universo creato da Elle Kennedy, non perché faccia parte ufficialmente di una serie, ma per vincoli di parentela, per connessioni affettive e per quella trama invisibile e bellissima che lega personaggi del passato e del presente.
Per arrivare fin qui, infatti, bisogna fare un viaggio indietro nel tempo, che parte anni fa con la The Campus Series. Blake Logan, la protagonista di questo volume, è la figlia di John Logan e Grace Ivers, protagonisti di Lo sbaglio; mentre Wyatt Graham è il figlio del famigerato Garrett Graham e Hannah Wells, che abbiamo conosciuto e amato ne Il contratto.
Ma Blake, in realtà, io l’avevo già incontrata.
E qui mi esplode davvero il cervello, perché il modo in cui Elle Kennedy riesce a intrecciare il suo universo narrativo ha qualcosa di spettacolare.
Blake compare infatti già in Effetto amore, il primo volume della serie Campus Diaries e la sua storia riceve un piccolo, ma importantissimo, cappello introduttivo anche nell’ultimo volume della serie, Metodo d’amore. È qui infatti che la vediamo dare un bel due di picche a Isaac e poi, successivamente, uscirci insieme nel mese di ottobre. Un dettaglio che potrebbe sembrare secondario, ma che in realtà diventa importantissimo in Love Song. Perché nel prologo di questo romanzo succede qualcosa: è la Vigilia di Natale, Blake è a casa dei Graham (come ogni anno, come sempre da quando è nata, visto il legame viscerale che unisce suo padre e Garrett) e Wyatt la guarda in un modo diverso. Intensamente. Troppo intensamente per passare inosservato. Blake, da parte sua, è convinta di avere un pezzo di broccolo incastrato tra i denti, perché per nessuna ragione al mondo Wyatt potrebbe guardarla così.
Perché mi fissa? Io e il mio cervello stiamo di nuovo prendendo in considerazione l'idea che mi sia rimasto un pezzo di broccolo incastrato tra i denti.
Non dopo che, a sedici anni, lei gli aveva confessato la sua cotta, ottenendo una carezza sulla testa e un ammonimento di "farsela passare".
E invece quella notte tra loro scatta un bacio e qualche carezza rubata.
«Sai che c'è? Non disturbarti a rispondere. Se fossi stata soddisfatta del tuo giocatore di football, non mi avresti scopato con gli occhi tutta la serata».
Rimango a bocca aperta. «Scusa?»
«Che c'è?». Sorride, bevendo un altro sorso. «Mi sbaglio?»
Peccato che il mattino seguente Wyatt sembri colpito da una comoda amnesia e si nasconda dietro la scusa dell’alcol, arrivando persino a suggerirle di dare una possibilità a Isaac.
Due anni dopo, Blake e Isaac convivono. Sulla carta, le cose sembrano perfette, eppure, al ritorno da
Parigi, Blake sente qualcosa che non riesce a scrollarsi di dosso. Una
sensazione inspiegabile, una specie di premonizione che le
sussurra di non tornare a casa, perché qualcosa sta per accadere. E qualcosa,
infatti, accade.
È così che Blake si ritrova sul lago Tahoe, nella casa che i
Logan condividono con i Graham, con davanti a sé tre mesi per ritrovare sé
stessa e capire cosa fare della propria vita. E no, non mi sento di parlare di
un rifugio per superare una rottura, perché la verità è che, da quando ha lasciato
Isaac, Blake non ha versato nemmeno una lacrima. Ed è anche questo a rendere
tutto ancora più significativo.
Quello che non si aspetta di trovare lì è Wyatt.
Un Wyatt
ubriaco, tormentato, alla deriva. Un ragazzo che da un anno non riesce più a
scrivere un singolo verso, che ha perso completamente la scintilla e spera che
quei tre mesi lontano da tutto possano in qualche modo guarirlo. Blake, nel suo
immaginario, non era contemplata ma la sua presenza finisce per diventare
un problema meraviglioso, uno di quelli da cui è impossibile scappare, almeno
fino a quando le parole non iniziano di nuovo a fluire e lei diventa tutto ciò
a cui riesce a pensare.
Ho iniziato a notarla.
E a notare cose che non avrei dovuto notare.
Come l'azzurro incredibile dei suoi occhi.
Il tono della sua risata, che sembra una canzone.
Wyatt è uno di quei personaggi che fanno male in modo
silenzioso. Perché dietro il fascino, dietro il talento, dietro il carisma, c’è
un ragazzo convinto di non saper tenere nulla tra le mani. Convinto di non
valere abbastanza, di non avere nulla da offrire, se non il proprio corpo per
il tempo necessario a consumare un desiderio. Ma con Blake questo non è
possibile.
Non so cosa sia appena successo, ma so che cercherò quel sorriso nelle canzoni per molto tempo.
Nonostante l’attrazione fortissima, il legame che pulsa sotto la
pelle e tutto ciò che tra loro continua a chiedere spazio, Wyatt sa che con lei
sarebbe diverso. Che spezzarle il cuore significherebbe distruggere qualcosa
che non potrebbe mai davvero perdere, perché Blake farà sempre parte della sua
vita e della sua famiglia.
Eppure, a volte, il destino scrive testi molto più
belli di quelli che saremmo capaci di comporre da soli.
Love Song è quella canzone che non ti aspetti e che arriva proprio quando ne hai più bisogno. È fatta di parole che restano impigliate in gola per paura di sbagliare, di sentimenti trattenuti troppo a lungo, di silenzi che pesano più di qualsiasi dichiarazione. Ma è anche una melodia capace di spostare il mondo dal proprio asse, di rimettere insieme pezzi rotti, di ricordarti che l’amore, quando è vero, trova sempre il modo di farsi ascoltare. Naturalmente, però, le cose non sono così facili come sembrano.
«Sarò la tua rovina», le dico in tono rude
«Magari anche io sarò la tua», mi sussurra lei.
In realtà mi ha già rovinato, cazzo.
Quello che dovrebbe restare una sorta di accordo segreto, limitato a quei tre mesi e custodito nel silenzio più assoluto, viene inevitabilmente svelato quando le famiglie arrivano alla proprietà. E da lì è impossibile non divertirsi. Leggere di John Logan e Garrett Graham che litigano è stato uno spasso assoluto, così come sono state esilaranti le chat dei papà, che aggiungono al romanzo una leggerezza irresistibile e un senso di familiarità che scalda il cuore. Ma poi Elle Kennedy fa ciò che le riesce meglio: prende una storia già bellissima e decide di pugnalarti il cuore, più e più volte. Senza entrare nei dettagli, perché sarebbe un delitto togliere al lettore anche solo una parte dell’impatto emotivo di certi eventi, posso dire che questo libro mi ha fatto versare fiumi e fiumi di lacrime.
E non perché cerchi il colpo facile, ma perché tutto ciò che accade è profondamente sentito, costruito con una tale intensità emotiva da risultare quasi impossibile da arginare. E questo, secondo me, è il vero incanto di Love Song: è un romanzo bellissimo perché riesce a essere tante cose insieme senza mai perdere equilibrio. È romantico, malinconico, ironico, tenero, sensuale, devastante. Ha dentro la magia delle estati sospese, il peso delle parole non dette, il conforto delle famiglie ingombranti ma piene d’amore, il tormento di chi cerca sé stesso e la meraviglia di sentirsi finalmente visto da qualcuno. Elle Kennedy riesce a scrivere personaggi che sembrano respirare sulla pagina, dialoghi che scorrono con naturalezza assoluta e scene emotive che arrivano dritte, senza filtri.
E, soprattutto. riesce a dare al lettore la sensazione di essere esattamente dove dovrebbe essere: dentro una storia che fa male e consola nello stesso istante.
«Ti desidero da così tanto tempo che non ricordo nemmeno più cosa significhi desiderare qualcos'altro».
Come se non bastasse, così come accaduto già in Avventura d’amore, anche qui c’è una storia nella storia: una sorta di piccolo enigma da risolvere, legato addirittura a un fantasma, che aggiunge alla narrazione una sfumatura ulteriore, quasi fiabesca e rende il romanzo ancora più affascinante.
Per me, questo libro è stato un viaggio emotivo totalizzante. Uno di quelli che ti fanno sorridere con il cuore pieno, ridere davvero, trattenere il fiato, e poi piangere come se quelle pagine avessero trovato un modo tutto loro per arrivarti dentro.
Adesso, naturalmente, non mi resta che aspettare di scoprire come andrà a finire tra Beau e AJ, soprattutto dopo quello che è successo con la ragazza di quest’ultimo. Perché se c’è una cosa che Elle Kennedy sa fare benissimo, oltre a scrivere storie meravigliose, è lasciare nel lettore quella fame dolcissima di tornare ancora, ancora una volta, nel suo universo.





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