Kane è un giocatore di hockey della Graystone University, un Vipers, legato a una delle più temute e brutali confraternite: i Vencor. Una società che perpetua il suo potere, dove gli outsider non sono ammessi. Dahlia, pur non avendo un cognome che conti in quell’ambiente, è disposta a tutto pur di entrarci e scoprire la verità su quanto è successo a sua sorella Violet, ora in coma in una clinica.
Dahlia è alla Graystone grazie a una borsa di studio e deve cercare di avvicinarsi a Kane. Quello che però non sa è che è entrata nella tana del serpente molto prima di quanto immagina…
Non so cosa sia l’amore e neanche se esista davvero, ma se esiste, per me sei tu.
Mi rifiuto di avere il suo corpo senza il suo cuore, e la sua anima. Mi rifiuto di essere solo un’altra tappa del suo viaggio. E se anche lo dovessi diventare, allora voglio essere una tappa indimenticabile, una di quelle che non riuscirà mai a togliersi dalla testa. L’episodio del suo passato a cui non smetterà mai di pensare.
Dahlia Thorne è orfana e ha saltato da una casa affidataria all’altra. In una di queste conosce Violet e le due diventano inseparabili, arrivando persino a fuggire insieme. Non è la solita FMC di Rina Kent: reagisce, si oppone, prende decisioni e non si lascia schiacciare. È un personaggio forte e determinato, che mantiene la sua autonomia anche di fronte a situazioni estreme.
Kane Davenport, d’altro canto, è sorprendentemente equilibrato. Oscuro e brutale come ci si aspetta dai protagonisti maschili di Rina, ma anche dolce e premuroso. La loro prima interazione è un respiro d’aria fresca: flirt, risate, conversazioni genuine—a differenza del solito approccio immediatamente oscuro e violento. Questo cambiamento di ritmo è stato piacevole e mi ha fatto tifare per loro all’inizio.
Il gruppo di amici funziona nel suo squilibrio. Kane, Preston e Jude creano dinamiche incredibili, tra protezione, follia e connessioni autentiche. Ciò che ho apprezzato particolarmente di Kane, nonostante il suo lato oscuro, è che non ha mai bullizzato Dahlia. L’ha conquistata con modi discutibili, sì, ma comprensibili viste le circostanze della sua vita. Questo equilibrio tra forza e vulnerabilità lo rende un protagonista maschile convincente e complesso, lontano dai cliché che spesso caratterizzano i romanzi di Rina Kent.
E poi ci sono Jude e Violet… chissà cosa ci riserveranno.




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