Abbiamo imparato a conoscere Jeanne e l’ispettore Martini nei due libri precedenti della serie, testimoni di una tensione crescente fin dal primo sguardo e dal primo tocco. Ma, come spesso succede, quello che a noi e agli altri personaggi era chiaramente visibile, per i due protagonisti restava nascosto sotto un pesante strato di fastidio, punzecchiamenti e parole affilate. Non preoccupatevi: se non avete letto i libri precedenti, potete comunque leggere Tutto troppo misterioso.
La storia riparte poco dopo dove ci eravamo interrotti: Jeanne e l’ispettore si sono scambiati un bacio appassionato dopo che lei lo ha ritratto, ma da quel momento sono passate settimane e tutto è rimasto in silenzio... nessun messaggio, nessuna chiamata, nessun contatto. D’altronde, l’ispettore è consapevole di non volere una relazione, e Jeanne incarna proprio tutto quello che non vuole... se non fosse che non riesce a smettere di pensarla.
Jeanne, dal canto suo, sta cercando di trovare un compagno per avere anche lei il suo lieto fine. Peccato che nessuno riesca a suscitare in lei nemmeno una minima parte dell’attrazione che l’ispettore le comunicava anche solo con uno sguardo o uno sfioramento. Decide così di buttarsi sul lavoro, accettando di realizzare il ritratto di un vecchio amico di sua nonna. Quando però, pronta a dipingerlo, lo trova morto in salotto, per Jeanne cambia tutto: le sue giornate iniziano a prendere una piega inaspettata e, soprattutto, a riportarla davanti all’ultima persona di cui avrebbe bisogno: l’ispettore Martini.
Parte così una nuova avventura: per l’ispettore, la ricerca di un assassino; per Jeanne, invece, la ricerca di una serie di quadri speciali di Inganni, che potrebbero condurre alla scoperta di un tesoro nascosto. Gli indizi sono tramandati da anni all’interno di una cerchia segreta di Milano e hanno a che fare con le Cinque Giornate.
Forzati a collaborare, tra chiese e cripte, balli e personaggi sfarzosi, Jeanne e l’ispettore scoprono di volersi dare una seconda possibilità... pur sapendo che, finita l’investigazione, anche la loro storia finirà. A meno che l’ispettore non decida, per la prima volta, di concedersi la possibilità di essere felice davvero e rincorrere Jeanne.






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