giovedì 23 luglio 2026

REVIEW TOUR: ECHOES NORTHERN SKIES di Elle Eloise




“Ero un mostro, l’amore era qualcosa di impensabile per me, come un vestito troppo elegante che non sarebbe mai stato della mia taglia.”


Due anime spezzate. Un passato da cui è impossibile fuggire. Un’oscurità che diventa l’unico rifugio.


Noelle Bouchard è il fantasma di se stessa. Scampata a una prigionia brutale che le ha rubato la voce, si è rifugiata tra gli aspri boschi di Metaline Falls per seppellire i ricordi di “Kate”, la ragazza che era un tempo. Il suo aguzzino è dietro le sbarre, ma le sue urla continuano a darle la caccia. Noelle vuole solo sparire, dimenticare e ricostruire una mente ridotta in frantumi, divisa tra incubi e una realtà che si rifiuta di ricordare.

Hayden Byrne è un guerriero con il cuore diviso a metà. Ex Sergente dell’Esercito tornato da Kabul con il corpo e l’anima segnati dalle cicatrici, ha fatto dell’isolamento la sua unica regola di sopravvivenza. Nel suo ranch isolato, l’unica cosa che chiede è che il mondo lo lasci in pace con i propri demoni. Finché lei non incrocia il suo cammino.

Costretti a una vicinanza forzata in una vallata fatta di fango, nebbia e foreste, Noelle e Hayden scoprono che l’oscurità dell’altro è l'unico posto in cui riescono a sentirsi a casa. La diffidenza iniziale si trasforma in un legame viscerale, pericoloso e totalizzante. Un’ancora di salvezza a cui nessuno dei due è pronto ad aggrapparsi.

Perché si può fuggire da tutto, ma l’eco del dolore trova sempre il modo di farsi sentire. E quando i segreti del passato busseranno alla porta del ranch, l’amore diventerà l’unica fune per non lasciarsi inghiottire dall’inferno.

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L’appuntamento periodico con Elle Eloise è sempre una garanzia. I suoi romanzi, infatti, non deludono e qualunque sia il gradimento, lasciano sempre il segno. Vuoi o non vuoi, la storia non è mai fine a sé stessa o statica. Al contrario, mai come in questo caso essa sembra viva e dinamica, ed è capace di catturare l’attenzione, di penetrare nel profondo in modo da creare un ponte tra la nostra anima e quella dei personaggi. La stretta connessione permette una comprensione migliore dei fatti. Inoltre, leggendo con attenzione e seguendo i vari indizi lasciati qui e là dall’autrice, siamo in grado di scovare la giusta chiave di lettura per analizzare e comprendere meglio la storia prima dei protagonisti stessi. Se da una parte si è pronti a gestire gli eventi, dall’altro, la piccola sensazione di onniscienza confonde le acque al punto da rendere impossibile distinguere il bene e il male. Non tutto è come sembra e ciò che appare certo, può nascondere, in realtà, una verità differente. 


Non è la prigione la mia punizione, è scoprire di averti fatto così tanto male. È il non riconoscere me stesso in questi racconti raccapriccianti. Sembra il film su qualcun altro. Quelli non siamo tu e io, Kate.


Così cattivi e buoni, vittime e carnefici, si confondono in un gioco delle parti in cui non c’è condanna né assoluzione netta. Non esistono categorie di giudizio ma solo azioni e comportamenti che trovano giustificazioni negli echi dolorosi del passato. Una volta saltati gli schemi, la cognizione e la conoscenza si fa più intima, i personaggi si mettono a nudo, evidenziando paure, sofferenze, delusioni, senza alcun timore di venire giudicati. 


Se non lo ricordi non esiste. Se non parli non è successo.


Noelle è una ragazza spezzata, la violenza subita ha annientato ogni certezza. La negazione di ogni traccia di sé nel passato, la isola completamente, e la scelta del silenzio rappresenta l’unica arma a disposizione per combattere la paura.


Mi rifiutavo di parlare, mi rifiutavo di mangiare, mi rifiutavo di uscire di lì. Che diavolo volevo dimostrare? Forse volevo solo lasciarmi morire e basta. Forse Ethan voleva la stessa cosa, per ciò che aveva fatto. Lasciarsi morire, in prigione, nascondersi dal resto del mondo. Ci aveva cancellati dalla faccia della terra, segregandoci in un Purgatorio peggiore della morte.


I pensieri danno vita agli incubi in una sequenza dolorosa che solo la vicinanza e la forza di Hayden possono spezzare. 


Era lui che mi stava indicando la via. Dovevo rialzarmi, dovevo trovare la forza di gridare. Di arrabbiarmi. Di infuriarmi. Altrimenti sarei morta docilmente, intrappolata nella prigione che era diventata la mia testa da quando Ethan mi aveva coperto gli occhi con un cappuccio di lana.


Hayden, quindi, possiede tutte le caratteristiche del salvatore: è un uomo abituato a tutto, reduce di guerra, che non sembra aver paura di nulla. Eppure l’esperienza in Afghanistan lo ha prosciugato, rendendolo arido e deluso di sé stesso. Più che salvatore lui si considera un mostro, e ricerca nell’infelicità l’espiazione impossibile al suo fallimento più grande.

Strinsi la bottiglietta con più forza, cercando di dominare quel senso di impotenza che provavo ogni volta che pensavo alla guerra, ad Amira, a tutte quelle donne che avevamo abbandonato laggiù.

A suo dire è lui il vero cattivo, un uomo incapace di provare sentimenti e di riceverli. Tuttavia quando il suo sguardo si imbatte in quello tempestoso di Noelle, qualcosa accade. Il silenzio della ragazza si confonde con il proprio diventando eloquente. 


Sentivo la sua sofferenza e faceva eco alla mia. Sentivo il tuo silenzio, come se fosse il mio. Sentivo te che stavi diventando parte di me.


A questo punto il gelo si scioglie, la corazza intorno al cuore cade, come un soldato, Hayden si arrende davanti all’avversario forte e implacabile: l’amore. 


Ero un conquistatore, un cacciatore, ma ero anche una preda, prigioniero. Ero un condannato a morte perché sapevo che questa storia mi avrebbe ucciso, prima o poi


La fiducia cresce, emerge il coraggio, e per entrambi torna la voglia di lottare. 

Il romanzo, nonostante la serietà degli argomenti trattati (violenza sessuale, abuso di minori, problemi psichici e mentali), non risulta mai pesante. Grazie allo stile puntuale ed elegante, pensieri o azioni, vengono vagliati e riprodotti senza edulcorazioni né esagerazioni, attraverso scelte oculate e precise. Come nel caso dell’ambientazione e delle cupe atmosfere invernali, per esempio, in cui i chiaro/scuri esterni si riflettono nei personaggi, con l’unico scopo di captarne visivamente la psiche. 


Consigliatissimo!



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