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giovedì 12 novembre 2015

Sidecar di Amy Lane



È il 1987. I ragazzi indossano camicie rosa della Izod, le ragazze hanno capelli vaporosi e tutti possiedono una scatola del fumo; AIDS è solo una brutta parola che rimbomba dalle città come un temporale. Un adolescente scappato di casa vaga su un lato della strada, a un battito di ciglia dalla disperazione, ed è salvato da un angelo con i capelli lunghi su una Harley.
Ma questo è solo l’inizio della loro storia.
Josiah Daniels voleva pace, tranquillità e una vita semplice, e l’ha avuta finché non ha salvato Casey dalla fame, dal freddo e dallo sfinimento. Da quel momento la vita di Joe è tutt’altro che semplice e il suo nuovo pupillo naviga un mondo che sta cambiando più rapidamente delle persone che ci vivono. Joe vuole far diventare Casey un adulto felice e produttivo, e ci riesce. Ma anche da grande, Casey non riesce a concepire una vita felice senza Joe. Il problema è far accettare a Joe che il ragazzo che ha allevato è all’improvviso l’uomo che lo vuole.
La loro relazione potrebbe morire o cambiare il mondo attorno a loro.
Mentre costruiscono una casa, negoziano le nuove regole del crescere assieme e schivano le insidie della vita moderna, Casey impara che l’età adulta è più che il sesso, Joe impara che non ci sono compromessi se si vuole vivere per sempre felici e contenti, e sono entrambi costretti a capire l’unica cosa che un uomo non dovrebbe mai fare: vivere da solo.


Nessuno sa emozionare come Amy Lane, sarò di parte, ma è una delle mie scrittrici preferite e, ancora una volta, ha dato prova della sua estrema abilità nel creare storie ricche di emozioni e sentimenti.

I suoi personaggi non hanno mai vita facile, infatti qui vediamo Casey che a soli sedici anni vive per strada e si prostituisce per campare, che vede il cadere giù da un ponte una liberazione per l’orrendo modo di vivere a cui è stato ridotto dopo essere stato cacciato di casa perché gay.



Joe, dal canto suo, è una persona equilibrata, sensibile, pacifica e molto calma. Figlio di quaccheri ha destinato la sua vita ad aiutare il prossimo, fa l’infermiere e quando vede Casey mezzo morto di freddo e di fame lungo la strada non può evitare di portarlo a casa con sé.
Quella che doveva essere una situazione temporanea si trasforma in una solida amicizia e in un caldo rapporto quotidiano dove i due condividono la loro vita sentendosi meno soli quando, a fine giornata, hanno qualcuno a cui tornare.



Casey, però, ha solo sedici anni ed il ventisettenne Joe, nonostante sia bisessuale, non pensa assolutamente al ragazzo come un compagno anche se Casey si innamora quasi istantaneamente del suo buon samaritano.
La loro storia non sarà facile, il vero amore non lo è mai, soprattutto per Amy Lane che fa sempre sgobbare a morte per il lieto fine, ma anche Joe e Casey ce la faranno.

Una storia molto scorrevole dove si ride e ci si commuove per due personaggi molto umani; dove nulla deve essere dato per scontato e dove tutto lo si guadagna con lacrime e sudore, ma che quando finalmente si ottiene ciò che si desidera la felicità è così grande da cancellare tutta la fatica.



Joe guardò Casey diventare diciottenne, diciannovenne e quindi ventenne e ringraziava ogni giorno di poter vedere il suo amico: la sempre sarcastica e divertente voce del mattino, che lo avvolgeva e trasformava il sole che filtrava attraverso gli alberi in qualcosa verso cui volgere la faccia e non da cui dovevi nasconderti.
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“Mi dispiace che devi sempre riparare i loro casini. Non li hai nemmeno mai incontrati i miei e ti hanno stravolto la vita...”“Cazzate,” disse Joe fermamente e Casey alzò lo sguardo a incrociare i suoi occhi.“Cazzate?”“Sì, cazzate. In realtà, sono in debito con loro, ragazzo: non pensare mai che non lo sia.”“Già, per cosa cazzo lo saresti?”“Per te.”
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“Nostro figlio arriverà,” aveva detto con semplicità, credendoci. “Casey, lo vuoi per me – lo capisco – e lo vuoi per noi, e questo mi rende incredibilmente orgoglioso. Finirò per credere che se non stai rinunciando a niente per me, e nel tuo cuore senti che è così, allora nostro figlio arriverà.”
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Per la prima volta, Joe contemplò la loro differenza di età e ne fu lieto. Casey avrebbe dovuto affrontare alcuni anni terribili dopo la dipartita di Joe, ma Joe non avrebbe dovuto separarsi da Casey di nuovo.Andava bene; Casey era forte. Casey sarebbe sopravvissuto, guardando Levi che si costruiva una famiglia, giocando con i nipotini. Joe non pensava ce l’avrebbe fatta se non avesse potuto vedere Casey per altri due mesi.

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