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venerdì 29 gennaio 2016

IL CUORE DI UN COWBOY di Z.A. Maxfield



Malloy, caposquadra del J-Bar Ranch, è un tipo riservato che si muove in modo quasi furtivo attorno agli altri, come un vecchio coyote, facendo il proprio lavoro e tutelando la propria privacy.
Questo fino a quando non arriva Crispin Carrasco. Snello, muscoloso e con una bocca che non smette mai di parlare, Crispin innesca qualcosa in Malloy, qualcosa che il caposquadra non sapeva esserci.
Ma come può un coyote solitario avvicinarsi al calore di un fuoco? E cosa più importante, cosa accadrebbe se quel fuoco lo bruciasse? 



Dopo aver conosciuto quest’autrice grazie alla serie di St. Nacho, non avevo dubbi che fosse un’abile narratrice e, con questa storia di cowboy ha confermato ogni mia aspettativa.
Speed Ball Malloy (ci credo che non si presenta mai con il suo nome per esteso) è il protagonista e voce narrante delle vicende, personaggio dalle molte sfaccettature e molto umano con i suoi dubbi, le sue incertezze e il suo difficile background.


Nessuno di noi sapeva cosa ci avrebbe riservato il futuro. Vivevamo di felicità presa in prestito, bevendo le ultime gocce da un bicchiere che forse nessuno avrebbe più riempito.

Nonostante tutto è riuscito a ritagliarsi il suo posto nel mondo grazie all’aiuto del rancher Crandall Jenkins e di sua moglie Emma. Malloy deve tutto a loro, l’unica cosa che desidera è non deludere le loro aspettative e renderli orgogliosi. Quando Crispin entra nella sua vita vede crollare anche le sue poche certezze, quel ragazzo dalla parlantina sciolta e dal cuore grande lo conquisterà da subito minando la sua perfetta solitudine e riservatezza.


«Non sono il tuo strizzacervelli. Non sono il tuo orsacchiotto di peluche. Sicuro come la morte non sarò il tuo yo-yo. E se ci provi così con me, se ti accoccoli addosso a me e mi guardi in quel modo e robe simili, farai meglio a esser pronto a scoparmi come non ci fosse un domani, o ti prenderò a pugni.» «Ah, Dio.» Avvolse le sue braccia attorno al mio collo e mi tirò a sé. «Baciami, stallone.»

Crispin dal canto suo è anch’egli un personaggio complesso, con un’infanzia nomade ed un’adolescenza difficile alle spalle, ha però saputo non perdere il sorriso e decidere di travolgere la gente con il suo fiume di parole ed i suoi modi amichevoli. 
Due persone sole che riescono a trovare l’uno nell’altro il calore dell’affetto e della comprensione, che però dovranno lottare per mantenere viva la loro fiamma fuori dalla bolla del J-Bar.

Mi limitai a intrecciare le nostre dita proprio lì di fronte a Dio e a tutti quanti. Non che io credessi in Dio, in ogni caso, no? E se ci fosse stato un Dio, sarebbe stato lui a farmi – a farci – come eravamo e a darmi Crispin come una specie di dono, e non avevo intenzione di guardare un regalo di Dio e trovarvi dei difetti.
Una lettura scorrevole, emozionante e coinvolgente, un tuffo tra i cowboy vecchio stampo, dove l’amore per la terra e per le persone che la calpestano è un tutt’uno inscindibile.



Z. A. Maxfield è originaria di Los Angeles, sebbene ora viva nell’Orange County. Ha cominciato a scrivere nel 2006 per una sfida con i suoi figli e non si è più guardata indietro. Patologicamente disorganizzata e perennemente ottimista, scrive più che può, legge tutto ciò che riesce e si gode del tempo con la famiglia e gli amici. Se qualcuno le chiede come può una moglie e madre di quattro figli trovare il tempo per scrivere, lei risponde: «È incredibile quello che puoi fare se lasci perdere del tutto le faccende di casa.»










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