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martedì 6 novembre 2018

BESTIA di Sky Corgan



Io uccido per vivere. Se sono fortunati, gli do soltanto una ripassata. È raro che siano fortunati.
So di lavorare per un tiranno. Chiunque abbia la sfortuna di fare arrabbiare George Lynch dovrebbe sapere che ha i giorni contati. Sono la pistola nella sua fondina, quello che estrae per occuparsi dei 'problemi'. Quello che usa in modo da non dovere sporcarsi le mani.
Lui mi ha salvato da una vita criminale che mi avrebbe portato dritto in galera. Adesso commetto crimini anche peggiori, che mi costerebbero la pena di morte se venissi arrestato. George mi tiene sotto scacco. Immagino sia la fortuna di entrambi, che non mi stanco mai di uccidere.
Ecco perché non capisco il motivo per cui mi abbia assegnato questo piccolo progetto. Rapire una ragazza e tenerla rinchiusa in una delle sue case con tutte le comodità come un animaletto da compagnia   viziato.
Doveva essere un lavoro semplice. Kendall sarebbe dovuta essere un piccolo e docile topolino. Credevo che mi avrebbe obbedito e basta. Mi sbagliavo.  
Sono stato trascinato in un qualcosa che potrebbe costarmi tutto. Devo scegliere tra l'amore e la mia stessa vita. Ma ne varrà la pena? Perché in fondo, chi potrebbe mai amare una bestia?
La storia inizia come ci si aspetta: lui il burbero di ghiaccio, tutto lavoro e niente sentimenti, una macchina da guerra spietata e inesorabile (non per niente tutti lo chiamano la Bestia), ha il compito di rapire Kendal Deridder la figlia del ricercatore Shane, fanciulla ingenua e fragile, almeno in apparenza, con lo scopo di costringere quest’ultimo a cedere il risultato rivoluzionario della sua scoperta al boss e noto gangster George Lynch. Ma se credete che le cose procedano secondo i piani stabiliti vi sbagliate di grosso. E non lasciatevi ingannare dalla facilità con cui inizia la missione. La Bestia, infatti, una volta superate le perplessità iniziali, non ha difficoltà a rapire la ragazza e a portarla nel nascondiglio concordato senza alcun intoppo. I problemi sorgono successivamente e l’operazione, che sulla carta sembrava di normale amministrazione, si rivela più complicata del previsto.


Kendall non è proprio una fanciulla indifesa e fragile, al contrario. Fin da subito mette in mostra un caratterino tutt’altro che sottomesso. Non passa giorno che lei non concepisca un piano dopo l’altro per cercare di andarsene dalla prigione in cui è rinchiusa. Non si abbatte di fronte ai fallimenti né tantomeno si lascia irretire più del dovuto dalla Bestia.  La presenza alquanto discreta del killer e il suo bell’aspetto suscitano in lei una legittima curiosità.


Anche Dyson non resta immune di fronte al fascino della piccola Kendall. Nonostante le minacce e le raccomandazioni del suo capo, infatti, è difficile non lasciarsi influenzare dallo spirito indomito della ragazza, dalla sua caparbietà e dalla bellezza di un corpo tonico e giovane.

L’espressione di terrore nei suoi occhioni da cerbiatta mi ha eccitato. L’ho mandata a memoria, come ho fatto tutte le altre volte che qualcuno mi ha guardato sapendo di essere spacciato. Quando lo fa una donna, però, è diverso. È quasi bello come quando ti guardano durante un momento di passione. Mi farò una sega pensando a quello, stanotte.

La posta in gioco però è troppo alta per lasciarsi andare, Dyson è consapevole che qualunque coinvolgimento diverso da quello professionale inficerebbe l’esito positivo dell’operazione. Oltretutto sfidare il boss porterebbe a conseguenze devastanti, significherebbe andare contro morte certa, senza possibilità d’appello. Molto meglio ridurre al minimo i contatti, il lavoro sembra facile e può essere svolto tranquillamente da lontano. Cosa può andare storto? Ed è qui che insorgono i problemi. Dyson si rende subito conto di aver sbagliato a sottovalutare la prigioniera che invece si dimostra molto furba.

Mi inginocchio ed esamino la serratura a doppia chiave.
Questo non sarà difficile, penso mentre mi tolgo due forcine dai capelli e mi metto al lavoro piegandole. Ogni manciata di secondi lancio un’occhiata in tutte le direzioni, per assicurarmi che non stia arrivando nessuno. Una volta che ho piegato le forcine nel modo giusto, faccio scivolare la prima nel buco della serratura e poi sistemo l’altra al suo posto, muovendola avanti e indietro, finché non sento gli ingranaggi della serratura cedere.

Ora sì che ha inizio l’inseguimento: Dyson si rende conto di aver sottovalutato la situazione. Kendall è un osso duro, una vera spina nel fianco, altro che ragazzina spaventata!

“Se devo trascinarti su per le scale dai capelli, lo farò.” Una vuota minaccia. L’altra parte del mio lavoro è assicurarmi che non si senta abusata, ma sta veramente mettendo alla prova la mia pazienza. La miccia è stata bruciata quasi del tutto ed è questione di tempo prima che esploda.

Ma la vera sorpresa della storia è Dyson, il killer spietato che in realtà si rivela un uomo meraviglioso, dall’animo sensibile e stranamente delicato, insomma qualcuno che mai ci saremmo aspettati di incontrare.


Bestia mi osserva dalla testa ai piedi, mentre la vitalità svanisce nei suoi occhi. “Sono contento che tu sia salva”, mormora prima che gli cedano le ginocchia e la coscienza lo abbandoni. Lo guardo accasciarsi a terra, sento il cuore sprofondare in fondo allo stomaco.

La convivenza forzata permette ai protagonisti di conoscersi e di avvicinarsi, tanto da ritrovarsi, alla fine, a combattere dalla stessa parte.

Da questo momento la storia subisce un’accelerata troppo repentina che se da una parte favorisce la suspance, dall’altra impedisce di entrare in empatia con i personaggi. Alcuni passaggi, specie quelli relativi alla presa di coscienza del protagonista e il cambio di rotta della relazione tra Dyson e Kendall, sono precisi per quanto solo accennati mentre invece avrebbero meritato uno studio più approfondito. 
A ogni modo lo stile è fluido e la lettura scorrevole.




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