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mercoledì 28 ottobre 2015

Tigerland – Il ritorno di Sean Kennedy


Dopo una movimentata e a tratti imbarazzante frequentazione pubblica, Simon Murray e Declan Tyler hanno trovato la loro tranquillità. Dopo essersi ritirato dall’AFL, Declan lavora come commentatore di partite di football; Simon produce programmi queer per una stazione televisiva locale.
Nonostante le loro vite professionali siano pubbliche, Simon e Declan riescono a tenere riservata la loro vita privata. Le loro preoccupazioni maggiori vengono dagli amici, che hanno problemi legati alle loro relazioni e all'infertilità, finché Greg Heyward, l’ex compagno di Declan, non dichiara la propria omosessualità per attirare l’attenzione su di sé.
Anche se Simon e Declan sono furiosi con Greg per i suoi capricci mediatici, non riescono a concordare sul da farsi. Declan insiste che dovrebbero rimanere in dignitoso silenzio, ma sia lui che Simon continuano a trovarsi coinvolti nei giochetti di Heyward. Simon e Declan dovranno ancora una volta navigare una tempesta mediatica prima di poter tornare a occuparsi di ciò che è veramente importante: loro stessi.


Per chi non avesse ancora conosciuto Declan e Simon consiglio di correre subito a procurarsi una copia di “Tigri e Diavoli” perché “Tigerland” è il seguito di una storia già bellissima di per sé. Sean Kennedy non delude, i suoi libri sono ricchi di emozioni e complicazioni, come solo la vita reale può essere. 

Qui troviamo i nostri protagonisti conviventi e soddisfatti dell’evolversi della loro relazione e della carriera lavorativa. Simon è andato a lavorare in tv, diventando produttore di programmi su una rete locale e Dec si è ritirato dallo sport diventando telecronista sportivo. 
I loro amici Roger e Fran, Abe e Lisa, sono sempre lì ad arricchire la loro vita, a supportarli nel momento del bisogno e a cercare aiuto quando si trovano loro in difficoltà. 

Un romanzo completo, dove non solo i personaggi principali dominano con le loro vicende, ma anche i loro amici contribuiscono a rendere più vera la loro storia. 
Una lettura caldamente raccomandata anche a chi si approccia al genere m/m in quanto lo scrittore non si perde in scene di sesso, lasciando tutto all'immaginazione del lettore. 

Chi ha amato il capitolo precedente non potrà che tuffarsi in questo, venendo rapito dall'atmosfera di Melbourne, dall'arguzia e dall'ironia tagliente di Simon e dalla ferma pacatezza di Dec. Non è tutto rose e fiori per i due, ma quando si ama non si può che rimboccarsi le maniche e affrontare uniti la tempesta. 

A tal proposito lasciatemi fare uno sfogo personale: Sean Kennedy è stato così abile a trascinarmi nel racconto e a farmi immedesimare che avrei volentieri preso a pugni il maledetto Greg Heyward per conto loro!
Detto questo, godetevi la lettura e basta, merita davvero.






Il mantra che mi ripeto spesso in ognuno di questi rari momenti in cui ci scambiamo effusioni all’aperto fa così:
Questo è per quelle volte in cui voglio prendergli la mano, o lui vuole prendere la mia, ma non ci sentiamo abbastanza al sicuro. Questo è per quelle volte in cui le altre coppie lo danno per scontato, ma noi dobbiamo approfittare di ogni singolo momento che riusciamo a rubare. Questo è per quelle volte in cui non posso fare una cosa così semplice come tenere la mano di Dec, il più piccolo gesto di affetto, e dimostrargli quanto lo amo.
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Pare che tutto quello che sanno fare gli esseri umani è arrancare confusi e sperare di riuscire a riprendersi prima del prossimo ostacolo. È l’amore che ci fa andare avanti, che sia di un compagno o della famiglia, o degli amici, che sono pure la tua famiglia. Se non avessimo quell’amore, tutto il resto di quello che ci fa andare avanti alla fine ci consumerebbe.
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“Se Roger e io fossimo intrappolati in un palazzo in fiamme, chi salveresti per primo?”“Fran.”“Credo sia ovvio.”“Oh, cazzo,” mormorai e lo tirai a me, intrecciando le mie gambe alle sue. “Tu. Saresti sempre tu.” Era quello che aveva bisogno di sentire, anche se la domanda era ridicola. Non credo che Dec lo pensasse sul serio. Ma siamo tutti umani e, a volte, abbiamo bisogno che le cose ci vengano dette. 

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