giovedì 22 ottobre 2015

SVEGLIAMI QUANDO TUTTO SARA' FINITO di Robyn Schneider


Latham House è uno strano posto per incontrarsi. Un tempo era un collegio tra i boschi, ma oggi è tutta un’altra cosa. Dove una volta si raccoglievano studenti da ogni angolo degli Stati Uniti, ora vivono sotto stretto controllo medico oltre un centinaio di giovani affetti da una forma particolarmente grave di tubercolosi. Qui, lontani dal resto del mondo, i ragazzi trascorrono i giorni in perenne attesa, nella speranza di guarire e tornare dalle loro famiglie, dai loro amici, alle loro vite. È una specie di vacanza forzata, ma Lane, il nuovo arrivato, proprio non vuole saperne: ha dei progetti per il futuro e la malattia è solo un ostacolo tra lui e lo studio. Ma quando si accorge che il suo fisico non gli permette di restare la notte piegato sui libri, capisce che ci sono cose più importanti. In mensa ha notato un eccentrico gruppo di amici: Marina, una nerd con il pallino del teatro; Charlie, uno scherzoso cantautore in erba; Nick, una miniera di battute taglienti; e infine Sadie, un’aspirante fotografa con la quale condivide un vecchio, imbarazzante ricordo. Lane vuole essere uno di loro. E, soprattutto, vuole ricucire il rapporto con Sadie, incrinatosi un’estate di qualche anno prima...
La tua vita è sempre stata metodica. Tu, lo studio, i club scolastici e la tua fidanzata. Ma mai fare affidamento alla tua vita abitudinaria, perché quando meno te lo aspetti scatta qualcosa che scombina completamente i tuoi piani.
Alla fine sei solo un ragazzo di diciassette anni, che sarà mai un'influenza? La febbriciattola costante, la brutta tosse e alla fine il verdetto. Non è influenza, ma Tubercolosi. Al che ti spaventi, pensi "ma come, non è una malattia che non esiste più?" No caro amico, è tornata, più forte e pericolosa di prima. Non si parla della classica TBC che puoi curare con il vaccino, per questa non c'è medicina che la possa debellare. La soluzione è una sola, Latham House.

"Durante la mia prima notte a Latham House, rimasi sveglio nella mia stanza angusta sotto il triangolo del tetto, nel dormitorio 6, a domandarmi quante persone fossero morte lì dentro. Non me lo chiesti distrattamente, no. Feci i calcoli. Ragionai sulle probabilità. E alla fine trovai un numero: otto".


E così, tu, Lane, ti ritrovi a seicento chilometri da casa, completamente solo, rinchiuso in un sanatorio per adolescenti affetti dalla tua stessa malattia. Completamente solo, perché è così che ti senti, senza le tue abitudini, i tuoi orari, le tue lezioni al liceo.

Ma poi conosci lei, Sadie, e sì, tutto cambia di nuovo. Tu ricordi di conoscerla, ma non ricordi perché ti odia così tanto; d'altronde avevi solo tredici anni, che mai avresti potuto combinare? Beh Lane, le hai spezzato il cuore, ma non potevi saperlo, non è stata colpa tua.


In ogni caso riesci ad abbattere quel muro che c'è tra voi, riesci a farti perdonare spiegandole la verità su quell'estate, e vi innamorate; ragazzi eccome se vi innamorate. Immediatamente non ve ne rendete conto, sarà il clima, il fatto che fate parte di un gruppo di ragazzi completamente diverso da quelli che si trovano di solito a Latham House. Ridete, scherzate, vivete la vostra vita da normalissimi adolescenti nonostante il fardello che vi state portando addosso, dimostrando a tutti che la malattia non vi frena, che voi siete più forti di lei.

"Voglio rivelarti un segreto" dissi " C'è differenza tra l'essere morti e il morire. Stiamo tutti morendo. Alcuni di noi muoiono per novant'anni, altri per diciannove. Ma ogni mattina, ogni essere umano sul pianeta si sveglia un giorno più vicino alla morte. Tutti. Così, se ci pensi, vivere e morire sono solo parole diverse per dire la stessa cosa".

Però lei esiste, e ci dovete convivere ogni giorno della vostra vita, finché non si scopre come curarla. La TBC ti demolisce dentro, piano piano, ti accarezza e poi ti prende a pugni; la tosse vi devasta, vi spaventate quando vi fa mancare il fiato, vi indebolite quando vi fa venire la febbre, ma questo non vi ferma. Perché essere cosi normali quando si ha cosi poco da vivere? Alla fine sapete di essere entrati, ma non avete la sicurezza di uscire da Latham House, o per lo meno, non avete la sicurezza di uscirne vivi. Ed è per questo ragazzi che siete forti! Avete abbattuto tutte le convenzioni, cercando di comportarvi nel modo più da semplici liceali, cercando di assaporare tutte le emozioni che la vita vi dà da vivere, cercando di avvicinarvi il più possibile alla realtà. Le prime sbronze, i primi amori, i primi baci, niente regole per voi, niente nascondervi in camera a piangere tutte le vostre lacrime, vivete e basta. Ed è così che vi innamorate, per caso, forse per gioco. Sadie è così strana, impenetrabile con il suo rossetto sempre sulle labbra, e quella folle voglia di trasgredire tutte le regole; le sue foto che, Lane, ti piacciono così tanto. Il suo sorriso, le vostre telefonate notturne che si concludono solo quando uno dei due si addormenta.

"Avrei voluto dire me. Sogna me. Sogna noi due in una caffetteria, un  vero appuntamento. Io indosso un vestito carino e tu una camicia con le maniche arrotolate e tutti e due ci siamo portati dei libri da leggere, ma non riusciamo a smettere di sorriderci davanti ai nostri cappuccini, e dopo, invece di portarmi a casa in macchina, ce ne andiamo al parco e andiamo sulle altalene come bambini".

"Baciarlo era stato come la prima volta che senti una canzone che ascolterai e riascolterai cento volte. Come la prima cucchiaiata di gelato di una coppa che finirai".


Finisce male, purtroppo, nonostante si scopra l'esistenza di una cura; tutto intorno a voi si sgretola, succedono cose forse più grandi di voi, ma niente importa, comunque vada, voi rimarrete per sempre insieme.

Non sapevo dell'esistenza di Svegliami quando tutto sarà finito finché non ho visto il booktrailer, e cavolo se ho pianto. C'è poco da fare, il connubio amore romantico, malattia e adolescenza ti rapisce sempre il cuore. Ho pianto anche durante la lettura del libro, scritto in modo così semplice, ma articolato, che ti rapisce il cuore, te ne prende un pezzetto e lo fa suo. Mi ha suscitato talmente tante emozioni che una volta finito mi ha lasciato quel leggero senso di malinconia che si prova quando si perde un amico; perché così è stato, un amico.





Robyn Schneider è scrittrice, attrice e video blogger. Ha studiato scrittura creativa alla Columbia University e Bioetica alla Pennsylvania School Of Medicine. Vive a Los Angeles, ma soprattutto in rete, dove è molto attiva sia sui social network sia su YouTube.


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