venerdì 17 aprile 2015

Armi e bagagli - Madeleine Urban & Abigail Roux

Una serie di omicidi affligge la città di New York. L’FBI e la polizia brancolano nel buio: si sospetta che il killer sia uno solo, ma gli indizi sono talmente scarsi e indecifrabili da non fornire alcuna pista. Quando a rimetterci le penne sono due agenti del Bureau, però, il caso diventa di importanza vitale per l’FBI.
L’agente speciale Ty Grady è reduce da un incarico sotto copertura finito molto male. È arrogante e litigioso, ma è anche il migliore in quello che fa. Quando però lo mettono in coppia con l’agente speciale Zane Garrett, è odio a prima vista. Garrett è l’agente modello: serio, sobrio e devoto − il che rende la loro collaborazione la classica accoppiata ‘sbirro buono-sbirro cattivo’, gli opposti complementari. Entrambi gli agenti capiscono, da subito, che la vera difficoltà del caso non sarà l’assenza di indizi, quanto il dover lavorare insieme.

Appena arrivati sul posto, però, l’assassino colpisce ancora − e questa volta il mirino è puntato su di loro. Costretti a fuggire e a nascondersi, e al tempo stesso decisi a scovare l’uomo che li ha presi di mira, Grady e Garrett devono trovare il modo di lavorare insieme − e alla svelta, se non vogliono diventare altre due tacche sul coltello dell’assassino.



Non potrebbero esistere persone più diverse ed al contempo simili di Ty e Zane. Tanto è irriverente e strafottente il primo quanto ligio al dovere il secondo, sempre pronto a indossare una maschera sul suo volto, rispondendo così alle aspettative che il mondo ripone in lui.

“Ascolta bene, perché te lo dirò una volta sola,” borbottò Ty mentre camminavano verso il gate. “Non parlo quando volo. Dormo. E non ascolto quando mangio, capito? Non voglio esserti amico. Non voglio chiacchierare,” disse, sarcastico. “Non mi interessa sapere della tua infanzia o di come tua mamma ti picchiava con un guanto di gomma o di quanti anni di terapia ti ci sono voluti per superare la bocciatura all’asilo. Non mi interessa sapere quanto ti piacerebbe diventare un giorno direttore o quanti colletti bianchi hai acciuffato inseguendo quegli svitati su internet o quanto sei orgoglioso dei tuoi movimenti intestinali. Non voglio andare  a fare spese con te da Barney’s, non ti aiuterò a scegliere le cravatte da abbinare ai calzini, e se mi fai sparare addosso, giuro su Dio che ti uccido.

Ty a primo impatto potrebbe sembrare la parte “muscolosa” della coppia mentre Zane il cervello, ma nulla potrebbe essere più sbagliato.
Nonostante Ty abbia ricevuto un addestramento da marine, e lavorato come tale per parte della sua vita, nasconde uno spiccato sesto senso, riesce a intuire particolari che talvolta scappano alla vista altrui.
Alto quasi un metro e novanta, ricoperto completamente di muscoli guizzanti e pronti all'azione, Ty sa come usare il fascino con il gentil sesso per portare avanti una missione e non si fa remore in quel campo ad usarlo. E forse è proprio anche a causa del suo aspetto che nessuno riuscirebbe mai a pensare che questo uomo possa essere niente meno che un profiler, un qualcosa di totalmente in contrasto con l'immagine che Ty si è creato.

Alto quasi quanto Ty, il primo bruno quanto l'altro è moro, Zane indossa maschere per gran parte della sua vita, maschere create appositamente in base alle situazione e a chi si trova davanti. Da quando sua moglie è mancata, lui non fa altro che nascondere le sue emozioni ma è inevitabile, ogni tanto, inciampare. Così come nella vita, le emozioni hanno bisogno di valvole di sfogo ecco perché quando Zane esplode tende a farlo con il botto, senza mezze misure. L'unica cosa che serve per fargli dimenticare il dolore sono l'alcol e le sue “caramelline magiche”. Questo, però, prima che incontrasse Ty, prima che i loro mondi entrassero in collisione.

Alla fine Ty lo spinse via e lo tenne a distanza. “E adesso?” 
boccheggiò, senza fiato, le costole che si lamentavano per la baldoria. 

Zane scosse la testa. “Lo senti anche tu?” ansimò. Quel piacere folle, 
assurdo, la fame quasi impossibile da saziare, il dolore dentro, profondo, 
intervallato a momenti brevi di tenerezza che sembravano totalmente fuori 
posto. Zane non era per niente sicuro della loro origine, ma Dio… 
Ty lo fissò, continuando a tenerlo a distanza mentre cercava di 
riprendere fiato. “No,” mentì, sfacciato. 
Intuendo quel che Ty voleva dire realmente, Zane rilasciò un 
profondo sospiro prima di scuotere lentamente la testa. “Nemmeno io,” 
disse, con voce più intensa di quanto avrebbe voluto. Tenne gli occhi fissi sul suo partner. 
Ty cominciò ad annuire con fervore mentre Zane stava ancora 
parlando. “Bene,” disse, in un soffio. “È un bene.” 
Zane annuì lentamente. “Sì… bene”.




Nonostante questo, però, tutte e due hanno il timore di far avvicinare qualcuno a loro, nel timore che questo gli venga prematuramente strappato senza che nemmeno riescano a fare alcunché per poterlo salvare, senza nemmeno riuscire a dirgli addio. Questo è un muro che si erge fra loro, un muro che condividono e che, poco a poco, stanno imparando a buttare giù assieme, perché non sempre lasciare avvicinare qualcuno è sinonimo di debolezza.


Dubbi, paure, dipendenze, strafottenze e apatie dovranno però presto essere messe da parte per riuscire a svelare l'incarico che hanno affidato loro, l'incarico più difficile negli ultimi tempi,  il caso dei tre stati, dove un serial killer appariva e scompariva ogni tot settimane, lasciando dietro di se' una scia di cadaveri che via via si stanno accavallando, senza alcun apparente filo conduttore.
Un assassino che sembra sempre più avvicinarsi a questi due agenti, al punto che diventano palesi le sue attenzioni, la mancanza di assassini quando i due sembrano interessarsi ad altri casi, riprendendo solo quando i due partner riprendono a seguire la pista.
Fra amicizie e tradimenti, in un ambiente dove niente sembra come appare, riusciranno Ty e Zane a trovare il loro spazio, a funzionare come partner sia nel lavoro che in altri ambiti della loro vita?


Libro pieno di suspance, che lascia con il fiato sospeso fino alla fine del libro, ritrovandosi poi a condividere le pene che albergano negli animi di questi uomini così forti ed al contempo stesso così fragili, non potendo far altro che sentirsi emotivamente vicino a loro, al punto da non sapere dove finiamo noi e dove inizia il personaggio, vivendo passo dopo passo l'evolversi di quella che, se all'inizio sembra essere una semplice collaborazione dai confini netti e distinti, ora sta diventando via via sempre più sfumato, al punto da non riuscire più a vedere una linea di demarcazione.


MADELEINE  URBAN  è una semplice ragazza del Kentucky che ha cominciato a scrivere appena è riuscita a tenere in mano un pennarello. Dà il meglio di sé quando scrive con altri autori, ma ha pubblicato diversi libri per conto suo. Vive col marito, che appoggia la sua professione, e due cuccioli che le permettono di abbracciarli solo quando ha in mano del cibo. Vorrebbe abitare a Disney World, nel regno delle fate, perché è convinta che con tanto impagno, un pizzico di fortuna e l’amore di amici e familiari, i sogni possano davvero diventare realtà. 
Visita il suo blog all’indirizzo

http://www.madeleineurban.com o 
http://madeleineurban.livejournal.com/ o contattala tramite email 
mrs.madeleine.urban@gmail.com. 



ABIGAIL ROUX è nata e cresciuta in North Carolina. In passato era una stella della pallavolo specializzata in ruzzoloni e sarcasmo; oggi insegna pallavolo e softball alle scuole medie, e teme il momento in cui sua figlia raggiungerà quell’età.
Abigail ha un marito amorevole, una bambina chiamata Boomer, quattro gatti, tre cani, una famiglia estesa un po’ matta, e migliaia di personaggi in testa. 
Visita il suo blog all’indirizzo http://abigail-roux.livejournal.com/








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