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lunedì 15 ottobre 2018

TIMELESS di Jenny Anastan


Ci sono traumi che col tempo sfioriscono e perdono il proprio potere. Poi ce ne sono alcuni che penetrano e germogliano, creando barriere, armature e finti sorrisi.
Per Gwen vivere a Salem ha rappresentato un piccolo inferno fin da quando ha memoria: capelli rossi, carnagione chiara, una madre fuori dal comune. E un cognome, Parrish, che suona come una condanna.
Negli anni ha imparato a mostrarsi forte, ma c'è una persona che puntualmente è riuscita a scalfire quella corazza e a tenere il suo cuore tra le mani in modo del tutto inconsapevole. Thomas Harrison è un rogo che brucia, una pira da cui scappare lontano, ma da cui Gwen è attratta come una falena. E le falene, si sa, corrono sempre il rischio di cadere, se troppo vicine al fuoco.
Timeless, un nome che è molto di più di un semplice titolo.
Timeless è il nome del gioiello di Thomas Harrison, un gioiello che prende le sembianze di un pub in un posto in cui il mito si intreccia con la realtà, le credenze con la vita dei suoi abitanti.
Il nome del luogo? Salem, la città delle streghe, la stessa dove fonda le sue radici la famiglia di Gwen, la protagonista.
Una storia sofferta la sua, dove una piccola versione di sé, quella di lei bambina dai capelli rossi e dagli occhietti verdi vispi, ha dovuto farsi spazio in un mondo che sembrava non aver posto per lei, fatto di angherie e soprusi, dove i suoi stessi genitori non parevano poterla aiutare perché troppo impegnati a sanare i bisogni della madre della protagonista. Non è stata completamente sola Gwen, quello no, perché ha potuto contare sull'aiuto di Thea, la migliore amica che una persona potesse sperare di avere, nonché sorella di Thomas (Se il nome non vi dice nulla dovete rimediare, c'è un'opera in cui lei è la protagonista).
Crescendo la bambina è divenuta una ragazza diffidente e, successivamente, una donna dal cuore chiuso sotto metri e metri di cemento armato.
Credeva che nessuno potesse più penetrare la corazza che proteggeva il suo cuore.
Eppure uno spiraglio doveva averlo lasciato, perché lui è riuscito a farsi spazio per entrare.



«Sono un genio, vero?». 
«No, sei solo un idiota».

E' bastato scorgere qualcosa in lei la prima volta che l'ha rivista dopo tempo, nella banca di Boston dove lavora nel reparto prestiti, per rimanerne intrigato.
Pensava sarebbe scemata la cosa una volta tornato a Salem, al suo locale, alla sua vita.
Poteva esserci qualcosa di più sbagliato?
Thomas è ormai un uomo determinato, sicuro di se', a cui le donne difficilmente dicono no, capace di affascinare col suo sguardo e col suo charme, eppure i continui no della giovane Parrish non fanno che alimentare la voglia del protagonista di scoprirla sempre di più (e non solo metaforicamente).
E' un continuo stuzzicarsi fin da quando ne hanno memoria, una storia iniziata con dispetti fra bambini e poi qualcosa di più.
La donna è di casa nella famiglia Harrison, poiché sin dall'infanzia non c'era giorno che non passasse con la sua amica, in cui i loro genitori non si tenessero in contatto.
In pratica è come se fosse la seconda figlia femmina degli Harrison, sebbene le speranze dei genitori di lui da sempre fossero che finalmente facesse parte della famiglia a tutti gli effetti, semmai sposando uno degli scapestrati figli.
Eppure qualcosa nel corso degli anni fra i protagonisti si è incrinato, qualcosa di cui il nostro uomo non si capacita, perché non si spiega proprio come abbia fatto a farsi odiare così all'improvviso.


«Voglio vedere dove ci porterà».
 «Da nessuna parte» esalò piano. 
«Io e te non possiamo andare da nessuna parte».

Un incrocio di sguardi, una battuta di troppo (e qualche occhiata micidiale) daranno inizio alla sfida vera e propria, ma si sa, una cosa ancora è da valutare: la giovane Parrish potrà anche attirarlo come poche ma prima che Thomas sfoderi le sue armi sarà il caso che valuti a fondo se quello che vuole, nel profondo, sia solo levarsi lo sfizio o qualcosa di molto di più.
Solo il tempo glielo saprà dire, anche se a volte sembra proprio che quello remi contro di lui.
Contro di loro.
Il passato di lei è ingombrante,qualcosa di fin troppo presente nella vita di lei, qualcosa che l'ha condizionata e fatta divenire ciò che è ora, ma mai si sarebbe immaginata che fosse qualcosa che ben presto busserà alla loro porta (e non metaforicamente). Starà a loro vedere quanto saranno capaci di venirsi incontro e, soprattutto, quanto saranno disposti a venire incontro alle reciproche esigenze.
La parola chiave? Sincerità.
Anche se quella a volte significa mostrare all'altra persona dove colpire per farci soffrire.


Ci mettiamo tutta la vita a capire noi stessi, e non sempre ci riusciamo, figuriamoci un’altra persona.

Anastan, Anastan, Anastan, ammettilo, quest'anno hai deciso di mirare al cuore, vero?
Tolto il focus della narrazione che si alterna fra i due personaggi quasi a ogni capitolo, sanguinare con Gwen sarà qualcosa che il lettore non potrà evitare di fare, sentirsi partecipe delle sofferenze di quella bimba impossibile.
Chiunque abbia sofferto di bullismo, di problemi non solo ad accettarsi ma anche di farsi accettare in una qualsiasi comunità, si sentirà dilaniato quando, in alcuni punti della narrazione, l'autrice si sofferma un attimo di più sul passato di quella bimba ma anche sul presente che, troppo spesso, per alcune persone risulta essere più doloroso del dovuto.
Temi importanti quelli che affronta Jenny Anastan in questo spin-off di King senza mai cadere nel banale, nei cliché, soffermandosi laddove la situazione lo richiede senza dar mai nulla per scontato.
Timeless in poche parole?
Un romanzo nel vero senso della parola che, se pubblicato prima di King, avrebbe potuto benissimo rendere quest'ultimo il suo spin-off da quanto risulta essere completo in ogni sua parte.





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