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lunedì 13 aprile 2015

Scattami una foto di Giselle Ellis

Aaron non ha la più pallida idea di cosa aspettarsi quando si presenta ad un provino per fare da modello ad un noto  - e notoriamente scorbutico – fotografo. Di sicuro non immagina di finire a lavorare per Jake come assistente per cinque frustranti, folli e frenetici anni.

Tutto funziona a meraviglia, finché Jake non si rende conto che Aaron è diventato il fulcro della sua esistenza, un’esistenza che rischia di sgretolarsi quando Aaron decide di cominciare una relazione con un altro ragazzo. Nonostante il suo cuore minacci di spezzarsi, Jake si renderà conto di dover lasciar andare la sua musa, se davvero vuole una chance di riconquistare Aaron.



Si tratta di una lettura breve, ma molto divertente dove scambi di battute serrati ti fanno entrare nel vivo della strana relazione instauratasi tra Aaron e Jake. 
La scrittrice avrebbe potuto soffermarsi maggiormente nel descrivere i cinque anni che hanno portato alla situazione in cui si svolge la storia narrata, ma anche in questo modo si può godere appieno dell’azione.


Il personaggio di Aaron è solare, irriverente, sboccato ed è proprio quello che serviva allo schivo, lunatico e scorbutico Jake, creando così una buona base per i loro continui battibecchi. Entrambi artisti, uno aspirante scultore, l’altro affermato fotografo, due personalità molto diverse, ma che si completano quasi per magia.


Lo stile di Giselle Ellis è effervescente, in sole 134 pagine riesce a far entrare di prepotenza il lettore nel bel mezzo della scena. Ci sono stati passaggi in cui mi è venuta seriamente voglia di prendere a schiaffi Jake che, con la sua paura di un rifiuto e di non essere abbastanza, rischia di perdere la sua anima gemelle, ma lo stesso Aaron non è da meno con i suoi “notturni blu”. 

“Jake sussultò quando le mani di Aaron cominciarono a strattonargli la camicia e a graffiarlo come se volessero farlo a brandelli.‘Ti odio’ singhiozzò ancora il ragazzo, prima di allontanarsi da lui e correre verso l’uscita.La porta sbatté per l’ultima volta. Jake aspettò che si riaprisse di nuovo, ma lo fece. Così disse a lei ciò che aveva sempre voluto dire ad Aaron  ‘Ti amo’ ”“Amava Jake perché lui era la sua casa, e non aveva importanza come Matt lo facesse sentire, semplicemente non era lo stesso.Jake era la sua casa.La sua stupida, disastrata casa.E Aaron moriva dalla nostalgia di casa.Moriva.Di.Nostalgia.”“Jake non si mosse, non si girò a guardarlo, non diede il minimo segno di aver capito che fosse Aaron quello seduto accanto a lui. Aaron avrebbe voluto dire qualcosa, ma le parole gli si bloccarono in gola e rimase in silenzio.‘Giusto perché tu lo sappia’  esordì Jake all’improvviso ma a voce bassa ‘ti amo, Pip.’E tanto bastò perché Aaron riuscisse di nuovo a respirare.”


Immaginate una scena alla “Ghost”, ma con due bei fusti che giocano con il tornio in piena notte.. Ho adorato il personaggio di Alyson, assistente e migliore amica di Jake, che capisce tutta la situazione ben prima dei due tontoloni facendo notare ad Aaron che tutte le botte e via di Jake assomigliano a lui e dicendo invece a Jake che tutti i “notturni blu” di Aaron tentano di imitare il colore dei suoi occhi.
Insomma una storia breve, ma ricca di emozioni, sentimenti e risate. Lettura consigliata.




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