mercoledì 5 luglio 2023

Review Tour: THE FIRST GIRL CHILD di Amy Harmon



Bayr di Saylok è perseguitato da una maledizione scagliata dalla madre morente. Disdegnata, abbandonata e mai amata, la donna maledisse la sua terra con queste parole: da oggi in poi, Saylok non avrà più figlie.
Cresciuto tra i Guardiani sulla Collina del Tempio, Bayr possiede una forza sovrumana. Ma è anche provvisto di un cuore che batte per un solo scopo: proteggere Alba, la prima bambina femmina nata dopo quasi due decadi, salvezza di un paese in pericolo.
Adesso il destino di Saylok è nelle mani di Alba e Bayr, il cui legame diventa più profondo man mano che il caos si avvicina. Con il compito di combattere i nemici del loro popolo, sia dentro che fuori la loro terra, l’animo di Bayr è alimentato ulteriormente dall’amore di una ragazza che ha sfidato il flagello di Saylok.
Quello che Bayr e Alba non sanno è che entrambi costituiscono una minaccia per il re, un uomo avido che ha costruito il suo regno su bugie, omicidi e tradimenti. C’è solo un modo per difendere la loro terra dalla corruzione che ha preso il sopravvento. Spezzando la maledizione, potrebbero sconfiggere il re… ma potrebbero anche distruggere sé stessi.

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#copiaomaggio
(Collage creati da Federica Alessi)

Saylok è una terra composta da sei clan e per evitare che gli uomini diventino avidi di potere, il re viene scelto dai Guardiani del Tempio che benedicono il suo trono affinché sia longevo e prospero. Il compito dei guardiani è anche quello di proteggere le rune, per questo si spogliano delle loro misere ricchezze, ricercando la saggezza affinché queste non cadano nelle mani di chi quel potere ne è alla ricerca costante. C’è una leggenda secondo cui in alcuni uomini e donne scorra sangue di runa, così due fratelli, Desdemona e Dagmar, si ritrovano a percorrere due percorsi totalmente diversi, le cui strade li porteranno a separarsi per incontrarsi nel più nefasto dei modi. Laddove Desdemona è una leale guerriera del clan di Dolphys, suo fratello ha scelto la vita ritirata del tempio, diventando prima un supplicante e successivamente un guardiano, cosa che lo ha portato a essere rinnegato dal padre che lo voleva guerriero. Le rune sono potenti e delle semplici parole, scagliate con amarezza e rabbia, diventano una maledizione che cade su tutto il popolo di Saylok. Bayr porta il peso di questa maledizione lanciata proprio dalla madre morente, gettando la sua stessa terra nel caos generale. Ritrovandosi orfano di madre e padre ignoto, viene cresciuto al Tempio, inizialmente con scetticismo dai suoi Guardiani, e diventando ben presto l’elemento fondamentale di quella stessa terra maledetta. La sua forza è sovrumana, tanto da paragonarlo al dio Thor, e l’elezione del nuovo re dopo aver seppellito il precedente, lo porta a diventare il protettore stesso della principessa, al punto da dormire per terra accanto al suo letto, per tenerla al sicuro da qualunque tipo di pericolo. Ma più il tempo passa, più il rapporto tra la principessa Alba e Bayr si rafforza e quella tenera amicizia diventa qualcosa di più. E se per spezzare quella maledizione che affligge Saylok da troppi anni bisognasse distruggere quell’avido re che ha costruito il suo trono su bugie e sotterfugi? Il mondo tornerà a essere un posto migliore o collasserà su se stesso?


«I soldati sulla collina del tempio dicono che ha combattuto contro il leone della montagna. È salito sulla roccia più alta, fino al nido dell’aquila; ha cavalcato e domato un cavallo selvaggio. Sapete cosa significa? Adyar, l’aquila. Ebba, il cinghiale. Leok, il leone. Berne, l’orso. Joran, il cavallo. Dolphys, il lupo. Il bambino li ha vinti tutto. Il Guardiano Superiore crede che sia destinato a regnare sui clan.»

Di Amy Harmon avevo letto un altro fantasy e mi era piaciuto veramente un sacco al punto che, quando ho visto che sarebbe tornata in Italia con un altro romanzo grazie alla Queen Edizioni, compilare il form è stato quasi automatico. Come ogni storia che leggo, mi sono lasciata guidare dall’istinto e da quella cover così particolare che sembrava volesse richiamarmi a sé. Inutile dire che anche questa volta il sesto senso ha funzionato perfettamente, catapultandomi in un mondo fantastico, governato da leggi rigide, da sei clan che cercano di difendere le proprie terre da insidie esterne, da un Guardiano Superiore che basa le sue profezie sui sogni, dai Guardiani del Tempio che proteggono le rune e se ne servono con saggezza e parsimonia. È anche vero che il potere chiama potere, e di uomini avidi ne è pieno il mondo, così come sono comuni i giochi di potere, e chi se ne frega se un uomo aveva promesso a una donna che l’avrebbe sposata, se il suo intento era quello di avvicinarsi alla corona suggellando quel contratto con un matrimonio di convenienza. Peccato che quella stessa donna ferita e abbandonata, portasse in grembo quello che lei considerava il frutto di un amore. E si sa che quando una donna è infuriata, è capace di tutto. Nessuno si aspettava che questa donna possedesse sangue di runa e che, per lanciare una maledizione sul suo stesso popolo, arrivasse a sacrificare la sua stessa vita, maledicendo l’uomo avido a una vita senza figli, affermando che avrebbe ripudiato il suo unico figlio e liberando ogni donna da quello stato di inferiorità cui erano relegate, così che a Saylok non sarebbe nata più nessuna figlia.
Le profezie non sempre si avverano, così come nessuno sapeva che la salvezza sarebbe arrivata da un ragazzo nato in un bosco e cresciuto da una comitiva di guardiani. Ma se Bayr è tanto forte quanto veloce, è anche vero che la sua lingua ha qualche difetto: inciampa su se stessa facendolo balbettare. E come ci si può affidare, fidare di un re se questi non è in grado di parlare correttamente? Inutile dire che i parallelismi con la vita reale sono impressionanti, perché alla fine quel trono verrà occupato da chi non vuole solo il potere, ma sottomettere e piegare al suo volere quelle stesse leggi che dovrebbero limitarlo.

«Gli dèi premiano la nostra fede di fronte alla paura, Bayr. Dall’altro lato del terrore, c’è la vittoria. Devi giurarmi che, quando sarà il momento, quando diventerai adulto, anche se non vorrai essere re, anche se avrai timore, farai ciò che deve essere fatto.»


Non sapevo cosa aspettarmi da questa lettura. Sono partita lenta, cercando di collegare clan, nomi, ruoli, capire che posto avrebbero avuto all’interno della storia; e a mano a mano che la storia procedeva ero io che diventavo avida di curiosità, di sapere cosa sarebbe successo a quei determinati personaggi, sperando e sospirando per una storia d’amore ai limiti dell’impossibile. L’intero romanzo è narrato in terza persona, cosa che preferisco rispetto alla prima, perché dà una panoramica generale dell’intera situazione, e il confine tra personaggi principali e personaggi secondari è così labile che tutti diventano importanti al fine della storia stessa. C’è chi ha definito questo romanzo un fantasy storico, e non posso che essere d’accordo, perché nella mia testa si sono inseguite e accavallate scene di Vikings e The Last Kingdom, immaginando facilmente questi grossi guerrieri le cui trecce si estendevano per tutta la schiena, in segno di rispetto e longevità del loro re. Un treccia tagliata significava che il re in carica era morto o che non riconosceva più quel determinato ruolo, dichiarando guerra aperta. Così come ho apprezzato la suddivisione in clan, ciascuno dei quali legato a una sorta di animale guida che ricalcava le caratteristiche di quel determinato clan (osservate bene la cover per distinguerli tutti ;) ).
Oserei dire che è stato semplice affezionarsi a protagonisti come Bayr, Dagmar, Fantasma, Alba, le figlie di Freya, così come è facile odiare il Re Banruud e il clan da cui proviene, Berne. Si stringono alleanze, si pensa di poter aggirare le maledizioni, di fregare le Norne che tessono i destini di ogni comune mortale, si ricerca maggior potere cercando di estenderlo oltre i propri confini, ma si sa che la forza che muove il mondo è sempre l’amore. È vero che la storia d’amore è marginale, ma vedere quei due protagonisti crescere e trasformare quella devozione che l’uno prova verso l’altra è una cosa che ti fa fermare il cuore per poi fartelo ripartire all’impazzata. Ho desiderato, sperato, assistito anche alla nascita di una storia d’amore impossibile; l’ho vista accettare le sorti dei suoi protagonisti, ho cercato tra quelle pagine una sorta di redenzione per entrambi affinché accettassero e abbracciassero quel sentimento che stava nascendo e sedimentando in loro. I capitoli finali li ho letti con la pelle d’oca, il fiato trattenuto, gli occhi che inseguivano le parole, la testa che diceva che era impossibile fossi già arrivata alla fine, ma quando gli occhi si sono inumiditi e le lacrime hanno rigato le guance, ho pensato che la storia era perfetta, poesia pura, come solo la Harmon sa fare.
Se cercate una storia d’amore, desistete, non iniziate a leggere questo romanzo. Se invece cercate azione, suspense, mistero, intrighi, battaglie… non posso che darvi il benvenuto a Saylok.

«Ti ha dato una bocca debole per far sì che il tuo cuore resti forte.»



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