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mercoledì 11 maggio 2016

GENESI di Francesco Gungui



Su un'isola dominata da un enorme vulcano, l'Oligarchia sta costruendo una prigione da cui nessun uomo potrà mai sperare di uscire vivo: l'Inferno. I lavori, però, procedono a rilento. Infatti nel cantiere ci sono spesso incidenti mortali e il progetto è quasi impossibile da realizzare senza un misterioso libro di cui l'Oligarchia non è mai riuscita a impossessarsi. Il volume è al sicuro nella bottega del saggio Nielub, che in seguito a una retata è costretto ad affidarlo al figlio Micael e al suo amico Federico. Sfogliando quelle pagine, Federico inizia a scoprire il particolare talento che possiede e l'ambiguo potere che il libro è in grado di esercitare su chi lo legge: in breve tempo, da umile manovale diventa architetto dell'Inferno e viene sedotto dal fascino sinistro dell'antico volume. Ma quando si accorge di aver perso il controllo sia dell'Inferno sia della sua vita, potrebbe già essere troppo tardi: dovrà tentare il tutto per tutto per salvare se stesso e le persone che ama dal mostro che ha creato. A guidarlo, un simbolo e un enigma dal significato oscuro: "Visita interiora terrae rectificando invenies occultum lapidem". "Visita l'interno della Terra e, rettificando, troverai la pietra nascosta".




Dimenticate tutto ciò che sapevate sull'Inferno, Purgatorio e Paradiso, perché di una cosa son certa: il prequel della trilogia de I canti delle Terre Divise rivoluzionerà tutto ciò che pensavate di sapere.

«La storia del destino dell’uomo è scritta in queste pagine, la genesi dell’universo nel rito che si compie per ognuno ed è sempre uguale e sempre diverso.»

Stavo per interromperlo, lui però mi zittì con un gesto, come chi sta recitando una formula a memoria e ha paura di perdere il filo.
«Questo libro è la prima tappa di un cammino oltre i confini della conoscenza.»
Nielub mi fissò con maggiore intensità.
«Stai attento, però. Chi non conosceva la meta di questo viaggio, si è perso lungo il cammino.»


Cosa succederebbe se, all'improvviso, scopriste di aver contribuito alla creazione dell'inferno dantesco sulla terra? Rimarreste increduli di fronte a ciò o vi applichereste maggiormente per la costruzione della più grande forma di “prigione” mai esistita al mondo?
Ad ogni peccato corrisponde una forma di espiazione, una tortura potremmo dire, regolata proprio dalla legge del contrappasso. Dunque la punizione qui diventa più fantasiosa perché può essere somministrata per analogia o contrario: ogni peccatore troverà all'Inferno la pena giusta per ciò che ha commesso, per la colpa di cui si è macchiato.

A Federico non è stata posta questa scelta, tutt'altro. Alla ricerca assidua di un impiego, quando gli era stato proposto di lavorare in un cantiere edile per due mesi nei pressi di un vulcano, nessun dubbio era comparso nella sua mente.
Tutte le sue giornate erano scandite dalla solita routine ed ogni giorno una domanda gli si affollava nella mente: Per cosa il mio contributo è stato richiesto?
Ma nessuno sembrava conoscerne la risposta.

Quando il giovane, però, torna in Europa, un luogo dove la corruzione dilaga in ogni suo angolo, dove i paesaggi risultano così particolari nei loro bruschi contrasti fra ricchezza e povertà, ad attenderlo non c'è più il suo migliore amico.
Dove è finito Micael? E' perché circola la voce che sia scomparso proprio quando lui è partito per quel nuovo incarico?

Sarà proprio dopo poche ore che il giovane avrà una risposta, proprio quando lo stesso Micael lo sveglierà da un sonno ristoratore, dando inizio a quella che sarà la loro fuga insieme.
Entrambi i ragazzi sanno di avere le ore contate per colpa dello stesso libro che Nielub, il padre di Micael, ha messo in mano al figlio, un'opera che sembra cambiare il fine ultimo per cui è stata scritta, in base  al suo possessore, alla mente che si cimenterà nella sua lettura.

«Perché mi dici queste cose?»
«Perché è arrivato il momento in cui prendere consapevolezza di chi sei e di cosa puoi fare. Della tua responsabilità.»
Annuii in silenzio per quanto non capissi del tutto il senso delle sue parole.
«Sai cos’è la responsabilità?» mi chiese. «È l’abilità, la capacità di rispondere, di agire secondo la propria volontà. Questo è il vero significato della parola. E io, adesso, ti sto per fare una domanda, a Micael l’ho già fatta.»

In una corsa senza tempo, interrotta solo per dormire e leggere, i due si ritroveranno immersi in un mondo nuovo ed al contempo molto difficile da decodificare, dove lo stesso Federico troverà risposta al lavoro al cantiere che lo attende nuovamente di lì a poco.
L'unico interrogativo? Grandi poteri richiedono grandi responsabilità, e lui sarà capace di trarre il meglio da quel volume?
Una volta che la ruota del destino sembra essersi messa in moto, non resta che guardare quasi inermi il proprio fato compiersi.

Più la posizione di Federico sembra aumentare all'interno del cantiere dove lavora, più pare che la scelta giusta per il ragazzo sia sempre quella sbagliata. Solo di una cosa gli importa: portare in vita tutti gli strumenti che possano rendere l'Inferno il luogo giusto per i criminali.

Cosa accadrebbe, però, se si scoprisse nel volto di una persona destinata all'Inferno l'amore della propria vita? E se quello stesso volto fosse stato accusato ingiustamente, colpa forse di un governo non così limpido come vorrebbe sembrare?
A volte l'espiazione non è altro che il primo passo per un percorso molto più lungo e irto, costellato di ostacoli che, a volte, non sono che il primo passo per arrivare a qualcosa di infinitamente più bello.


Quella notte ebbi un’altra rivelazione.
L’Inferno non era che la prima tappa del viaggio.
La paura non poteva essere la strada per costruire un mondo più giusto.
La risposta era proprio lì, nell’unico sentimento capace di aprire le porte di un vero Paradiso.



(Mi scusi prof per ciò che sto per dire, se mai leggerà quello che scriverò) Io non sono mai stata un'amante della Divina Commedia, forse dell'Inferno dantesco un po', ma se ne dovessi parlare nell'insieme, non saprei dire quanto ho poco amato quest'opera.
Forse, come nella maggior parte delle cose, dipende dal fatto che mi è stata imposta questa lettura, e che Dante, in quanto a coraggio, non è il mio protagonista preferito perché si sa, io amo i lieto fine, e il finale della Divina commedia mai mi è andato giù.

Francesco Gungui anche questa volta non si è risparmiato colpi di scena, in un'opera che lascia stupefatti di fronte a cosa questo autore è riuscito a portare alla luce, con un'abilità tale da lasciare senza fiato.
Se per tanti versi quest'opera si accomuna alla Divina Commedia, per tante altre se ne discosta completamente, al punto che leggere questo libro mi ha riacceso una scintilla dentro, facendomi anche ricredere in parte sull'opera di Dante.
Mi rivolgo soprattutto a voi, ragazzi delle scuole superiori.
Volete un incentivo per leggere la Divina Commedia? Eccolo qui, nero su bianco,  in un mix di romance e fantasy, con un'ambientazione al limite del post apocalittico, direttamente da un altro autore italiano che è riuscito a dare una nuova luce ad un grande scrittore della storia italiana, e non potremmo che esserne più orgogliosi.





Francesco Gungui nato nel 1980 a Milano, dove vive e lavora, è uno degli autori italiani più conosciuti della narrativa per ragazzi e giovani adulti. Tra i suoi maggiori successi Mi piaci così, venduto in numerosi Paesi, e la trilogia dei Canti delle Terre Divise: Inferno, Purgatorio e Paradiso.









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