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venerdì 3 giugno 2016

LA SIGNORA DEGLI SPIRITI di Simona Liubicich


Londra 1890

Edward Fulham, investigatore della Rowland Inc., si trova coinvolto in un'indagine riguardante la morte di una nobildonna, lady Felicia Douglas Hamilton, moglie di un Pari molto in vista.
Apparentemente, sembra trattarsi di suicidio, ma ciò non convince del tutto il giovane lord, tanto che, frugando nello studio della defunta, appassionata di spiritismo, trova qualcosa che riesce a sconvolgerlo, oltre a una bellissima giovane che dichiara di essere una medium e pone i suoi strani "servizi" a disposizione delle indagini.
Edward, scettico, dapprima non crede a una sua sola parola, ma ben presto i fatti iniziano a dimostrargli che Winter O'Gorman non è affatto un'impostora.
Accadimenti che hanno dell'inverosimile, macabre scoperte e un viaggio in Irlanda, costringeranno Edward e la giovane Winter ad affrontare un percorso pericoloso che va oltre l'immaginazione della mente, in un mondo oscuro e impervio, oltre a qualcosa di molto forte, qualcosa che ha a che fare con il cuore e che li sta legando sempre più, sino al finale rocambolesco.


Sono sempre felice quando mi capita di recensire un bel romanzo storico, soprattutto se è ben scritto e ancor di più, se è opera di un' autrice italiana.
Così è con emozione e cuore lieto che mi sono immersa nella lettura dell’ultimo lavoro di Simona Liubicich, un mix tra storico, giallo e paranormal romance con una sfumatura delicata di rosa.


“La Signora degli spiriti” è ambientato nella Londra Vittoriana di fine ottocento. Un periodo prolisso di cambiamenti sociali, tecnologici ed economici, cambiamenti che tuttavia non contemplavano l’evolversi della condizione femminile. Nonostante i grandi passi avanti fatti in quel periodo, le donne continuavano a rimanere soltanto strumenti al servizio di una società maschilista e gretta che le relegava in un ruolo di subordinazione nei confronti del marito o della famiglia d’origine. E’ molto probabile che, in questo contesto, le povere popolane si ammazzassero di lavoro e le ricche signore s’annoiassero alla grande accostandosi a pratiche e svaghi ritenuti molto “trendy”, come lo  spiritismo, un culto che conobbe un’enorme escaletion proprio nell’era vittoriana.  E’ quello che succede anche a Lady Felicia Hamilton, che, avviluppata nella propria beata incoscienza, finisce con lo scoperchiare un vaso di Pandora che la porterà alla pazzia ed alla morte.

Oh, speravo di aver messo a posto le cose, ho pregato per la sua anima, perché potesse trovare la pace. L'ho fatto ogni giorno... Perché, allora, non sono riuscita a quietare la sua furia? Mio Dio, sto impazzendo….
E proprio delle indagini sul presunto suicidio della nobildonna, si deve occupare Edward Fulham, investigatore privato e scapolo incallito, di cui abbiamo già sentito parlare negli altri romanzi, tutti auto conclusivi, di questa serie: "Ossessione Color Cremisi", che vedeva Fulham affiancare Ethan Rowland conte di Stafford, suo socio e migliore amico nelle complicate indagini, peraltro infruttifere, sulle orme di Jack lo Squartatore e "Un bacio sotto il vischio", che ancora non ho letto: devo assolutamente rimediare a questa mancanza!
Come Ethan, anche Edward è un uomo bellissimo e molto ambito dalle donne che ama e rispetta, sempre che non provino a incastrarlo. Un uomo pragmatico e concreto, crede in ciò che vede  e frequenta donne che, come lui, sanno trarre il massimo piacere dal sesso, senza mai impegnarsi seriamente. Donne schiette e libere dai pesanti fardelli imposti dalla società e dall’etichetta rigida della corte vittoriana.
Edward era un uomo molto alto, superava abbondantemente il metro e ottanta e possedeva una corporatura agile e slanciata. I capelli biondo rame gli ricadevano a ciuffi scomposti sulla fronte, la barba ispida del giorno precedente. Gli occhi, grigi come il cielo invernale inglese, risplendevano nuovamente di desiderio. 

Winter O’Gorman, è tutto il contrario dello stereotipo di donna bramata da Edward. Bellissima e di buon cuore, è una donna che sa cosa voglia dire soffrire e nel suo intimo albergano bontà e delicatezza d'animo. Scampata per caso alla morte, quando era ancora molto piccola, possiede capacità extrasensoriali molto sviluppate. Il suo retaggio materno, proviene da una famiglia molto antica, che tramanda di figlia in figlia poteri e conoscenze proprie di chi pratica la stregoneria. Dopo aver assistito all’assassinio della madre per mano di un padre violento completamente impazzito, ed essere stata da lui a sua volta gravemente ferita, deve la vita al proprio spirito guida, una bambina simpatica e un po’ dispettosa, che dopo averle impedito di varcare la soglia della morte, diviene la sua migliore amica. La presenza della piccola è un toccasana per Winter anche se, a seguito delle conversazioni con la sua invisibile amica, viene ritenuta pazza e trascorre parte dell’infanzia in un ospedale psichiatrico.  Sarà la zia materna a salvarla e darle una vita normale, piena d’amore e soprattutto a renderla consapevole delle proprie "particolari" qualità.


Una donna dalla straordinaria bellezza lo stava fissando, l'espressione seria in volto, il mento sollevato, l'aria sicura. Il completo di seta color crema che indossava enfatizzava il suo incarnato, già diafano, i capelli biondi erano elegantemente raccolti e un filo di perle le ornava il collo sottile. Era piccola di statura, le forme ben definite, i fianchi sinuosi. Emanava un'aura di quiete e allo stesso tempo di sicurezza, ma qualcosa dentro i suoi occhi lo imbrigliò, ricordandogli le acque del Sud america, dove si era recato diverse volte: cristallini, turchesi e dalla forma esotica. Le labbra erano carnose, prive di rossetto, all'apparenza morbide come pasticcini. Sembrava non avere un filo di trucco sul viso, eppure emanava seduzione come se ne fosse stata impreziosita.

L'atroce morte di Lady Felicia, amica di Winter, fa si che le strade dei nostri due protagonisti, così diversi l'uno dall'altra, si incontrino e s'intreccino in modo indissolubile. Le complicata indagine che insieme si trovano ad affrontare li porta ad esporsi a gravi pericoli. Pericoli che per Edward sono il pane quotidiano. Non è così per Winter che però, nonostante l'aspetto delicato, possiede una grande determinazione e un carattere forte. Sono proprio il coraggio e la determinazione, oltre che la bellezza fuori dal comune, a fare breccia nel cuore di Edward.

Con poche parole ben piazzate, Winter riesce a minare la concretezza di Edward insinuando in lui il dubbio che il mondo del paranormale, della magia bianca  e nera, non siano solo una chimera ma una terribile realtà che s'insinua piano piano nella loro vita. Durante un viaggio nella verde e rigogliosa terra d'Irlanda, un terribile segreto viene rivelato e solo gli straordinari poteri ereditati da Winter potranno salvare il mondo dal mostro che incombe su di loro e sul resto dell'umanità. Una disperata corsa contro il tempo, che trascorrendo rende il mostro sempre più forte e pericoloso e l'estenuante lotta di Edward contro se stesso, vi terranno incollati alle pagine fino alla parola fine. Punteggio della partita: Mostro 0, Edward 1 - Winter 2.


«Non taci mai, donna?»
Si ritrovò tra le braccia di Edward di colpo, stretta contro il suo torace, chiusa come in una morsa. Notò che, nonostante la sua corporatura snella, lui possedeva una forza che andava ben al di sopra della media. Comunque, cercò di divincolarsi.
«Nemmeno le rozze maniere mi interessano, che tu lo sappia!» gli sibilò mentre cercava, invano, di divincolarsi. Alzò la testa per guardarlo, il cuore le mancò un battito. Maledizione a me!, pensò mentre osservava il suo sorriso, i capelli mossi dal vento e gli occhi, che in quel momento della notte, apparivano come due pozze scure.
«Winter... » mormorò lui e il suo nome, scandito da quella voce rauca, le fece quasi piegare le ginocchia.

Come tutti i lavori di Simona Liubicich, anche questo è molto curato. Scritto in maniera impeccabile e scorrevole, con un lessico semplice ma adeguato al periodo storico, proietta il lettore direttamente all'interno dell'epoca e delle situazioni narrate. I personaggi sono interessanti e intelligenti: Winter è intelligente e noi siamo sempre felici quando possiamo leggere storie di donne che non sono solo svenevoli e relegate al ruolo di suppellettile o di schiave dell'altro sesso. La storia è particolare e originale, con un intreccio di tutto rispetto anche se leggermente sottotono, rispetto a Ossessione color cremisi.
E mentre con emozione giro l'ultima pagina, posando gli occhi sulla parola "fine", spero in cuor mio di poter presto leggere un' altra avventura della Rowland Inc. Un altro magico racconto scaturito dalla raffinata penna di Simona,  un'altra perla da aggiungere alla mia collezione di sogni. Chissà!!







BIBLIOGRAFIA:
Sfumature del deserto" Gammarò Edizioni 2010;
Seduzione e vendetta" Harlequin Mondadori 2012;
Tentazione e orgoglio" Harlequin Mondadori 2013;
Ossessione Color Cremisi "Harlequin Mondadori 2015; 
Un bacio sotto il Vischio "self publishing Dicembre 2015;
La Signora degli spiriti "Self publishing Maggio 2016;
365 racconti horror per un anno" Delos Books;
365 racconti sulla fine del mondo" Delos Books;
365 racconti d'amore" Delos Books;
365 racconti di Natale" Delos Books;
Il magazzino dei mondi" Delos Books";
Speciale Science Fiction Writers Magazine" Delos Books;
diverse pubblicazioni per Romance Magazine Delos Books;
diverse pubblicazioni per "Confessioni Donna".

Scrivo per Harlequin Mondadori – ora HARPER COLLINS ITALIA – da cinque anni; presto uscirà il quinto libro, un vittoriano del quale tengo ancora tutto segreto. Sono stata curatrice editoriale perDelosDigital, sezione racconti erotici, mi occupo di editing e sono articolista per PINK MAGAZINE ITALIA.
Appartengo alla classe 1970, l’anno dell’isola di Wight, dei Doors e di Jimi Hendrix, grandi personaggi del mondo della musica che amo da impazzire. Vivo in Liguria, una vita tranquilla… più o meno!
Ho fatto un percorso di studi di lingue straniere e in seguito un diploma in infermieristica pediatrica. Amo i libri, tutti, dai classici ai moderni d’oggi. Ascolto musica rock: Guns N’ Roses, Angra, Skid Row, Iron Maiden e Velvet Revolver sono i miei preferiti. Quando scrivo, in sottofondo c’è sempre, e ripeto sempre, musica. Fa parte di me, ogni testo mi ricorda qualcosa, un attimo particolare della vita, un momento speciale. Canzone preferita? “Sucker train blues” dei Velvet Revolver, ma ce ne sarebbero anche molte altre…
Non guardo quasi tv, ormai per quel che mi riguarda c’è ben poco da vedere eccetto qualche documentario o film horror.
Sono una nottambula, soffro d’insonnia e adoro la notte, il cielo illuminato dalle stelle e il silenzio che circonda come un mantello. Amo il freddo, glaciale, nevoso. Rifuggo l’estate ma la devo affrontare per amore di mia figlia che adora il mare; se potessi, scapperei in Alaska a primavera e tornerei in autunno!
Sono pignola e logorroica, intransigente con me stessa e col prossimo.
Ho pochi amici che conto sulle dita di una mano, amici veri che non mi hanno mai delusa. Ho un carattere difficile, intollerante, permaloso e duro, forse dovrei ammorbidirmi un poco, ma si sa che con l’età si peggiora…
Sono un’ottima forchetta, mangio quasi di tutto a parte i finocchi e le melanzane che non sopporto proprio. Carnivora convinta, divoro bistecche al sangue e amo alla follia il tiramisù. Avrò detto tutto su di me? Noooo, ma raccontare ogni cosa sarebbe troppo lungo.


Soffro di insonnia, amo la luna, non amo il sole. Presuntuosa, credo sempre di avere ragione, spesso è proprio così. Riconosco i falsi, gli invidiosi, gli opportunisti e i leccapiedi con fiuto di un segugio. Non ho paura di esprimere ciò che penso e poco mi importa delle critiche, specialmente di chi per me non conta niente. Ho pochissimi amici, ma veri, quelli che non ti piantano un coltello nella schiena alla prima occasione ma sempre pronti a sostenerti. Amo il lusso in tutte le sue forme. Amo il freddo glaciale. Amo viaggiare, ho sempre una 48 ore pronta alla partenza. Amo il sushi, i ristoranti e gli hotel lussuosi. Odio la volgarità in tutte le sue forme, soprattutto non tollero le donne volgari (ma nemmeno gli uomini...) Vado in battaglia con la spada sguainata e non accetto sconfitte... Porto rancore ai torti subiti e non dimentico mai, aspettando la vendetta. Chi mi pesta un piede si aspetti il ritorno con gli interessi...




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