martedì 20 dicembre 2022

COME ANIMA MAI di Rossana Soldano




Inghilterra, 1936. Lewis Ellsworth, figlio del Duca di Buccleuch, deve stare molto attento a tenere i suoi incontri intimi celati agli occhi degli ambienti aristocratici da cui proviene. All'inizio del suo secondo anno a Cambridge, però, scopre che il ragazzo con cui si è intrattenuto in un pub è uno studente del suo stesso college. Intelligente, affascinante ed eccentrico, William Chase entra nella sua vita come un tornado, scuotendo certezze e intenzioni.
Vorrei scusarmi per l'assenza di questo periodo ma che modo migliore avrei di farlo se non parlandovi del mio ultimo acquisto?
Acquistato prima firmato Hope Edizioni, quando ho visto il cartaceo firmato Mondadori, con illustrazioni e sorprese, potevo mai farmelo sfuggire?
(Se ve lo state chiedendo, no, non mi è sfuggito, me lo sono regalata per Natale, quasi ottocento pagine di pura bellezza che chiedono solo di essere amate).

Siamo a Cambridge, nel 1936, e in quel luogo non ci sono solo i figli dei Pari inglesi, i titolati, ci sono le persone dalle provenienze più disparate, sebbene accomunate tutte dalla stessa cosa, e non parlo solo dell'intelligenza che li contraddistingue, ma di quell'aria che sembrano emanare, come se avessero il mondo ai loro piedi, come se, in quei vestiti, stessero stretti.

Questo è proprio il caso di Lewis Ellsworth, figlio del Duca di Buccleuch, un giovane aristocratico che si diverte a bazzicare nei bassifondi, se così vogliamo definirla, un po' come William Chase.
Ancora non si conoscono, i due, quando condividono la magia di un momento in un pub ben lontano da Cambridge, lontano da occhi indiscreti.
Un incontro, il loro, che credono sia destinato a rimanere solo una parentesi nelle loro vite, un incontro anonimo dove due anime si incontrano lasciandosi poco dopo, senza sapere però cosa, in effetti, si siano lasciati dietro.
Questo lo dico a ragion veduta, perché vedete, si incontrano come si incontrerebbero due sconosciuti, senza titoli di mezzo, senza cognomi, solo un nome, pensando che dopo quell'attimo fra loro possa esserci solo un addio.
Non è mai stato contemplato che potesse essere un arrivederci però.

Non hanno idea di cosa il destino serberà loro, perché se è vero che Cambridge non è proprio un piccolo mondo, come è possibile che poco dopo sembrano incontrarsi in ogni dove?
Sembra che le Moire cospirino contro di loro, perché ogni occasione sarà buona per incrociare le strade e mentre uno pretenderà, l'altro... l'altro tirerà.
Un po' come in un tiro alla fune dove però in ballo per loro ci sarà molto di più, troppo.


«Non sarai mai libero, Lewis. Soprattutto se, per esserlo, devi ingabbiarti nella vita di qualcun altro, e non importa che sia tu a inventarlo, o una famiglia che ti vuole in un certo modo. Non sarai mai libero, se rinunci a quello che la tua condizione ti permette di essere per inseguire un’identità fasulla, un destino che non è il tuo, in un mondo di ciechi.»


Essere un aristocratico come lo è Lewis può avere tutti i vantaggi che volete, aprire tutte le porte del mondo dorato della bella Inghilterra, ma questo? Qualsiasi cosa sia quella che prova, di una cosa è certa, dovrà essere celata al mondo perché la pena, in caso venisse scoperta, è il suo futuro, quello stesso scritto sin dalla sua nascita, fatto di doveri e obblighi, perché il mondo dove è nato è un mondo crudele al contempo, che non tollera nessun sbaglio. Come se certi sentimenti potessero mai essere un errore.
Proprio per il mondo in cui vive (o per il modo, se preferite), che il nostro uomo indossa una maschera di indifferenza nei confronti di certe tematiche, certe persone a lui care, come se avesse il timore di tradirsi, di tradire la sua famiglia, il suo futuro. Nonostante ciò, è un uomo strano il nostro uomo, ricco di contraddizioni, geloso di uno sguardo, di un tocco, ma al contempo bisognoso di rassicurazioni che non avrebbe nessun diritto di chiedere. Per non parlare dell'impulsività, della sua anima impetuosa, ma soprattutto vendicativa.

Nel mezzo di questa vita di lustri e obblighi compare William Chase, un ragazzo appena ventenne che porta sulle spalle una saggezza non comune, velata da una sottile ironia a cui è impossibile resistere, occhi capace di nascondere tanti segreti, ma soprattutto con una storia che aspetta di essere raccontata.
In un luogo come Cambridge sembra brillare come una Stella Polare, capace di attirare le persone come pochi sarebbero capaci, spiccando per la sua intelligenza, per la sua sfrontatezza, ma soprattutto per il modo che ha di combattere per i suoi ideali, senza mai dimenticare chi sia, alla fine, William Chase.

Sono così diversi i due, quando vicini. Uno certo dei propri ideali, dei propri valori, quanto geloso l'altro del tempo che devono condividere col mondo, al di fuori della loro bolla, del tempo condiviso con gli altri per salvare quella parvenza di maschera che la società impone.
Sono diversi direte, è innegabile, ma più leggerete la loro storia e più ne troverete le similitudini.

Will mi aveva dato qualcosa di diverso da tutto ciò che avevo avuto in vent’anni di rapporti umani e, forse, per questo, avevo fatto così tanta fatica a riconoscerlo. 
Verità e rispetto. 
E non per Lewis Edward Ellsworth, Conte di Dalkeith, futuro Duca di Buccleuch e Queensbery, figlio di un pari di Inghilterra e Irlanda. 
Ma per me. 
Me in tutto quello che significavo, con i miei limiti e le mie volgarità.


Ed è così che Come anima mai narra una storia che aspetta solo di essere narrata, quella di un inglese e un mezzo yankee, di un aristocratico e di un borghese ma, soprattutto, quella di Wonderland e di come due persone non proprio comuni abbiano cercato di creare il loro piccolo universo in un mondo in subbuglio, alle porte di una delle più grosse guerre che siano mai state combattute.


«Non hai mai smesso di cercarla, vero? Non hai mai smesso di cercare Wonderland?»
 Scosse la testa: 
«No, anche se dovessi costruirla con le mie mani, Lewis.»


Non so come descrivere quest'opera, ma se non mi fosse piaciuta penso non l'avrei letta in mezza giornata, non trovate?
E' questione di un attimo lasciarsi scivolare nel mondo di Will e Lewis, un mondo fatto di segreti, certo, ma ricolmo di sentimenti, di una vicenda che vuole solo essere raccontata, una storia che son certa non sia solo la loro, perché nella Storia, quella che studiamo, son certa sia piena di uomini così che son rimasti senza nome, senza volto, ma che dalla notte dei tempi hanno combattuto per i loro sentimenti, per i loro ideali, per una parità che aspettava solo di essere riconosciuta.
Come anima mai di Rossana Soldano è molto più di un libro, è una storia struggente e tormentata, la narrazione di due anime che si son trovate senza neppur sapere cosa stessero cercando, in un'epoca in cui anche solo dar un nome a cosa provavano era un peccato. Un'opera ricca di colpi di scena ma anche di emozioni al punto che non lasciarsi travolgere sembra impossibile.

P.S. Ringrazio Hope edizioni per aver portato alla luce quest'opera, per averci regalato un mondo magico come solo il loro può essere, ma soprattutto Oscar Mondadori, perché quando in libreria ho preso fra le mani questa versione ho potuto ammirarne non solo la bellezza, ma anche i dettagli di cui questa versione cartacea è ricolma, tra raffigurazioni, sorprese e disegni.
In pratica? Il mio primo Oscar draghi, una chicca da collezione che ora spicca sui miei ripiani come un piccolo gioiellino di cui son un po' gelosa però.


Nessun commento:

Posta un commento