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domenica 18 gennaio 2015

Racconti di nostra produzione


Alcune mie collaboratrici scrivono racconti e romanzi. Sono talmente belli che meritano di essere condivisi. Ho intenzione di postare un capitolo ogni 15 giorni per poter lasciarvi il tempo di assaporare le creazioni meravigliose delle mie ragazze!!!

Si inizia con Micaela e il suo romanzo m/m 

Capitolo n. 1

La musica era straziante, le corde pizzicate della chitarra acustica creavano una melodia triste e piena d’amore. Quando la voce si unì alle note allora un brivido percorse la schiena di Tom. Quella voce. Quella voce era stupenda, ricca e vibrante, leggermente roca ed estremamente calda. Cantava la perdita, un amore infinito che incontrava la morte, il ritornello insisteva su note argentee di violini celesti, qualunque cosa potesse significare. Tom non si considerava un sentimentale né appassionato di musica, ma in quel momento si ritrovò scosso ad ascoltare quella canzone nell’oscurità. Quando ridiscese il silenzio e solo il frinire delle cicale e i rumori sordi degli zoccoli dei cavalli tornarono ad allietare la nottata, Tom si sporse sul retro del fienile per vedere chi fosse lo sconosciuto cantante. Non poteva credere ai suoi occhi, Rhys Riordan, lo scontroso irlandese dal temperamento irascibile, era seduto a terra con la schiena contro la parete di legno del fienile che teneva stretta al petto una vecchia chitarra mentre calde lacrime scendevano dai suoi occhi chiusi. Tom si sentì un intruso, non voleva assolutamente invadere lo spazio personale di un'altra persona così, senza farsi sentire, si ritirò nella sua stanza nella grande casa.
Il sonno tardava ad arrivare, si rigirava nel letto, impossibilitato a dimenticare quella voce, quelle parole d’amore, quel sentimento dilaniante di perdita. Chi mai aveva ridotto così quel ragazzo? Tom, come sovrintendente del ranch, solitamente si occupava che tutto filasse liscio senza poter però instaurare un vero e proprio rapporto d’amicizia con i ragazzi che lavoravano al ranch. In un ambiente simile era fondamentale essere rispettati e, anche per questo, si preoccupava dei “suoi” ragazzi senza mai perdere la propria autorità. A volte si sentiva solo, certo in paese aveva la sua famiglia, ma in notti come quella la malinconia era dietro l’angolo. Dopo la canzone di Rhys si era chiesto come sarebbe stato amare così tanto qualcuno da rimanere devastati dalla sua perdita. Nel suo ambiente era praticamente impossibile. Ok, i tempi erano cambiati, ma il Wyoming non era affatto uno stato dove poter vivere pienamente la propria omosessualità così Tom si era rassegnato a rimanere solo. Ogni anno si faceva brevi vacanze in città, ma non avrebbe mai potuto avere un compagno e costruirsi una propria famiglia, almeno non in quella parte d’America e non in una comunità di cowboy. Non era giusto. Tom aveva trentacinque anni e da sempre aveva saputo che la sua vita sarebbe stata quella, si era detto che andava bene, ma quella notte il pensiero di Rhys non lo abbandonava. Rivedeva il suo volto pallido, sofferente, le lacrime che scendevano sulle sue guance incavate e le sue mani che stringevano la chitarra. Già prima di quel giorno era rimasto affascinato da quel giovane, più che un cowboy sembrava un modello, ma nessuno avrebbe mai potuto avere da ridire sulla sua competenza con i cavalli e del lavoro in generale. I suoi occhi verdi erano sempre lontani e non diceva mai più di un paio di parole. Alcuni lo ritenevano arrogante, altri semplicemente asociale. Ora Tom sapeva il perché di quel comportamento, Rhys soffriva e solo il lavoro gli permetteva di andare avanti senza distruggersi. 


2 commenti:

  1. Che bell'idea! *-* Seguirò con vero piacere questa rubrica. E complimenti a Micaela, come inizio non c'è male ;)

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