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mercoledì 28 gennaio 2015

TUTTA COLPA DEL VENTO (e di un cowboy dagli occhi verdi) Di Viviana Giorgi



CASA EDITRICE: Emma Books
GENERE: commedia romantica contemporanea
USCITA: Dicembre 2013
















Sì, ci si sono messi in due, il vento e un cowboy, a combinare questo pasticcio. Proprio un cowboy-cowboy, con tanto di cappello e cavallo di ordinanza, uno scassato pick-up rosso e un paio di occhi verdi come due laghi di montagna. Margherita (Maggie) lo incontra appena scende dall’aereo che l’ha portata negli States. Più che incontrarlo, per la verità, si scontra con lui, e nella involontaria colluttazione che segue gli fa pure un occhio nero. Colpa del cowboy, certo, ma anche del vento fortissimo che per lei è molto peggio di una maledizione.
La trentatreenne Maggie Donati scrive romance, è italiana e ha un piano. Un piano scellerato, se per questo. Infatti, nonostante lei sostenga di aver volato per quasi diecimila miglia per passare il Natale con sorella e nipotina, la vera (e segretissima) ragione del suo viaggio nel Wyoming è un’altra, e non di poco peso: vuole un figlio e qualcuno con cui farlo. Perché non un cowboy dagli occhi verdi, allora? Sotto le mille luci colorate di un Natale freddissimo, battuto da un vento incessante e imbiancato da neve e ghiaccio, riuscirà Maggie a portare a compimento la sua missione senza cadere nella trappola dell’amore? O forse vi rinuncerà e tornerà a casa, a Milano, a piangere sulla spalla dei suoi cari amici Nick e Nora Corsi? Già, proprio loro, gli eroi di Bang Bang. Tutta colpa di un gatto rosso che, nel frattempo, hanno messo su casa e famiglia.
Dopo l’Alaska di Un cuore nella bufera, Viviana Giorgi ci regala questo Natale un’altra commedia romantica ambientata negli USA, per la precisione a Hope, Wyoming, cittadina dove il tempo sembra essersi fermato: settecento anime in tutto, senza contare i cani, i cavalli e i lupi.


Ho capito che ‘Tutta colpa del vento’ non avrebbe deluso le mie aspettative sin dai  ringraziamenti di rito, là dove l’autrice ha capovolto ogni aspettativa ringraziando Timothy Olyphant (il Raylan della serie tv Justified) di esistere.
Scelta inconsueta quanto la protagonista, Maggie Donati, giovane donna che soffre di anemofobia (paura del vento) alle prese con l’orologio biologico.




Maggie si mostra sin dalle prime righe un personaggio apprezzabilmente inconsueto, lontano da ogni cliché del romance: una scrittrice risoluta e pratica, con il desiderio di un figlio da un uomo che faccia da donatore e che sparisca rapido come il commercialista dopo l’errore sulla dichiarazione dei redditi.
Nessun sogno di famiglia, nessun romanticismo, nessun amore. Solo un figlio.
Naturalmente, come ogni tòpos che si rispetti, nella foga di attuare il suo folle piano, la nostra protagonista, da Milano, vola nel luogo più possessivo, maschilista, romantico e difficile da pronunciare che esista: il Wyoming (un minuto di silenzio per la mia ricerca su Google del suddetto luogo).

Terra di ranch, dove gli uomini ordinano per le donne al ristorante (e può essere anche apprezzabile, se ci si trova in Uzbekistan), ballano gli slow delimitando il territorio manco fossero gatti al Colosseo e dove, udite udite, la tradizione impone di aspettare le donne fuori dalla toilette in segno di protezione. In fondo, ragazze, è risaputo. Si chiama ‘selvaggio West’ anche perché la toilette è un posto davvero poco raccomandabile.
L’incontro tra Maggie e Mitch, cowboy che non si separa mai dal suo Stetson color tabacco, non delude affatto le aspettative. Il loro è un vero e proprio scontro che, in un girotondo di timori pregressi, fraintendimenti e incomprensioni, manderà in fumo le rispettive certezze.
“Qualche secolo fa quelle come te, le bruciavano.”

Mitch, da uomo che non deve chiedere mai, felice della sua vita da single e delle sue avventure senza futuro, resta involontariamente affascinato da questa ‘svitata’ dai capelli rossi.
Maggie, dal canto suo, vede lentamente il suo sogno di maternità senza amore infrangersi.

“Forse era meglio lasciare tutto. Dimenticarsi del suo folle piano e tornare alla vita di sempre. Scrivere degli amori degli altri, dei figli degli altri.”

Perché Maggie, in fondo, quella vita descritta nei suoi romanzi la desidera davvero. Quel che la trattiene è semplicemente il timore più antico e improduttivo del mondo: quello di soffrire.
Maggie e Mitch devono anche fare i conti con un involontario antagonista maschile: Craig Haas, scrittore di successo ormai trasferitosi in città con vecchi conti in sospeso con il cowboy. Maggie vedrà in lui, inizialmente, il perfetto candidato a padre senza legami futuri. Intorno, una serie di personaggi perfettamente caratterizzati come Edda di Edda’s, tipico luogo di ritrovo di Hope.

“Lui non è l’uomo per te. E’ uno che pensa solo a se stesso. Non è cattivo, ma è inaffidabile. E lasciatelo dire da una che ci è passata: un tipo così può fare molto male a una donna.” 

Donne: sia messo subito agli atti. Ogni ragazza ha diritto ad una Edda nella sua vita. Una che, con voce alla Dolly Parton e capello cotonato, ci dica senza il minimo dubbio che quello non è l’uomo giusto per noi, con tanto di grafico a confermare la validità scientifica della suddetta tesi.

Quel che più apprezzo di Viviana Giorgi, autrice che ho imparato a conoscere con ‘Bang bang: tutta colpa di un gatto rosso’ (su Nick e Nora, protagonisti di questo primo romanzo contemporaneo, c’è un accenno anche qui), è il fatto che conosce perfettamente i tempi della commedia.
Viviana è padrona dei dialoghi -il suo punto di forza- grazie ai quali riesce a tratteggiare vere e proprie figure cinematografiche. In ‘Tutta colpa di un cowboy’ l’uso della terza persona è una scelta precisa e ragionata. La Giorgi è una delle poche autrici italiane che, grazie a una forma di ironia tipica delle commedie americane, riesce a condurre il lettore all’interno del romanzo legandolo alla storia grazie alla verosimiglianza e a continui riferimenti cinematografici e musicali.
Così tanto da riuscire a sentire Make you feel my love di Bob Dylan tra le righe.





Viviana Giorgi (aka Georgette Grig, lo pseudonimo con cui scrive romanzi storici) vive a Milano, dove lavora come giornalista free lance da molti anni, soprattutto nel campo dello spettacolo. Da qualche anno si è imbattuta nel romance ed è stato amore a prima vista. Dalla lettura alla scrittura il passo è stato molto breve, forse troppo. Bang Bang, Tutta colpa di un gatto rosso è il suo primo romanzo contemporaneo, dove si parla molto di romance e si vive come in un romance, ma in chiave decisamente ironica. A questo sono seguiti, tutti editi da Emma Books: Un cuore nella bufera, un romanticissimo racconto natalizio all’insegna dell’amore, ma anche della passione, Alta marea a Cape Love, ambientato tra le scogliere e i fari del Maine, Un amore di fine secolo e, appena pubblicato, Un amore di inizio secolo. La traversata.
Per Emma Books ha inoltre pubblicato il racconto Prime Impressioni che apre l'antologia dedicata al bicentenario di "Orgoglio e Pregiudizio", Amore, Orgoglio e Pregiudizio.

4 commenti:

  1. Grazie Cosmo Girls, una sorpresa graditissima questa recensione di Francy M. Una recensione bellissima e molto precisa. Cara Francy, hai colto esattamente dove io ho cercato di seminare. Grazie.
    Questo è uno dei miei romanzi a cui sono più affezionata, quindi ho una ragione di per essere felice.
    Un abbraccio, care Cosmo Girls.
    A presto
    Viviana

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  2. Grazie Viviana, è stato un vero piacere leggerti, Le tue parole mi riempiono di gioia. Non è stato difficile coglierne il senso, nel tuo caso.
    Francesca

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  3. Non intendevo cogliere il senso, Francesca. Scrivo cose semplici e ne sono ben consapevole. Il 'senso' dei miei romanzi è solo quello di divertire chi legge (quando ci riesco): Mi riferivo semmai a certe suggestioni di cultura popolare, che vengono dal cinema e dalla musica, che tu hai sottolineato benissimo. Non intendevo altro. Grazie ancora per la tua recensione e soprattutto per avermi dedicato il tuo tempo leggendo il mio romanzo.
    Viviana

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    1. Viv, mi riferivo proprio ai riferimenti musicali e cinematografici con quella frase; perdonami, ma temo di essere stata frettolosa nel ringraziarti. Come ho già detto riesci, con estrema facilità, a portare il lettore all'interno della storia, proprio grazie a questi. Ed è un pregio piuttosto raro per un autore, che ho apprezzato molto. Questo è il motivo principale per cui leggerti è stato un vero piacere. :D
      Francesca

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