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mercoledì 13 dicembre 2017

CUORE DI NEVE. Le cronache del Ragnarök di Debora Mayfair


Bianca sta finalmente ritrovando il suo equilibrio. Ha chiuso la relazione affettiva con Teo, ma non il suo rapporto con l’uomo, disposto a tutto, anche a mettere a repentaglio la sua vita, per proteggerla. Lui è il suo Cacciatore, lei una Regina degli Spiriti: il legame che li unisce è saldo come l’acciaio. O almeno è quello che credono entrambi. Il ritorno del primo amore di Bianca, Hallbjörn, dall’Islanda, metterà infatti a dura prova non soltanto il rapporto tra lei e Teo, ma anche la salute psichica della ragazza, messa sempre più in crisi dalle frequenti lacune nella sua memoria.
Enormi falle nei suoi ricordi le impediscono di rammentare fino in fondo chi lei sia e quale sia il suo ruolo.
Quello che infatti Bianca non immagina è che gli ingranaggi del Ragnarök, creati da lei stessa in un tempo dimenticato, stanno iniziando a muoversi e incastrarsi a ogni suo passo.
Il destino dell’universo è appeso a un filo e alla sua capacità o meno di ricordare…
Bianca è una giovane donna dal carattere brioso, ma non è come tutte le altre… La sua vita è strettamente connessa alle leggende che popolano la mitologia norrena. Lei è una Regina degli Spiriti che può plasmare a suo piacimento la volontà di chiunque incontri sul suo cammino ed è al corrente del passato altrui semplicemente osservandone il riflesso allo specchio. 


Mi hanno spiegato che non sono una ragazza comune, ma una Regina degli Spiriti [...] comporta la capacità di piegare gli spiriti al mio volere… [...] I miei genitori, coloro che mi hanno amata e cresciuta per tutta una vita, mi hanno rivelato di essere una Regina della Verità e il portatore dello spirito di Freki, uno dei lupi di Odino. 
Due sono gli uomini che hanno avuto un ruolo preponderante nella sua vita sentimentale: Hallbjörn, eccentrico e vivace islandese - la cui storia sono certa vi ammalierà non poco, com’è successo a me - e Teo\Matthew tanto apparentemente algido quanto passionale e possessivo. Ma il legame che unisce queste tre figure va aldilà di una semplice relazione e scivola nel mito: Teo, infatti, è un Cacciatore e il suo unico scopo è mettere al primo posto la salvaguardia della Regina dai mille pericoli che aspettano il momento opportuno per fare la loro comparsa, primi fra tutti gli Incubi… Entità che tramano nell’ombra e, poco per volta, carpiscono i ricordi di Bianca, lasciandola sempre più confusa e disorientata.
E come se non bastasse, il Ragnarök è sempre più prossimo e fenomeni fuori dal loro controllo stanno per scatenarsi in tutta la loro ineluttabile potenza e catastroficità.

Un lupo dal manto gelido mi insegue, il tintinnio dei ghiaccioli sul suo dorso quasi riesce a coprire il ritornello che rimbomba nella mia testa ripetendosi all’infinito: prima verrà l’inverno che ricoprirà la terra col suo  gelo, poi la luna sarà divorata da Hati, il pieno di odio. 
Il Ragnarök si avvicina.


Il genere che “Cuore di neve” abbraccia è lo urban fantasy romance, in questo primo volume l’aspetto fantasy non è preponderante, ma comunque c’è e si avverte; il lato romance è gestito bene, non si sfocia in dozzinali cliché o scene al limite del diabete, il triangolo amoroso che si viene a creare ha un nonsoché di trascendentale che esula da un sobrio legame sentimentale, ma vira sulla crescita emotiva di tutti e tre e dà ampio spazio alla presa di coscienza del loro lato “mitico”. 

Lo stile di scrittura è spontaneo e frizzantino, caratterizzato da una scorrevolezza senza pari nonostante i diversi flashback e cambi di prospettiva. Ho molto apprezzato la scelta di far muovere i personaggi in Italia (anche se solo in parte, poi ci si sposta nella Ville Lumière, la mia amatissima Parigi) respirando quasi un sentore di casa; tuttavia non si dà molta rilevanza alla location in sé, l'attenzione si concentra maggiormente sull’interiorità degli attori del libro. Gradevole l’idea di inserire citazioni ad apertura dei capitoli e stralci estrapolati dal diario segreto della nostra protagonista, un escamotage pittoresco per renderci ulteriormente partecipi delle sue avventure. La caratterizzazione dei personaggi è efficace, ci scontriamo subito con la caoticità della vita di Bianca segnata dai suoi continui vuoti di memoria che la avvicinano al mondo mitizzato; mentre Teo emerge per la sua sicurezza, sa ciò che vuole e come ottenerlo, invece, Björn spicca per la visione ottimistica che ha del mondo anche se nasconde una sua fragilità… Ma il ventaglio dei personaggi non finisce qui è ampio e variegato, anche quelli secondari vi conquisteranno come, ad esempio, Margot dal passato tormentato o Ètienne equilibrato e sensibile. Insomma c’è un susseguirsi di eventi, ma non  ne va a discapito dell’analisi interiore dei personaggi che risultano maggiormente credibili e spingono il lettore alla riflessione.
La musica gioca un ruolo importante all’interno del romanzo, vi sono infatti numerosi riferimenti a canzoni più o meno conosciute che, per chi ama ascoltare musica durante la lettura, vi terranno compagnia. 
Girata l’ultima pagina ho provato quasi una malinconica sensazione di nostalgia, sentivo già la mancanza di tutti i personaggi che non vedo l’ora di ritrovare nel secondo volume di questa trilogia che mi auguro veda al più presto la luce.

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