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lunedì 19 giugno 2017

IL GIARDINO DELLE FARFALLE di Dot Hutchison



Vicino a una villa isolata c’è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un’ombra gentile e... una collezione di preziose “farfalle”: giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a dei veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c’è il Giardiniere, un uomo contorto, ossessionato dalla cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, una delle sopravvissute viene portata via per essere interrogata. Gli agenti dell’FBI Victor Hanoverian e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera. La ragazza, che si fa chiamare Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all’ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nella deposizione della giovane donna, che ha delle ali di farfalla tatuate sulla schiena, non mancano buchi e reticenze... Più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere...
Ciao Cosmo, come avrete intuito oggi vi parlerò non di un romance ma di un thriller, "Il giardino delle farfalle" di Dot Hutchison, primo libro di una trilogia con protagonisti gli stessi agenti dell'FBI che affronteranno questo caso.
Non so se e quando verrà pubblicato il secondo libro, uscito a  Maggio con il titolo  "The roses of May", ma spero verrà pubblicato anche in Italia, perché q
uesta volta lo slogan UN GRANDE THRILLER aveva proprio ragione!


Solitamente la prima cosa a cui pensiamo quando parliamo o vediamo una farfalla sono i suoi colori, la sua leggerezza, la sua capacità di volare ma difficilmente pensiamo, o forse ci arriviamo dopo, a quanto queste siano fragili o a quanto la loro vita sia breve.

    "Le creature bellissime hanno vita breve." 


Fin da piccola Maya ha sempre avuto una vita difficile, sballottata da una casa all'altra per via dei genitori che non si curavano di lei e circondata da gente poco raccomandabile, ma nonostante questo è sempre stata una bambina con la testa sulle spalle che ha saputo prendersi cura di se stessa da sola.



Ecco perchè, dopo aver vissuto per anni nella casa di sua nonna, quando quest'ultima viene a mancare, decide di partire per crearsi una nuova vita, questo viaggio la porterà a New York.

A New York, trova un lavoro come cameriera, una casa in cui vivere e delle coinquiline che finalmente può ritenere essere la sua famiglia.

Nonostante il passato vissuto, Maya sembra aver finalmente trovato pace e stabilità, fin quando non si risveglia in una stanza che non è quella della casa in cui vive, fin quando non capisce di essere stata rapita. . .

Maya non è l'unica ragazza a trovarsi in quel posto, al suo risveglio infatti trova accanto a lei un'altra ragazza bellissima, che si presenta con il nome di Lyonette.
Queste sono solo le prime informazioni che gli agenti dell’FBI, Victor Hanoverian e Brandon Eddison, hanno appreso durante l'interrogatorio di Maya, unica ragazza in grado di poter dare informazioni valide sul caso, dopo il loro ritrovamento.
I due agenti verranno a conoscenza di fatti molto inquietanti e che potranno aiutarli ad indenftificare il resto delle ragazza.
Maya racconterà loro del rito d'iniziazione che tutte le ragazze devono subire per entrare a far parte del Giardino.
Il Giardiniere, colui che rapisce le ragazze e che si occupa di loro, come prima cosa è solito marchiare le ragazze con un tatuaggio che rappresenta ali di farfalla, in modo da far diventare loro stesse le sue farfalle.
Ogni ragazza ha un tatuaggio diverso a seconda della varietà di farfalla che viene scelta per lei.

«Perché ci marchi?»
«Perché un giardino deve avere le sue farfalle».

A seguire assegna loro un nuovo nome, come nel caso di Maya, da quel momento non dovranno più far riferimento al loro passato, e infine abuserà di loro come e quando vuole, perchè da quel momento sono una sua proprietà.

E questo è quello che il Giardiniere ha fatto per 30 anni senza che nessuno sospettasse di lui, nemmeno sua moglie o i suoi due figli, Avery e Desmond.

Tra i due ci sono molte differenze, Avery era a conoscenza del Giardino e ne usufruiva come e quando voleva.

Se possibile, lui era ancora più malato del padre, tanto da possedere all'interno del Giardino una stanza tutta sua, una stanza delle torture.

Il fratello minore Desmond, invece, non sapeva nulla fin quando una notte non riuscì ad entrare nel Giardino e da lì tutto cambiò.
Non un cambiamento drastico ma, giorno dopo giorno, qualcosa iniziò a cambiare, soprattutto tra lui e Maya.

Tra i due infatti si venne a creare un legame,un legame che consisteva anche nello stare insieme in silenzio,  alle volte il silenzio vale più delle parole, è per questo che continuarono per mesi a conoscersi sempre più a fondo.

"Non ero certa che Desmond fosse la speranza, ma era la cosa che più vi assomigliava."


Ovviamente il Giardino per Desmond aveva un significato del tutto diverso dalla realtà, secondo lui il padre e il fratello, aiutavano queste ragazze.

Povere ragazze prese dalla strada a cui venivano dati cibo e un tetto sulla testa, sarebbe stato bello se fosse quello il vero scopo, ma purtroppo non era così.

Dopo mesi passati nel Giardino, la verità viene sbattuta in faccia a Desmond, in un modo del tutto inaspettato.

Per lui sarà impossibile continuare così, i sensi di colpa lo divoreranno e l'unica cosa da fare sarà prendere una scelta: 
tradire la sua famiglia o salvare la vita a decine di farfalle?

"Le vere farfalle potevano volare via, irraggiungibili.
Le Farfalle del Giardiniere potevano solo cadere,
e anche quello solo di rado."



Lasciatemi dire che questo libro mi ha sorpresa un sacco, ne avevo sentito parlare bene e anche le recensioni erano positive ma leggerlo è stata un'altra cosa.

La trama e l'idea di base del libro sono davvero originali, per certi versi mi ha ricordato i vecchi film thriller, quelli su un assassino seriale che la polizia cerca da anni, solo che qui nessuno sa dell'esistenza del Giardiniere, quindi nessuno cerca davvero queste ragazze.

Altra cosa che mi ha colpito è stato lo stile di scrittura dell'autrice, dettagliato e coinvolgente, l'alternarsi di momenti presenti, l'interrogatorio tra Maya e gli agenti, e il raccontare delle vicende vissute nel Giardino ha reso il tutto più vero.

I luoghi sono riuscita ad immaginarli alla perfezione, mi sentivo davvero in quelle stanze, in quel Giardino.

Le pratiche del Giardiniere sono descritte in modo eccellente tanto da farmi provare le emozioni delle ragazze: il dolore, la sofferenza e la paura nel dover affrontare situazioni macabre e terribili.

Ogni personaggio ha un ruolo, dai protagonisti ai personaggi secondari, nessuno è lasciato al caso.

Maya è una ragazza dal carattere forte, che non si lascia abbattere dalle situazioni spiacevoli che la vita le ha messo davanti.
Riesce ad essere di supporto per tutte le altre ragazze che non riescono a reagire nel suo stesso modo e cerca ogni giorno di trovare un diversivo per loro, per rendere questa prigionia più "leggera".

La figura del Giardiniere, per quanto possa essere crudele tutto quello che ha fatto, mi fa quasi pena.
Non mi spiego il perchè abbia  fare tutto questo a delle ragazze innocenti ma capisco che i figli alle volte seguano alla lettera le orme dei genitori, credo che lui abbia voluto rendere "onore" al padre, che a suo tempo collezionava farfalle, farfalle vere.

I suoi figli sono quanto di più diverso possa esserci, entrambi hanno delle colpe, ma di sicuro Avery è quello con più problemi, pur di rendere orgoglioso il padre e attirare la sua attenzione, compirà un gesto imperdonabile che porterà alla rovina di tutto.
Desmond, invece, è solo un giovane ragazzo insicuro e che non è in grado di prendere le giuste decisioni, ma credo che questa esperienza lo abbia cambiato per sempre.

Infine ci sono le tante ragazze/farfalle rapite, si potrebbe pensare che essendo in tante non abbiano un ruolo importante invece non è così. 
Felicia, Yvonne, Evita, Simone, Hailee sono solo alcune delle ragazze citate nel romanzo ma ognuna di loro ha un dono, chi sa intrecciare i capelli alla perfezione e quindi acconcia le altre ragazze, chi sa fare origami e li regala alle compagne, chi invece crea oggetti con l'argilla e li dona alle ragazze con cui ha stretto amicizia e così via.

Questo è un libro che mi ha tenuta incollata alle pagine, dalla prima all'ultima, senza mai annoiarmi e anche il finale ne è la prova.

Mi è piaciuto così tanto da sperare nella creazione di un film o una serie tv, sarebbe davvero interessante poter ricreare l'ambientazione e l'intera vicenda!

P.s. VOGLIO SUBITO IL SECONDO LIBRO DELLA TRILOGIA *_* 



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