venerdì 30 aprile 2021

Blog Tour Dark Zone: CARHAS ITHIL. L'ira del custode di Annalisa Ghilarducci



Perduto ogni contatto con il messaggero Antinoi e senza alcuna notizia della principessa Valiah, l’attesa promessa sposa, re Themenos di Irkalia salpa con la sua flotta alla volta delle coste del paese alleato di Andhor.
Scoprirà così, sin troppo presto, che i suoi peggiori incubi si stanno inesorabilmente avverando: Maestro Ardarhan, l’antico signore e tiranno della misteriosa città di Carhas Ithil, è risorto dalle ombre del suo esilio millenario e si prepara a riconquistare i suoi domini sull’intero mondo di Terraji.
Nelle viscere di roccia della leggendaria fortezza di Carhas Ithil, una figura spettrale lo attende però per contendergli il trionfo, stringendo tra le mani scheletriche la chiave del destino.
Mentre lo scontro tra sire Vollgarth, Custode veggente di Carhas Ithil, e il suo secondogenito Alyahdir esplode infine inevitabile, Valiah e il suo inseparabile amico, il nano Dworf, si ritroveranno risucchiati nella violenta spirale di una guerra tra antiche razze e spaventosi mostri, generati dalle mani sacrileghe di potenti creature venute da un remoto mondo distrutto.

«Sei stato da tuo padre quando sei tornato, dopo la battaglia di quest’oggi. Si è arrabbiato con te, non è vero?» intervenne Inhail.
Alyahdir lo guardò di traverso. «Mio padre è arrabbiato con me da quando sono nato.»
Il guaritore fremette. «Ha usato il suo potere contro di te...» iniziò a dire, ma subito s’interruppe davanti alla lampo che balenò negli occhi dell’altro.
«Non è per parlare di mio padre che sono venuto fin qui dalla Fortezza!» scattò Alyahdir. Come spaventate dal timbro metallico della sua voce alterata, le fiammelle delle candele vacillarono. Le ombre si agitarono sulle pareti, mentre il viso del giovane mutava d'un tratto espressione divenendo freddo e duro, tanto da farlo apparire quasi il ritratto perfetto di Vollgarth.
Dworf si appiattì ancora di più contro il muro, come volesse sparire tra le pietre e la malta, ma Valiah si mosse verso Alyahdir che si voltò a guardarla con una strana luce negli occhi accigliati. Inhail ebbe un'espressione allarmata e alzò una mano in un gesto di avvertimento. Bearn si mosse agitato sul letto.
Valiah ignorò entrambi. Si avvicinò ad Alyahdir, fino a fermarsi a meno di un passo da lui, e sollevò il capo a fissarlo in volto.
«Che cosa ti ha fatto?» domandò.
Alyahdir aggrottò la fronte ma la sua espressione poco a poco si distese, restituendogli la sua identità. Il bagliore sinistro che gli ardeva negli occhi infine si spense. Scosso da un brivido, il giovane rilassò le spalle e questa volta fu lui ad abbassare la testa di fronte a Valiah.
Nell'ombra del camino, Dworf lasciò ricadere la mano che aveva proteso verso l'attizzatoio senza che nessuno lo vedesse.


Annalisa Ghilarducci nasce in Versilia, dove tutt’oggi vive e lavora. Cresciuta sulle pagine di Jules Verne ed Emilio Salgari, giovanissima comincia a scrivere storie di fantasia con protagonisti i personaggi dei fumetti e cartoni animati che più l’appassionano. Ben presto scopre la fantascienza e in seguito approda al genere fantasy, mentre l’amore per la storia antica e l’archeologia la spinge ad alternare letture fantastiche a romanzi e saggi storici.
Nel 2019 pubblica con Dark Zone il suo primo romanzo, il fantasy classico “Carhas Ithil, la città sul mare”. Nel 2020 esce per Porto Seguro il romanzo storico fantastico “L’ombra di Livia” in cui confluiscono, rivisti e ampliati, i racconti: “Le otto coppe”, inserito nell’antologia “Racconti toscani” (2016), e “Lo stampo della Medusa”, per l’antologia “Racconti a tavola” (2017). Entrambe le antologie edite da Historica Edizioni.

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