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lunedì 26 settembre 2016

BUGIE PERICOLOSE di Becca Fitzpatrick


Stella Gordon non è il suo vero nome. Thunder Basin, in Nebraska, non è la sua vera casa.
Questa non è la sua vera vita... ma dopo aver assistito all’omicidio dello spacciatore di sua mamma, è stata immediatamente inserita nel programma di protezione testimoni.
Stella però non ha nessuna intenzione di vivere lontano dal fidanzato, per di più in un posto dimenticato da Dio e dagli uomini. Risultato: fa di tutto per irritare chi dovrebbe proteggerla e, più in generale, chiunque incontri. Visto che non si tratterrà laggiù un minuto più del necessario, che senso ha farsi degli amici? Il ragionamento fila più o meno liscio, finché non conosce Chet Falconer che è giovane, dannatamente attraente e, più di ogni altra cosa, detesta le bugie.
La vita non è stata clemente con la giovane Estella Goodwin. Dopo la separazione dei genitori, assiste impotente alla disfatta della madre. La donna, infatti, abituata a vivere nel lusso, senza altro cui pensare, si ritrova sola con una figlia ed è del tutto incapace di far fronte alla nuova situazione.
Ferita nell’orgoglio, non è in grado di rimboccarsi le maniche, sconfortata e senza idee, invece di preoccuparsi del bene di Estella, cerca di tirarsi su abbandonandosi prima all’alcol e, poi, alla droga.
Estella cresce, giorno dopo giorno, nel degrado assoluto: senza più una guida, si ritrova giovanissima a dover badare a se stessa e ad una madre sempre meno presente. Nonostante le cure, le condizioni della madre non migliorano: la donna non è intenzionata a guarire, non ne ha la forza.
E lo stile di vita che ha intrapreso la conduce, inevitabilmente, alla rovina. Il dramma è dietro l’angolo. Una sera, infatti, Estella torna a casa e si ritrova inconsapevolmente testimone di un omicidio. Con la madre sotto shock assiste impotente all’aggressione del suo ragazzo da parte del boss del cartello. Presa dal panico, non perde la bussola ma, al contrario, denuncia il delinquente e entra a far parte del sistema di protezione testimoni. Di punto in bianco la sua vita cambia completamente, a cominciare dal nome. Estella Goodwin non esiste più e al suo posto nasce Stella Gordon. Estrapolata dalla sua realtà, Stella è costretta a trasferirsi in un altro stato e a intraprendere una nuova esistenza in una piccola cittadina. Viene affidata ad una poliziotta in pensione, per tutto il periodo estivo e la convivenza, all’inizio non parte bene. Stella fa di tutto per rendersi irritante. Vale la pena integrarsi, fare amicizie, quando si sa che alla base di tutto c’è una grossa bugia? Perché sprecare tempo ad integrarsi di nuovo, quando, una volta maggiorenne, sarà in grado di andarsene dove vuole? Tre mesi la dividono dal traguardo e dalla libertà vera. Al diavolo le buone maniere, dunque, e chi vivrà, vedrà.
Stella, però, non è una diciassettenne qualunque: la sua esperienza l’ha fatta crescere e maturare prima del tempo ed è proprio questa sua maturità che, alla lunga, farà la differenza. Stanca di sentirsi inutile, Stella cambia totalmente il suo punto di vista: se deve trascorrere tre mesi in quel buco di paese, preferisce farlo al meglio. Trova un lavoro e conosce il ragazzo più bello, gentile e sexy della zona. Con Chet (questo è il nome), inizia un’amicizia che faticherà a decollare. Troppi sono i problemi da affrontare e soprattutto c’è sempre quel desiderio di tornare indietro.

Avevo un nuovo lavoro. Stavo iniziando a imparare come muovermi.
Avevo Chet.
Appena ho pensato a lui in quei termini, mi sono chiesta perché lo avessi fatto. Certo era simpatico, ma non era una ragione per restare.

È difficile, infatti, staccarsi del tutto dal passato e per quanti progressi faccia, Stella non si sente a suo agio. Il ricordi si riaffacciano inesorabili: le manca l’amica del cuore; ha nostalgia del ragazzo. Tutto le ricorda quanto sia falsa la nuova vita. Stella non è altro che una menzogna vivente, ogni cosa intorno a lei è frutto dell’inganno. Le bugie camminano al suo fianco, scandiscono la giornata, determinano gli incontri. La giovane è stanca di nascondersi, tuttavia, per il suo bene, deve continuare a mentire. Fino a quando?

Ho provato l’impulso di allentare la presa sul manubrio e di sollevare il viso verso il sole. E l’ho seguito: ho aperto le mani cautamente sperimentando la sensazione del vento che mi sfrecciava tra le dita. Mi sentivo aperta a infinite possibilità. Quella strada, quella mattina, quell’estate mi appartenevano. Non avevo nessun altro di cui preoccuparmi. Mia madre non c’era.
Non c’era più il mio problema. Immaginando che ogni pedalata mi portasse più lontano da lei, ho accelerato spingendo come una pazza. Ero libera. Il sorriso mi è salito dalla gola, da dentro, illuminandomi il viso. Ero proprio libera.

Ammetto di essere rimasta piacevolmente colpita dalla storia di Stella. La sua personalità prorompente, il desiderio di combattere le ingiustizie, la fame di giustizia, la rendono un personaggio affascinante e degno di attenzione. Nonostante la giovane età, Stella si dimostra più in gamba di molte donne più mature che popolano i romanzi a noi cari. Sa cosa vuole, sconfigge la paura con la determinazione. Abituata a cavarsela da sola, sa cosa vuol dire prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Pur contraria a cambio di identità, non si chiude dietro al muro della diffidenza. Superato il primo momento di rabbia, infatti, Stella comprende quanto sia importante rimanere se stessi e guardare avanti. Non ha bisogno di nascondersi dietro ad un uomo, non si chiude in casa a piangere sulle proprie disgrazie. Lei reagisce, vive, si adatta, sa che per tre mesi quella sarà la sua vita e vuole viverla fino in fondo. Anche se è tutta una finzione, Stella non dimentica i suoi principi e si dimostra leale anche sotto se ora porta un altro nome.

Ma ciò che più mi turbava e mi feriva era sapere che Chet mi credesse una persona che non ero. Sarebbe stato così anche per il resto della mia vita? Era questo che mi aspettava?

In fondo è semplicemente lei, nulla di più, nulla di meno. L’incontro con Chet non fa altro che portare alla luce la vera Estella, così come la vicinanza con gli altri abitanti della cittadina.

Forse era perché aveva un modo buffo di farmi dimenticare che non volevo essere lì. Dovevo solo stare attenta che la nostra relazione non superasse certi confini.

Notevoli sono tutti i personaggi della storia, sia quelli buoni che quelli cattivi. Chet, per esempio è un ragazzo mite, anche lui segnato dal suo passato che dopo la morte dei genitori, preferisce abbandonare i propri sogni per aiutare il fratello più giovane e scavezzacollo. Anche lui ha un segreto che lo condiziona da sempre. L’incontro con Stella aiuterà entrambi a fidarsi reciprocamente e la loro amicizia crescerà al pari del desiderio di liberarsi la coscienza. Solo così, i due giovani riusciranno ad affrontare i pericoli che li attendono perché si sa, le bugie hanno le gambe corte, e per quanto ci si attenga alle regole, c’è sempre la possibilità di venire rintracciati e scoperti. E quando succede non c’è possibilità di salvezza. Non si scherza con il boss della droga, i due ragazzi se ne accorgeranno presto e nel peggior modo possibile.
Ci troviamo di fronte ad un thriller mozzafiato ben strutturato. La partenza è lenta ma, a mano a mano ci addentriamo nel racconto, la velocità aumenta fino ad un finale al fulmicotone che vi farà letteralmente rabbrividire. Lo stile poi è impeccabile, bello, scorrevole e ricco. Le descrizioni sono precise e la scrittrice ci mostra, attraverso un linguaggio lineare, ogni scenario rendendolo tridimensionale.
Tutto bello, e la presenza di refusi e imprecisioni, seppur a volte insistenti, non inficiano il giudizio finale che rimane più che positivo.
Consigliato!


Becca Fitzpatrick ha una laurea in medicina che ha subito abbandonato per dedicarsi alla narrativa. Quando non è impegnata a scrivere, fa jogging oppure guarda telefilm polizieschi in Tv. Vive in Colorado. Per Freeway ha già pubblicato "Il bacio dell'angelo caduto", "Angeli nell'ombra" e "Sulle ali di un angelo".


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