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giovedì 14 novembre 2019

Release Day: COME UNA TEMPESTA (How to disappear completeley #2) di Elle Eloise



Solo nel silenzio della nostra immobilità distinguo la canzone che proviene dalle casse dell’autoradio: Playground Love degli Air. 
"I’m a high school lover, and you’re my favorite flavor, Love is all, all my soul. You’re my playground love."

Alzo il volume quando attaccano i sassofoni e la osservo attraverso il finestrino con questa colonna sonora: Noemi, ferma di fianco alla pompa di benzina, sta componendo un messaggio con il cellulare. Il vento scompiglia i suoi capelli e li fa volteggiare come tentacoli intorno alla testa. Alla luce del sole sembra che prendano fuoco.

"Yet my hands are shaking / I feel my body remains, themes no matter / I’m on fire / On the playground, love." 

Non credevo fosse la ragazza giusta per questa canzone, eppure devo ammetterlo: lo è. Sembra sia stata scritta sul cemento di un cortile apposta per lei.


Dopo il tragico evento che ha coinvolto le sue amiche Sara e Monica, le giornate di Paolo procedono in totale apatia e distacco, sullo sfondo di una piovosa Torino. La svolta arriva con Noemi, la nuova affittuaria della camera lasciata vuota da Sara, dopo la sua partenza per l’Austria. Svampita runner affetta da diabete mellito di tipo uno, Noemi è dotata di una determinazione senza pari e che poco si concilia con l’inconscio bisogno di Paolo di “salvare” tutte le donne in difficoltà. Dopo Cuore d'inverno, un nuovo romanzo sul senso dell’amore, un invito a cogliere l’attimo per non sprecare neanche un secondo della propria esistenza, perché La vita non è un accumulo di tempo, è l’intensità dei nostri respiri.

“Come una tempesta" è la nuova edizione self publishing, riveduta e corretta, di “Tu che colori la mia ombra”, secondo volume autoconclusivo della serie “How to disappear completely”. 


Nella mia testa ci sono solo rumori assordanti che non riesco a governare, ma mi piace questa confusione, perché sono anni che devo tenere tutto sotto controllo: il livello della glicemia, il mio peso, gli zuccheri che assimilo, i miei sentimenti. Ma ora basta, mi sento fluttuare a cavallo di un’onda, mi lascio trascinare dalla sua corrente.
È pura energia.
È vento.
È sole.
È acqua scrosciante.
È la tempesta che si abbatte su di me.

Appena chiudo gli occhi immagino di essere in quella spiaggia di Tofino, avvolta dalla sabbia e dal vento. Mi sembra quasi di scorgere un ammasso di nubi scure in lontananza, di sentire l’odore di una tempesta in avvicinamento. Vedo la scarica dei fulmini a est, ascolto il rombo dei tuoni. Mentre sono divorata dai suoi baci, apro gli occhi e il sole alto quasi mi acceca. Li serro di nuovo per tornare sotto quella pioggia che ora definisce la silhouette del mio corpo, come se esistessi grazie alla tempesta che è appena cominciata. 

La realtà si dissolve quando sono con lui, ci siamo solo noi due e questo mi basta.



Avverto le sue dita accarezzarmi il petto e poi ridiscendere verso l’addome, fino a raggiungere la cintura. Avvampo. Quando però quelle mani cominciano a sganciare la fibbia, le blocco i polsi.

«Noemi» sussurro nella sua bocca, ancora avida della mia.

Ma è come se non mi sentisse. Mi zittisce con altri baci e continua a sbottonarmi i pantaloni. Io entro nel panico. Perché sono nel panico? Perché sto sudando freddo e non respiro?

«Noemi!» dico più deciso stringendole le braccia e allontanandola.

«Che succede?» Lei mi guarda atterrita. È delusa, lo leggo nei suoi occhi. Io non riesco a darle una spiegazione: non ce l’ho. So solo che mi sembra sbagliato e che non riesco a respirare.

La tolgo da me, mettendomi seduto e riallacciandomi i jeans. Non la guardo per la vergogna che provo.

«Paolo? Cosa ti succede?»

«Cosa succede a me? Cosa succede a te? Non sei capace di trattenerti, cazzo?» sbotto.

Sto scaraventando tutta la colpa su di lei, mentre mi tocco il petto all’altezza del cuore: ho paura possa venirmi un infarto da un momento all’altro. Sento la mia faccia esplodere come un pallone volato troppo in alto. La pelle del volto brucia, mentre uno strano formicolio mi percorre dal palato fino agli occhi.

«N-non vuoi stare con me?» balbetta con voce rotta.

Io mi volto e mi faccio schifo da solo. Ora so che sono lacrime quelle che mi fanno bruciare gli occhi: le ricaccio indietro con uno sforzo notevole, ma ci riesco. Lei invece sembra sull’orlo di una crisi isterica.

«Paolo?»
«Non sei tu…» Sono io. Sono io che non riesco ad andare a letto con una ragazza da più di un anno. Sono io che non riesco più ad avvicinarmi a nessuna. Sono io che sto mandando tutto a puttane per un fantasma.

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