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mercoledì 20 novembre 2019

RICORDAMI CHE SONO FELICE di Daniela Volontè



Isabelle ha sedici anni quando i suoi genitori vengono uccisi. Il mondo crolla, frantumando i suoi sogni, e decide di dedicare la vita alla vendetta. Appena incontra Luca, quella strada che sembrava già tracciata cambia prospettiva e i loro obiettivi entrano in collisione. Nessuno dei due vuole cedere ed entrambi sono disposti a pagare a caro prezzo le proprie scelte.
«Sono già stata fin troppo egoista ed è arrivato il momento di scrivere quel nome in cima all’elenco delle mie priorità. Ho chiuso con il passato e adesso posso pensare al presente… Spero solo che non sia troppo tardi».
«Se n’è andata. Mi ha lasciato per rincorrere il suo unico scopo e si è portata via un pezzo della mia anima. Vorrei inseguirla e convincerla a tornare, ma non è la vita che vuole… finirebbe per odiarmi e posso sopportare tutto, tranne questo».
Riusciranno a ricordare cosa sia la felicità?

Isabelle ha sedici anni, conduce una vita agiata a Lione insieme ai suoi genitori. Il giorno del suo compleanno vorrebbe a tutti i costi passarlo con gli amici, ma i sedici anni arrivano una volta sola e per i suoi genitori è importante festeggiare insieme, con gli amici si può organizzare in un secondo momento. Decide di soddisfare la richiesta, ma a metà cena finge un malore e con la scusa torna a casa, invitando il padre e la madre ad approfittare di quella cena per passare un po’ di tempo insieme. I festeggiamenti finiscono con gli amici di sempre e lei riesce a tornare a casa in tempo. Il giorno dopo il campanello alla porta suona in maniera insistente, nessuno sembra essere intenzionato ad andare ad aprire, e quando decide di lasciare la comodità del proprio letto, si troverà davanti la più atroce delle notizie: i suoi genitori sono morti in un attentato. Isabelle si ritrova a dover vivere con la nonna e ha deciso quale sarà il suo obiettivo nell’imminente futuro: soddisfare la sua sete di vendetta. Isabelle cresce, si iscrive alla scuola di polizia, diventa la migliore del suo corso con l’intento di riuscire a entrare nella dcsa, la squadra che si occupa delle operazioni sotto copertura. Il questore di Milano e pseudo papà di Isabelle, Roberto Bressan, cerca di opporsi con tutte le sue forze a quello che sembra essere un vero e proprio suicidio, ma la ragazza è determinata a perseguire il suo obiettivo fino alla fine. Solo lo scontro incontro con Luca Corsi sembra far vacillare la sua volontà. Entrambi sono molto ambiziosi e puntano a seguire la propria strada con caparbietà ed entrambi si troveranno a dover pagare a caro prezzo le proprie scelte.
Quando si smette di inseguire la propria felicità per i propri obiettivi?

Il domani non mi appare come un infinito buco nero, forse perché stranamente adesso non mi sento sola. Percepisco un legame… sono a casa.
È questa la felicità?

Daniela Volonté continua a essere una sorpresa e soprattutto una certezza nel mondo
dell’editoria. I suoi romanzi non sono mai banali né tanto meno scontati; quando sei sicuro che la trama evolverà in una determinata maniera, lei ti sorprende con un clamoroso colpo di scena. Impossibile non entrare in empatia con i suoi personaggi, trattenere il respiro per la vita che Isabelle rischia ogni volta, e per la sofferenza che Luca prova nel non riuscire ad avere mai sue notizie. In questo romanzo non troveremo un uomo alpha che cercherà di conquistare la sua bella, perché Luca è diverso dagli altri “uomini di carta” che ci capita di incontrare. Lui è semplicemente se stesso,  trasparente al 100%, non nega i suoi timori ma allo stesso tempo non permetterà che le sue paure possano condizionare le scelte di Isabelle. Sono entrambi molto forti, testardi, caparbi, perseguono con una sorprendente determinazione i propri obiettivi, ma sono anche pronti a fare di tutto per essere felici e per inseguire quello stato di benessere a lungo cercato.

Se mia madre fosse viva le chiederei scusa perché aveva ragione lei: i colpi di filmine esistono e io credo di essermi innamorata di Luca fin dalla prima volta che ci siamo “scontrati”.

Ho apprezzato la narrazione a pov alterni, dove riusciamo a scorgere più da vicino pensieri e sensazioni di entrambi i protagonisti in un continuo alternarsi tra passato e presente. È stato bello poter vedere l’evoluzione del loro rapporto, ma allo stesso tempo assistere alla nascita di un amore così genuino e ai loro improvvisi colpi di testa. Le descrizioni sono sempre ben curate e dettagliate, come le stesse operazioni di polizia, e i dialoghi per nulla banali.
«L’amore non è una formula matematica, non è un bilancio dove il dare deve pareggiare con l’avere. È istinto e irrazionalità. E c’è soltanto una bussola che può indicarti la via giusta».
«E sarebbe?»
«Il cuore».

Non posso fare altro che ringraziare l’autrice per aver dato nuova vita alla storia di Luca e Isabelle, per aver creato un personaggio femminile forte e di carattere, e per averci dato la possibilità di scorgere le debolezze dell’animo umano, non solo femminile ma anche di quello maschile. Consiglio questo romanzo a chi ha voglia di un po’ di suspense che ben si coniuga al romance, creando una storia che parla della vita di tutti i giorni di chi si mette a disposizione del prossimo, e che ci fa capire che la felicità non è solo uno stato d’animo, ma tanti piccoli momenti da condividere con le persone a noi più care. La vita ci metterà davanti a tante prove, sta a noi decidere come e con chi affrontarle, senza farsi prendere dallo sconforto, ma cercando la mano della persona accanto a noi per inseguire un obiettivo comune: la felicità.



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