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lunedì 18 maggio 2015

Dimmi che credi al destino di Luca Bianchini


Ornella ama i cieli di Londra, il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George, un anziano signore che ascolta le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo, e che non riesce a dimenticare. A cinquantacinque anni, Ornella si considera una campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola. Per fortuna può contare su Bernard, il suo vicino di casa, che la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa L'ultima batosta, però, è difficile da accettare. La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead – dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russell e Crowe – rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere. Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare, e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese – inimitabile compagna di scorribande – che arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l'Italian Bookshop. La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part-time, ha il cuore infranto e le chiama guagliuncelle. Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti. Tra humour inglese e una malinconia tutta italiana, Dimmi che credi al destino è una storia commovente di rinascita e speranza. Ambientato in una Londra dove il cielo cambia sempre colore e l'amore brucia a fuoco lento, Luca Bianchini racconta con il suo stile inconfondibile una storia che non avresti mai pensato di ascoltare, e che assomiglia terribilmente alla vita.


Vi è mai capitato di cercare la trama di un libro e imbattervi in più recensioni? Beh, è quello che mi è successo con questo libro, e pensare che è uscito solo da una settimana!!!
Poi si sa che la curiosità è donna, e così mi sono ritrovata ad aprire i vari link che internet mi suggeriva...mi dispiace aver letto solo pareri negativi perché dal mio punto di vista la storia funziona. Partiamo dal presupposto che di questo autore è il primo libro che leggo, anche se il suo esordio ha avuto inizio con Io che amo solo te (prometto che lo leggerò..non so quando, ma lo farò), e quindi non avevo grosse aspettative; ammetto di non averle mai, anche quando si tratta dei miei scrittori preferiti.
Ma basta con le premesse, partiamo subito con la storia.

Il racconto gira intorno a Ornella, italiana che vive a Londra, che non si è ancora abituata alla tradizione del tè ma resta ancorata alla sua bevanda preferita, il caffè. È la responsabile dell'Italian Bookshop, l'unica libreria in tutta Londra che vende libri sia in lingua inglese che in lingua italiana. È legata a quel posto che è riuscita a salvarla da uno dei periodi neri della sua esistenza, e ora è in pericolo: secondo il proprietario le vendite sono scarse e non si possono tenere aperte attività che non portano soldi. Ornella ha due mesi di tempo per ribaltare la situazione.


Andava in confusione solo per le cose cui teneva davvero, e la libreria era al primo posto. Quello era il suo salotto, la sua camera, il suo prato sotto l'albero una notte d'estate.

Attorno alla nostra protagonista ruotano tante altre persone che a loro modo cercano di starle vicino, consigliarle su come affrontare al meglio questo imprevisto, la vedono cadere e la aiutano a rialzarsi: dal barbiere Diego, il cui negozio si trova di fronte alla libreria, al simpatico vecchietto con cui Ornella condivide tutti i giorni la stessa panchina al parco, Mr. George, al suo silenzioso e discreto vicino Bernard. Ma a salvarla realmente da tutta questa situazione sarà la persona con la quale ha condiviso parte del suo passato, La Patti.



Non c'è una scadenza nella vita, finché hai le forze!

Ora potrei stare qua a raccontarvi parte della storia, ma credetemi, sarebbe veramente difficile stimolarvi alla lettura senza alla fine svelarvi tutto. Quindi per una volta preferisco cambiare strategia e scrivere questa recensione sulle sensazioni che questo libro mi ha suscitato. Ornella è un personaggio forte e debole allo stesso tempo, non si arrende ma lotta per le cose che ama, come in questo caso la sua libreria, che considera qualcosa di più di un semplice posto di lavoro. Fatto ancora più curioso, non ci sono protagonisti adolescenti in preda agli ormoni, ma persone adulte, più vicine agli “anta”: aprite bene le orecchie perché Ornella ha la bellezza di cinquantacinque anni!!! Non è una vecchia testarda che pensa di essere perfetta e di saper risolvere le cose da sola, tutt'altro, si fida e si affida alle persone che le stanno vicine. E se La Patti vede in Diego, l'ex ragioniere e attuale barbiere, colui che riuscirebbe ad attirare i clienti, allora bisogna prenderla alla lettera, perché nonostante lui abbia il fascino del guerriero partenopeo (ed è un gay non ancora dichiarato), ha veramente tante belle idee che forse potrebbero risollevare le sorti della libreria. Eppure si sa che non ci si libera mai del proprio passato, così che alle cattive notizie se ne aggiungono altre ancora peggiori, come un rientro in Italia last minute.


Quando cambi radicalmente vita, hai due possibilità: o rimuovi il passato, e il “prima” lo cancelli con tutte le tue forze fino a convincerti che non sia ma esistito, oppure fingi di non ricordarlo, ma ogni tanto, quando meno te lo aspetti, riappare.

Spesso si tratta di un passato che si vorrebbe dimenticare, e capisco che non sia semplice parlare di tossicodipendenza. Si tratta di un argomento difficile da trattare: il tunnel della droga, i centri di disintossicazione e i tentativi per non caderci nuovamente. Come dicevo prima, Ornella è forte e debole allo stesso tempo: forte perché ha trovato il coraggio di uscire pulita alla fine di questo percorso, e debole perché per non ricascarci si è allontanata da tutto e tutti, lasciando gli affetti in Italia e non solo, anche il marito tossicodipendente che non aveva alcuna voglia di curarsi.

Alcuni amori sono capaci di restarti nel cuore anche quando sanno solo farti male.

Ornella è considerata la protagonista principale, ma è bello vedere come lo scrittore sia riuscito a mettere in evidenza tutti i personaggi coinvolti nel racconto facendoli interagire tra loro, portandoci così nelle strade di una Londra un po' familiare per la maggior parte degli italiani che cercano proprio là il loro posto nel mondo.
È una storia che parla di amicizie, amori, paure, coraggio, forza di farcela, ma anche di paura di vanificare i sacrifici fatti, di mali che ti consumano interiormente, pensieri che ti rabbuiano la giornata, paura di non riuscire a ritrovare te stessa. Così come i sogni si realizzano se realmente ci crediamo, penso che il destino è quello che riusciamo a crearci noi con i fallimenti e i successi nella vita di tutti i giorni, ma se vogliamo dirla con le parole dello scrittore “il destino è quella porta socchiusa da cui ogni tanto puoi sbirciare. E allora capisci che nulla avviene per caso e che tutto ha un senso, anche quando sembra non averlo”. Fate sì che voi siate il vostro destino.





Luca Bianchini è nato a Torino l'11 febbraio 1970 e crede nel destino.
Per Mondadori ha pubblicato i romanzi Instant Love (2003), Ti seguo ogni notte (2004), Se domani farà bel tempo (2007) e Siamo solo amici (2010). Nel 2005 ha scritto la biografia di Eros Ramazzotti Eros- Lo giuro. Nel 2013 ha pubblicato con grande successo le storie pugliesi di Io che amo solo te e La cena di Natale.
Io che amo solo te sarà presto un film.
Ha condotto per anni “Colazione da Tiffany” su Radio2 e collabora con “la Repubblica” e “Vanity Fair”, per cui tiene il blog “Pop Up”.

Facebook: Luca Bianchini
Instagram: bianchiniofficial
Twitter: @luca_bianchini
Email: dimmichecredialdestino@gmail.com


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