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giovedì 22 dicembre 2016

DI TE - ROMAN di Malia Delrai



Carnefice o salvatore? Selene non si capacita ancora di ciò che le sta accadendo. Nuda e indifesa, si trova senza volerlo in una stanza d'albergo, attorno a lei solo potenziali compratori. Uno tra questi la osserva con attenzione e le parla in tono pacato. La colpisce la bellezza dell'uomo, ma anche la pericolosità che emana il suo fascino: le dice di volerla, a patto che lei diventi sua. Selene non ha altra scelta, viene comprata dallo sconosciuto ed è costretta a seguirlo in una villa. L'attrazione che prova per lui va oltre ogni legge morale, non riesce, infatti, a resistergli e cade nelle spire del piacere per la prima volta nella sua vita. Roman le insegna a fare l'amore e non ammette un rifiuto. Roman la guarda e la fa sentire donna. Roman la possiede e le dona ciò di cui ha bisogno. Selene ha paura, paura di innamorarsi, paura di lasciarsi andare davvero a un mafioso russo che sembra privo di qualsiasi scrupolo. La trilogia di successo Piacere russo, riproposta in un unico volume: Potrei morire di te, Vorrei vivere di te, Tutto di te. Perché l'amore supera qualsiasi limite e confine tra giusto e sbagliato, bene e male.
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Lui è un mafioso russo, un uomo senza valori, un capo privo di morale. Non esistono mezze misure in un'esistenza fatta di eccessi, il suo unico punto fermo sono i Lupi di Tambov, gruppo criminale di San Pietroburgo. Quando i suoi occhi incrociano quelli di una ragazza indifesa, venduta da trafficanti, decide d'impulso di comprarla e di farla sua. Ma nella vita di Roman Aleksandrovic Nevskij non c'è posto per l'amore, perché è un sentimento che non conosce e non saprebbe come gestire. Il passato torna a galla e lo ferisce con la lama di ricordi terribilmente vivi. Lei lo guarda come se si aspettasse da lui qualcosa di più, lo fa sentire nudo e sguarnito, nonostante sia uno degli uomini più potenti di tutta la Russia, e lo ama come non è mai stato amato, perdonandogli ciò che nessun essere umano potrebbe riuscire a perdonare. La trilogia Piacere russo dal punto di vista di Roman, riproposta in un unico volume: Roman, Alex e Nevskij. Perché l'amore riesce ad annullare qualsiasi peccato, anche quando pesa come un macigno sul cuore di un uomo.
Ho deciso di recensire insieme le due trilogie poiché esse raccontano la stessa storia da punti di vista diversi: DI TE rispecchia quello di Selene, ROMAN, quello del protagonista maschile. La vicenda è presto detta.

Selene è una ventenne italiana studentessa universitaria cui il destino ha riservato uno scherzo davvero terribile. Convinta di poter aiutare il padre, si ritrova coinvolta in un gioco pericoloso, più grande di lei. Il suo incubo inizia quando, nuda e sola, si risveglia in una stanza affollata da uomini senza scrupoli, pronti a gettarsi su di lei come lupi su un agnello. I loro propositi sono fin troppo chiari e Selene sa di non avere scampo, lo capisce dalle espressioni fameliche e dagli occhi furenti che sente addosso. Tra questi individua lo sguardo più gelido, quello di un uomo affascinante e terribile al tempo stesso, il capo branco, lasciatemelo dire, il lupo di Tambov, l’uomo più potente della mafia russa, Roman Aleksandrovic Nevskij. Ed è a lui che la ragazza rivolge la sua tacita richiesta d’aiuto. Il potente Roman, affascinato dalla sua bellezza, dal fatto che è italiana e dal suo nome, accorre in suo soccorso ma non come vorrebbe lei. Il boss, infatti, la riscatta comprandola a caro prezzo. Selene diventa così una sua proprietà, ma se pensate che questo terrorizzi la ragazza, siete fuori strada. Di paura ne ha, è chiaro, però grazie al suo carattere tenace e all’indole ribelle, riesce a tener testa al suo aguzzino, anche se non a lungo. È difficile, infatti, resistere al fascino prorompente di Roman il quale, oltre a essere bello e ricco oltre ogni dire, trasuda potere e pericolo da ogni poro. Selene, pur comprendendo l’errore, non riesce a dire di no. Ci vuole poco per farla cadere tra le braccia di un uomo che sa come prenderla. L’attrazione è reciproca e il fuoco dei sensi divampa senza argini ogni volta che i due si ritrovano insieme. Selene comunque non dimentica di essere stata rapita e venduta come schiava del sesso, non comprende le ragioni che hanno determinato il suo stato, ma è ben intenzionata a scoprirle.

Roman è tipo complesso, dalla doppia facciata: quella legale
«… nella vita normale sono un politico e un banchiere. Detengo le principali azioni della banca nazionale russa.»
e l’atra illegale.
«Sono a capo di un’organizzazione di S. Pietroburgo che ha rami potenti in tutto il mondo. Si chiamano i Lupi di Tambov.»
Abituato pertanto a comandare e ad avere sempre l’ultima parola, non ammette insubordinazioni. È spietato con tutti, siano essi nemici o affiliati, non si perde in chiacchiere ma ricorre alla violenza ogniqualvolta abbia bisogno di ristabilire l’ordine. Tuttavia di fronte all’ingenua e alternante opposizione della ragazza, egli non sa come reagire. Se da un lato, infatti, basterebbe poco per piegarla al suo volere, dall’altro, le riconosce una forza che quasi lo spaventa. La desidera oltre ogni dire, vorrebbe renderla sua schiava a tutti gli effetti, invece è lui a rimanere folgorato dalla spontaneità, la dolcezza e la bellezza di quella piccola italiana. Così le sue reazioni sono a dir poco contraddittorie: non vede l’ora di possederla e di perdersi in lei, di ridurla all’obbedienza. Ma una volta appagata la lussuria, Roman prende le distanze e ritorna a comportarsi da bastardo qual è.
«Fallo» digrignò tra i denti. Non era il maschio calmo e affascinante che aveva incontrato in una camera d’albergo. L’aveva sedotta con maniere eleganti e compite, invitandola ad avvicinarsi, facendole desiderare di toccarlo, irretendola. Ora invece Selene voleva scappare: dalla stanza, da Sé, dal mondo stesso. Da quell’amore disarmante.

«Selene non farmi arrabbiare» lo avvertì. «Fa’ quello che ti dico se non vuoi farti male».



Selene è combattuta e il sentimento che sente crescere in lei è abbastanza forte per sopportare e giustificare le azioni disperate di Roman. La ragazza non può dimenticare di essere sua prigioniera, (Roman infatti la tiene segregata nella sua villa lussuosa), e, sebbene non sia sola in casa, desidera comunque tornare dalla sua famiglia. Così, alla prima occasione e senza tentennamenti, accetta l’aiuto di Tatia, l’eterna fidanzata di Roman, e parte alla volta dell’Italia.

Ma non è semplice sfuggire al lupo di Tambov; il loro legame è diventato troppo stretto e importante per poterlo recidere con facilità e senza conseguenze: Roman, infatti, la segue e la rapisce di nuovo. Selene non ha via di scampo, e dopo una rocambolesca avventura italiana in cui scopre finalmente chi ha ordito il piano del suo rapimento, si accorge di non poter fare a meno del suo russo. Entrambi non possono più sfuggire alla passione e ai sentimenti che li uniscono. Tra i due è lei la prima a riconoscere l’importanza della loro unione, accetta in toto il mondo di Roman, ed è disposta anche ad aiutarlo a scoprire chi lo tradisce.




Roman, invece, conscio dei pericoli cui va incontro, ha bisogno di più tempo per inquadrare se stesso in una nuova realtà. Lui ama Selene: nella sua dolcezza e nell’innocenza rivede la propria madre, anch’essa italiana. E il nome della ragazza rievoca il suo amore infantile, il primo.
Ricordava da ragazzo quando aveva amato osservare la Luna lassù in cielo. Si chiedeva come facesse, solitaria, a brillare di luce propria, quel candido calore che rischiarava le tenebre, ovattato, nebbioso. Ne era sempre stato affascinato.
Roman vuole Selene al primo sguardo, la compra, la possiede ma non gli basta, ha paura di perderla o di farle del male, perché il suo è un mondo spietato. E allora non gli resta che proteggerla tenendola segregata, lontano da tutto. Fino a quando, però? I nemici sono tanti così come le insidie: la mafia ha regole dure che non possono essere disattese. Quanto sarà disposto a perdere pur di trattenere con sé la donna che ama?


La storia è senza dubbio avvincente, un erotic suspance dalle tinte forti e dal linguaggio duro, fin troppo esplicito. Così come sono esplicite le numerose scene bollenti. Roman è superlativo come amante, ha iniziato in giovane età a conoscere i piaceri del sesso grazie alla matrigna dalla quale ha avuto anche un figlio.

Subentrato al padre alla guida dell’organizzazione mafiosa, tra una missione e l’altra, scarica l’adrenalina nelle camere dei suoi casinò, in compagnia di donne consenzienti, condividendole il più delle volte, con il suo amico fidato Ivan. L’arrivo di Selene costituisce il punto di svolta e la fine della sua vita libertina. La ragazza diventa una vera e propria ossessione: Roman riesce a dominarla, è vero, ma, al contempo, ne subisce il fascino al punto da perdere il controllo. E così ai momenti di passione assoluta si alternano altri in cui la rabbia prende il sopravvento. E l’instabilità emotiva del lupo di Tambov caratterizza tutta la serie.

Il racconto è appassionante anche se non sempre scorrevole. Quello che lascia perplessi, infatti, è la struttura delle trilogie. Come anticipato all’inizio, le stesse vicende sono analizzate separatamente dai due protagonisti, eppure non tutti i fatti combaciano. Molte cose anticipate nella prima trilogia, per esempio, non sono sviluppate nella seconda. Mi riferisco all’ultimo racconto quando, dopo il ritorno dall’Italia, Selene vede Roman preoccupato e non conosce il motivo della sua lontananza, salvo scoprire poi che è stato torturato per aver infranto le regole dell’organizzazione. Sarebbe stato interessante analizzarlo dal punto di vista di Roman per conoscere un altro aspetto, quello della sofferenza, appunto, che avrebbe aggiunto qualcosa in più al personaggio.

Ci sono, invece, situazioni nuove, non accennate nei primi tre libri, che, pur essendo interessanti, risultano, alle volte, di difficile comprensione, e quasi surreali. (L’alternarsi di Roman con il figlio Zachar nella stanza di Selene, nel secondo libro della seconda trilogia, e tutto quello che ne consegue, risulta un po’ forzato).

Alcuni personaggi, tra i quali il figlio del protagonista, appaiono solo nella seconda trilogia e non vengono menzionati nella prima. Peccato!

Zachar è il figlio, preciso identico al padre con il quale vive un rapporto conflittuale specialmente dopo l’arrivo di Selene. Roman è addirittura geloso di lui e del rapporto che lui è stato capace di instaurare con la sua donna.

Ivan, un tempo sicario il quale, tanti anni prima, era stato mandato a uccidere Roman. Diventa, invece, il suo braccio destro dopo avergli risparmiato la vita. È innamorato di lui ma sa stare al suo posto. Lo consiglia, lo aiuta e si mette a disposizione per proteggere Selene. E che dire di Ifigeniya, la matrigna? Incredibile e shoccante sotto ogni punto di vista. Non dico di più per non togliervi il piacere di scoprirla.

Come avete potuto notare, nei romanzi non manca la tensione così come i colpi di scena che risultano davvero incredibili e sconvolgenti.



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