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giovedì 29 dicembre 2016

Le parole giuste di Lane Hayes



Un libro della Serie Giusto o Sbagliato
Luke Preston è un designer ansioso, che farfuglia poesie quando è preso dal panico e che è appena fuggito da una relazione di violenze psicologiche. Nel tentativo di riprendere il controllo della propria vita, accetta di ristrutturare la vecchia e trascurata casa al mare di un calciatore professionista e della sua fidanzata. Sebbene la sua passione sia la letteratura e non lo sport, concentrarsi sul nuovo progetto basta a calmare la sua ansia, almeno finché il lavoro che ha accettato non si rivela più complicato del previsto.
Costretto a stare in panchina dopo un serio infortunio, il famoso calciatore Michael Martinez sceglie la sua casa al mare come il luogo perfetto per riprendersi. Ristrutturare potrebbe essere il diversivo di cui ha bisogno per distrarsi dall’infortunio al ginocchio, ma non ha messo in preventivo di innamorarsi del bel designer dalle abitudini bizzarre. Sfortunatamente, Luke non è disposto a stare con un uomo che fa di tutto per nascondere una parte di sé. Avere una brillante carriera sportiva è tutto quello per cui Michael ha sempre vissuto, ma dovrà rivedere i suoi piani e trovare le parole giuste se vorrà costruire qualcosa di più che una casa al mare con Luke.


Avevo già avuto modo di conoscere questa autrice con “Molto di più” (che tra l’altro consiglio) e devo dire che non delude. Il suo stile è molto semplice, divertente e sa bilanciare la giusta dose di sentimenti e sesso senza cadere nel volgare e senza creare storie incredibili di amori assoluti al primo sguardo. Insomma qui abbiamo un racconto magari non proprio realistico, ma assolutamente credibile e molto godibile.
Luke è il protagonista e voce narrante, un ragazzo che ha avuto un’adolescenza difficile con i bulli della scuola e che, a causa di una relazione sbagliata, ha perso la fiducia in se stesso. Il suo essere amante dei libri, delle storie d’amore e dei popcorn con le m&m’s, la sua idiosincrasia per lo sport, lo rendono molto umano e facilitano l’empatia del lettore nei suoi confronti. È un ragazzo normale, non fantasticamente aitante né bello come un dio, con ansie e paure e l’assoluta incapacità di celare le proprie emozioni che gli si leggono puntualmente in viso.
Michael è il suo opposto, ma anche il complemento che non credeva possibile. Quello che mi è piaciuto è che i due, parlando, scoprono di non avere quasi nulla in comune, ma ciò, invece che dividerli, li fa avvicinare, dibattendo sulle loro differenze. Non si scoprono magicamente anime gemelle, Michael non ha minimamente intenzione di fare coming out nel timore di perdere l’amore dei tifosi, ma soprattutto della sua famiglia fortemente cattolica. Nessuno dei due cerca l’amore, un’avventura per il tempo della ristrutturazione sarebbe dovuta essere la soluzione perfetta per entrambi, ma quando si sta bene con qualcuno è inevitabile che la prospettiva cambi e mesi di convivenza possono sicuramente incidere parecchio sulla percezione che si ha della vita e dei propri desideri.
Insomma, una storia scorrevole, vera ed emozionante, semplice, ma che sa intrattenere fino all’epilogo dove ci si ritrova a pregare nel lieto fine perché Luke, soprattutto, se lo merita proprio.



“La verità di chi? Quale verità ha più peso, Luke? La tua? La mia? Quella della Chiesa? Dei miei genitori? Quella di Dio? Chi viene per primo? Non capisci? Niente è solo bianco o solo nero. E nessuna persona è più meritevole di un’altra. Perché dovrei dire loro qualcosa che non hanno bisogno di sapere e che non vogliono sapere? Sarebbe egoista.”

Mia mamma odiava la parola finocchio. Diceva che si tratta di una di quelle strane parole che dicono di più della persona che le pronuncia ad alta voce che della persona a cui sono indirizzate.

Una cattedrale, una chiesa, era costruita come luogo di preghiera per servire un’entità più grande di qualsiasi altra conosciuta sulla terra. Un campo come quello non aveva gli stessi nobili obiettivi, ma persino io potevo riconoscere che c’era qualcosa di grandioso. Nient’altro avrebbe fatto brillare con tanta adorazione gli occhi di Michael.

“[...] Il calcio è… è stato la mia vita per tanto tempo. Ma è un gioco e tu sei la mia…”“Cosa?”“La mia verità. La ragione per cui mi alzo la mattina. La ragione per cui mi sforzo di essere più forte, di diventare più forte, qualcosa di più di quello che sono.”


LANE HAYES è grata di riuscire finalmente a fare quello che ama di più: scrivere a tempo pieno! Il suo amore per un buon romanzo rosa non è segreto. Avida lettrice fin da piccola, è sempre stata attratta dalle storie d’amore ben raccontate, con personaggi ben scritti. Ora preferisce che entrambi i personaggi principali siano uomini. Lane ha scoperto il genere M/M qualche anno fa e ne è stata subito rapita. Il suo romanzo di debutto è stato uno dei finalisti dei Rainbow Awards nel 2013 e il suo terzo romanzo ha ricevuto una Menzione d’Onore nei Rainbow Awards del 2014. Ama il vino rosso, il cioccolato e viaggiare (in ordine sparso). Vive nella California del Sud in un nido quasi vuoto con il suo fantastico marito e il più bel Labrador oro di sempre.


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