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venerdì 22 aprile 2016

LA BATTAGLIA DEI PUGNALI di Marie Lu


Dieci anni fa il suo Paese è stato colpito da un’epidemia. Sono morti quasi tutti, e i pochi bambini rimasti in vita sono stati marchiati per sempre dalla malattia. I bei capelli corvini di Adelina sono diventati color argento, le sue ciglia bianche, e una brutta cicatrice le copre ora l’occhio sinistro. Il suo crudele padre la considera un’appestata, una maledizione per la casata degli Amouteru. Ma i sopravvissuti hanno acquisito anche straordinari poteri magici, per questo la popolazione li chiama “Young Elite”.
Teren Santoro è a servizio del re, dirige l’Inquisizione dell’Asse: il suo compito è scovare i sopravvissuti della Young Elite e annientarli. Lui li considera malvagi, eppure è lo stesso Teren a nascondere grandi ombre nel suo cuore.
Enzo Valenciano fa parte della Società della Spada, un gruppo segreto all’interno della Young Elite, nato con il compito di combattere l’Inquisizione. Ma quando incontrerà Adelina, scoprirà che la ragazza possiede poteri che mai nessuno ha avuto prima e cercherà di convincerla a combattere al suo fianco.
Scalpitavo dalla curiosità di leggere il primo volume di questa nuova trilogia di Marie Lu, che con il suo innegabile talento mi aveva già precedentemente conquistata grazie alla trilogia distopica costituita da “Legend”, “Prodigy” e “Champion”.  Questa nuova avventura in cui si è cimentata è stata davvero entusiasmante da godersi appieno pagina dopo pagina. 

Ma scendiamo nel dettaglio…

Adelina Amouteru, capelli argentei ed una vistosa cicatrice che le deturpa da un lato il viso lasciandola senza un occhio, è definita da tutti: creatura imperfetta. Ha ottenuto questo appellativo in quanto è stata una delle innumerevoli vittime della febbre maligna che ha contagiato il suo Paese; una malattia che non perdona, spesso uccide ma ai sopravvissuti lascia segni evidenti e circolano delle dicerie su fantomatici poteri che mettono in soggezione il popolo, spingendolo ad atti scellerati come immolare queste persone per potersi liberare dalla sfortuna. Adelina scoprirà sulla sua stessa pelle che non si tratta soltanto di dicerie, nasconde davvero dentro di sé un potere unico e pericoloso, quello di creare illusioni dal nulla, e la sua strada si incrocerà con quella del crudele ed infimo Teren Santoro, capo dell’Inquisizione e al servizio della regina, all’inseguimento di tutti coloro che sono stati colpiti dalla febbre maligna e pronto a sterminarli senza alcuna pietà. Ma nell’ombra la Giovane Élite, un gruppo di “imperfetti” guidati da Enzo Valenciano, cerca di salvare quelli che manifestano dei poteri dalle grinfie dell’Inquisizione e li recluta per formare un esercito atto a rovesciare l'attuale governo. Dopo una rocambolesca fuga, Enzo decide di prendere Adelina sotto la sua ala, addestrandola personalmente e cercando di agevolarla il più possibile nel controllare al meglio i suoi poteri e richiamarli all'occorrenza.

«Mia madre mi chiamava kami gourgaem», rispondo. «La sua “piccola lupa”»

Adelina è una ragazza dalla personalità contorta, un personaggio che conquista poiché innovativo. Non è animata da buoni principi e sentimenti come le altre eroine dei libri a cui ci hanno abituati. Non si demoralizza sebbene nel suo cuore alberghino sconforto, un senso di inadeguatezza ed inutilità. La terribile ed infelice infanzia trascorsa con Violetta, una sorella remissiva e accondiscendente, ed un padre padrone che cercava di ricavare qualcosa da questa “sfortuna”, sottoponendola a torture sia psicologiche sia fisiche pur di verificare che fosse dotata di un qualche potere e rivenderla al miglior offerente è per Adelina un ulteriore motivo per sprofondare nell'angoscia. 
La ragazza inizia così a covare un profondo odio verso il padre e man mano che si esercita con Enzo e gli altri membri dell'Élite si rende conto che sono la paura e la rabbia repressa ad alimentare i suoi poteri e che può attingere anche a quella di chi la circonda. Con consapevolezza decide di abbracciare il suo lato oscuro.

«[…] Più timore e odio possiede l’ambiente che vi circonda, più forte siete di conseguenza. La  paura genera le illusioni più potenti. Ognuno ha l’oscurità dentro di sé, seppur nascosta»

La scrittrice utilizza magistralmente la tecnica del flashback rievocando alcuni ricordi di quest'infelice infanzia della nostra protagonista... Poco per volta durante la lettura riusciamo a percepire una sorta di crescita nel rapporto fra le due sorelle; Violetta e Adelina sono due facce della stessa medaglia, uno yin yang in carne ed ossa dove si avviluppano indissolubilmente perfezione e imperfezione, purezza e oscurità. 

«Sii fedele a te stessa. Me lo disse una volta Violetta quando stavo cercando invano di convincere papà. Ma è una frase che dicono tutti e che nessuno sa cosa voglia dire. Nessuno vuole che siamo noi stessi. Tutti vogliono che noi siamo la versione di noi stessi che piace a loro.»

Marie Lu lascia il genere distopico per passare ad un adult fantasy davvero avvincente; recuperando elementi dal passato, come la presenza di una monarchia assoluta e di un pantheon vario di dei da venerare, mischiandoli con contenuti del tutto nuovi come la geografia di un territorio sconosciuto che nonostante tutto ha una sua logica e all’aura di mistero che aleggia intorno alla Giovane Élite e ai suoi nemici ed alleati.
I luoghi vengono descritti con cura e minuzia di particolari, ma senza annoiare mai il lettore. 
La psicologia dei personaggi è ben tratteggiata a partire dalla protagonista ai semplici personaggi che fanno da contorno, tutti hanno un loro tratto distintivo e nascondono dei piccoli segreti facendo il possibile pur di celarli. I dialoghi non risultano per niente banali e ci aiutano a comprendere ancora meglio il carattere dei personaggi che si avvicendano sulla scena.
Speriamo di non dover attendere troppo per leggere il secondo volume di una serie che ha tutte le carte in regola per diventare un fenomeno letterario. La valutazione massima è troppo limitata per descrivere quanto mi sia piaciuto, STRA-CONSIGLIATO! :) 


Marie Lu
Laureata alla University of Southern California, ha lavorato nell’industria dei videogames come programmatrice Flash per una divisione della Disney. Ora fa la scrittrice a tempo pieno e, prima di questa serie, ha firmato la Legend series, una trilogia distopica di grande successo in America. Vive a Los Angeles col marito e tre cani. Per maggiori informazioni, visitate il suo sito www.marielu.org.










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