Ultime recensioni

mercoledì 25 novembre 2015

FAHRYON - IL SUONO SACRO DI ARJIAM di Daniela Lojarro


«Esisterebbe la luce senza il sole? O il calore senza il fuoco? Il Suono Sacro ha creato il Mondo e noi facciamo parte del Suo canto.»

Nel regno di Arjiam, Fahryon, neofita dell'Ordine sapienziale dell'Uroburo, e Uszrany, cavaliere dell'Ordine militare del Grifo, si trovano coinvolti nello scontro tra gli adepti dell'Armonia e della Malia, due forme di magia che si contendono il dominio sulla vibrazione del Suono Sacro.
Le difficoltà con cui saranno messi a confronto durante la lotta per il possesso di un magico cristallo e del trono del regno, permetteranno ai due giovani di crescere e di diventare consapevoli del loro ruolo e delle loro responsabilità in questa guerra per il potere sul mondo e sugli uomini.
La vicenda ha inizio con Xhanys, una sibilla che sta per diventare madre di una splendida bambina. 


Ella è la moglie di Mazdraan, un personaggio di alto lignaggio, che in passato era stato un Magh, per poi divenire primo Cavaliere del re e capo supremo dell’Ordine del Grifo. Xhanys è sempre stata convinta di vivere un matrimonio lieto e ricco d’amore, ma le sue visioni scombussolano tutto ciò in cui credeva svelandole un’oscura verità: suo marito vuole servirsi della loro figlioletta per impossessarsi del Potere del Suono Sacro. Cosa fare dunque? La donna è sconvolta e in poco tempo si organizza per fuggire dal castello, in cui era stata segregata, per dirigersi dal Magh anziano e rivelargli la sua profezia. Ma la donna muore di parto, assistita da una neofita dell’Ordine dell’Uroboro, Fahryon a cui chiede di convocarlo, ma la neofita non vuole lasciarla sola perciò gli scrive una lettera e chiede ad una serva di recapitarla. Nel frattempo la serva giunge a destinazione e corre ad avvisare Tyrnahan il Magh Anziano, egli si rende conto che la situazione è più grave del previsto e decide di portare in salvo la bimba.


Ma i loro piani saltano, perché dopo una serie di sfortunati eventi arrivano gli scagnozzi di Mazdraan proprio nel luogo dove si trovano Fahryon, il Magh e la bambina e nella confusione generata dal combattimento con gli uomini dell’Ordine del Grifo del cavaliere Uzrany danno fuoco alla locanda e rapiscono la bambina sbagliata. Ora sta al Magh Anziano, fiancheggiato da Uzrany e Fahryon, far sì che Mazdraan non riesca nel suo intento e proteggere sia la bambina sia il regno di Arijam e i suoi abitanti. Si ritroveranno ad allearsi per sconfiggere le forze del Male che vogliono impadronirsi dello smisurato Potere del Suono Sacro per far precipitare nel caos e nella disperazione più totale il vasto impero di Arijam.
"Ho tutto ciò che desidero e che il mio rango può offrirmi. Perciò perché non impegnarmi nella ricerca proibita per raggiungere ciò che ogni uomo in fondo al suo cuore desidera?"

Questa è la situazione iniziale, preferisco non rivelarvi altro per non rovinarvi il piacere di scoprirlo da voi. 
Adesso è il momento di passare alle considerazioni personali. Ho apprezzato l’ambientazione che rimandava, per certi versi, al periodo medievale e i riferimenti alla mitologia e alla filosofia. All’inizio non mi prendeva, le descrizioni mi sono sembrate troppo lunghe e minuziose evocandomi alcune rimembranze tolkeniane (anche per la presenza di maghi e guerrieri), ma poi appena la vicenda ha preso il via anche il mio ritmo di lettura è diventato più incalzante. I dialoghi sono sciolti e spontanei ed i personaggi sono convincenti e ben caratterizzati, con particolare attenzione alla psicologia di ognuno di loro. Fahryon si rivela essere una donna caparbia, propensa a sforzarsi di trasformare le sue debolezze in punti di forza; Uzrany è il tipico soldato valoroso e, a volte, anche un po’ ingenuo. Mazdraan è quello che mi ha colpito maggiormente, per il suo essere crudelmente affascinante e per la sua ironia e arguzia; anche se avrei preferito conoscere qualche dettaglio in più sul suo vissuto. Molto utile il glossario, per destreggiarsi meglio attraverso i nomi insoliti e un po’ difficili da pronunciare e ricordare.

Daniela LoJarro ha saputo creare un mondo “nuovo” dove far muovere personaggi frutto unicamente del suo ingegno, si evince dalla scelta di alcuni termini forbiti utilizzati durante la narrazione che l’autrice ha una notevole padronanza della lingua italiana.


Un fantasy che segue i classici canoni del genere, ma che si differenzia dalla massa utilizzando magistralmente un elemento che è spesso sottovalutato e sminuito: il suono. Per essere un libro d’esordio i colpi di scena non mancano rendendolo davvero avvincente, unico “difetto” è il finale… L’ho trovato un po’ troppo affrettato e tronco, quindi non mi resta altro che aspettare di leggere il sequel.
"[…] Chi non sa, non può tradire."


Daniela Lojarro è nata a Torino. Terminati gli studi classici e musicali (canto e pianoforte), vince alcuni concorsi internazionali di canto che le aprono le porte fin da giovanissima a una carriera internazionale sui più prestigiosi palcoscenici in Europa, negli U.S.A., in Sud Corea, in Sud Africa nei ruoli di Lucia di Lammermoor, Gilda in Rigoletto e Violetta in Traviata. Alcuni brani che ha inciso sono entrati nelle colonne sonore di diversi film, fra i quali «The Departed» di M. Scorsese, «Il giovane Toscanini» di F. Zeffirelli e «I shot Andy Wharol» di M. Harron. 
Si dedica anche all’insegnamento del canto e alla musico-terapia come terapista in audio-fonologia, una rieducazione della voce e dell’ascolto rivolta ad adulti o bambini con difficoltà nello sviluppo della lingua oppure ad attori, cantanti, commentatori televisivi, insegnanti, manager per sviluppare le potenzialità vocali.


2 commenti:

  1. Grazie di cuore per il tempo e soprattutto per l'analisi accurata!

    RispondiElimina
  2. Mi sono accorta soltanto adesso del commento sulla recensione, scusami per il ritardo. Il grazie va a te che mi hai regalato piacevolissime ore di lettura assieme a questi personaggi molto particolari! :)

    RispondiElimina