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venerdì 6 novembre 2015

IL MIO EROE di Max Vos


Quando aveva sedici anni, Rich Miller salvò un ragazzo mentre stava annegando in piscina. Non poteva sapere che anni dopo, come studente anziano del college e speranza olimpica nei tuffi, Rich avrebbe incontrato ancora una volta Johnny Milloway, diventato nel frattempo un grande giocatore di football – e quando Rich dice grande, intende proprio come un “orso”. Il timido giocatore si ricorda del suo soccorritore, e così i due ragazzi diventano amici.
Johnny non è scoraggiato del fatto che Rich sia gay. Anzi, più trascorre tempo con lui, più diventa curioso. Vuole conoscere tutto di quel mondo, come ad esempio cosa significhi baciare un ragazzo. Solo che non riesce a fermarsi lì.
Rich non crede che questo rapporto possa andare avanti; Johnny è etero e lui non se la sente di affrontare l’angoscia ed il dolore che ne potrebbero derivare in futuro. Ha già fin troppe cose a cui pensare e il titolo di Campione del mondo è a portata di mano, mentre suo padre preferisce guardare una partita di football piuttosto che perdere tempo seguendo i tuffi del figlio. Ma Rich non ha fatto i conti con la determinazione di Johnny, e averlo nella sua vita potrebbe rivelarsi un catalizzatore di cambiamenti pronti a sconvolgerlo.

Non avevo mai letto nulla di questo autore, ma sono rimasta piacevolmente colpita. Si tratta di un romanzo abbastanza corto, solamente 134 pagine, ma è ben scritto e strutturato. Essendo breve, i personaggi secondari come Ruthie l’amica di Rich, Anita la cugina di Johnny ed i genitori, sono poco sviluppati, ma riescono comunque ad incidere nella storia con la loro personalità.

La lettura è scorrevole, senza quasi accorgersene si divorano le pagine giungendo all’epilogo. Come la vita vera, non sono tutte rose e fiori, ma combattendo per ciò che si ama, alla fine, si riesce a raggiungere il lieto fine.
Rich è un ragazzo consapevole di sé e della sua sessualità, aspirante atleta olimpico non ha dubbi sul suo futuro, nonostante la triste assenza di rapporto con suo padre, l’unico genitore che gli sia rimasto. Johnny invece ha una famiglia vivace ed affettuosa, gioca a football, ma sa che quello non sarà mai il suo mestiere quindi si applica molto anche nello studio. Vuole assolutamente l’amicizia di Rich perché è il suo eroe, colui che l’ha salvato quando era un dodicenne pelle e ossa.  È un “orso” timido ed impulsivo, confuso sulla sua sessualità e preoccupato dalle etichette.
I due dovranno prendere diversi colpi dalla dura realtà prima di riuscire a far funzionare il loro rapporto, ma una volta che Johnny prende una decisione nessuno potrà farlo demordere.


"Signor Milloway, non vorrei mai essere un ostacolo per Johnny. Lo ammetto, provo qualcosa per lui, ma non so se in questo momento posso spingermi così oltre da dire di essermi innamorato."
Il signor Milloway sorrise con gli occhi che brillavano. "Allora ti stai prendendo in giro, giovanotto. Riconosco quello sguardo quando lo vedo. Se voi due decideste di mettervi insieme io sarei d’accordo. Non è una di quelle cose che avrei scelto per mio figlio, ma ognuno ama chi ama, e questo non si può cambiare."

"Johnny, se non pensi di poterlo rendere felice come marito o come compagno, se non ti vedi a camminare per la strada tenendolo per mano, o a baciarlo in pubblico, allora devi lasciarlo andare. Si merita di essere felice con qualcuno che farà tutte queste cose con lui." Anita sospirò. "Rich è un ragazzo fantastico ed è innamorato di te. Se non puoi contraccambiarlo con ogni fibra di te stesso, devi lasciarlo andare."

"La nostra individualità, la fiducia che abbiamo in noi stessi, è qualcosa che a volte può scardinare la parte migliore di noi, e posso solo immaginare come debba essere dover mettere in discussione qualcosa di così grande come la propria sessualità."

"Lo so che pensi che potrei pentirmi di stare con te… del fatto di essermi dichiarato, di essere una coppia, tutto insomma, ma ho bisogno che tu capisca qualcosa di me. Quando devo fare una cosa, sono sicuro delle mie scelte e di quello che voglio. Ho riflettuto molto, soprattutto dopo il discorso che mi ha fatto mia madre su cos’è l’amore… e questo beh, è solo amore. Ho capito che quello che mi stava trattenendo erano solo delle etichette." Johnny gli colpì gentilmente il torace all’altezza del cuore. "È quello che c’è qui che mi ha fatto innamorare di te Rich, non quello che c’è nei tuoi pantaloni. Sei tu quello che amo. E ti amerei anche se tu fossi una donna. È come tu mi fai sentire che mi ha fatto innamorare di te. E sì, io sono innamorato di te e ti voglio bene come amico."


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