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lunedì 2 ottobre 2017

CI VEDIAMO UN GIORNO DI QUESTI di Federica Bosco



A volte per far nascere un’amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina, che da quel giorno sono diventate come sorelle. Sorelle che non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Caterina è un vulcano di energia, non conosce cosa sia la paura. Per Ludovica la paura è una parola tatuata a fuoco nella sua vita e sul suo cuore. Nessuno spazio per il rischio, solo scelte sempre uguali. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po’ di responsabilità nei giorni dell’amica dominati dal caos. Un’equazione perfetta. Un’unione senza ombre dall’infanzia alla maturità, attraverso l’adolescenza, fino a giungere a quel punto della vita in cui Ludovica si rende conto che la sua vita è impacchettata e precisa come un trolley della Ryanair, per evitare sorprese al check-in, un muro costruito meticolosamente che la protegge dagli urti della vita: lavoro in banca, fidanzato storico, niente figli, nel tentativo di arginare le onde. Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalle curve del destino. Dalla vita che a volte fortifica, distrugge, cambia. E, inaspettatamente, travolge. Dopo un’esistenza passata da Ludovica a vivere della luce emanata dalla vitalità di Caterina, ora è quest’ultima che ha bisogno di lei. Ora è Caterina a chiederle il regalo più grande. Quello di slacciare le funi che saldano la barca al porto e lasciarsi andare al mare aperto, dove tutto è pericoloso, inatteso, imprevisto. Ma inevitabilmente sorprendente.
Devo ammettere che era dai tempi della trilogia di Monica che non leggevo un nuovo libro di Federica Bosco. Quando si dice il libro giusto al momento giusto.

Ma andiamo con ordine. Questa che ci viene raccontata in “Ci vediamo un giorno di questi” non è la classica storia d’amore, ma di una bellissima amicizia nata quando Ludovica e Caterina erano solo due ragazzine e che, nonostante gli alti e bassi e le diverse strade percorse dalle protagoniste, è continuata nel tempo, superando ostacoli e lunghe interruzioni.

"Era difficile pensare che al mondo ci fossero due persone più diverse di me e Cate. Nemmeno a farlo apposta, non c’era quasi niente che ci accomunasse: lei aveva assoluta fiducia nel prossimo, io diffidavo anche della mia ombra; lei brillava come un faro, io al massimo come una lucciola; lei era l’anima della festa, io la tappezzeria beige”
Ludovica e Caterina non potevano essere più diverse. Ora quarantenni, Ludovica è una single maniaca del controllo, convinta di avere tutto ciò che le serve per essere felice: un lavoro stabile e sicuro, una famiglia che nonostante l’apparenza la ama e l’ha sempre sostenuta e Paolo, il tranquillo appuntamento del mercoledì degli ultimi vent’anni. Caterina invece è uno spirito libero, la sua vita scorre in un eterno movimento, non programma, non progetta, non si lega se non alla sua amica di sempre e a suo figlio Gabriel, che è una sorta di figlio acquisito anche per Ludovica.
L’amicizia è un valore aggiunto alla vita di ognuno di noi, quando si cresce si diventa selettivi e si impara a contare più sulla qualità dei rapporti interpersonali che si intrattengono piuttosto che sulla quantità. Il legame che unisce Ludo e Cate è di quelli forti, sempre pronte a sostenersi, a esserci l’una per l’altra. Litigano anche e si allontanano per un po’ di tempo, ma alla fine tornano sempre sui propri passi perché l’amore è più forte.

“C’è sempre bisogno di una disgrazia perché la gente capisca com’è tutto fragile e decida di mostrare  quello che prova per gli altri.”


“Tua nonna dice che sono RESILIENTE (…)
… Direi che è un concetto che ti si addice. Sei di quelle persone che tirano fuori il positivo anche dalle peggiori esperienze, e che rimangono aperte alle possibilità della vita”

Ad un certo punto l’atmosfera del libro cambia, perché è così che va la vita a volte, no? Ma non sarò certo io a raccontarvi ciò che succede, sappiate solo che saranno pagine ricche di ogni tipo di emozioni. Proverete rabbia, istinto omicida, vi emozionerete fino alle lacrime, ma questo libro arriverà dritto al vostro cuore. Ne sono sicura.
Rispetto alla Bosco dell’inizio, ho notato un cambiamento nello stile di scrittura, l’ironia di Federica è immancabile ed è una ventata di aria fresca in una storia che tratta argomenti non proprio leggeri, ecco. Si affrontano tematiche importanti, anche se alleggerite dai dialoghi frizzanti e dai personaggi che sono caratterizzati alla perfezione e sono veri e genuini nelle loro imperfezioni. Confesso che mi sarei aspettata una storia completamente diversa, ma non è certo stato motivo di delusione, anzi. Mi sono commossa fino alle lacrime, ho gioito coi personaggi, mi sono arrabbiata. Questo romanzo mi ha sbloccata in un momento di totale apatia e adesso provo un grande vuoto.
Il messaggio che l’autrice ha voluto lanciare scrivendo questo libro è chiaro e spiegato all’interno dei ringraziamenti, di cui riporto le bellissime parole di seguito.

“Infine un’esortazione che è un po’ il cuore di questo romanzo. Non lasciate passare un giorno nel rancore. Oggi potrebbe essere davvero l’ultimo giorno che passiamo qui, fate in modo di essere in pace con tutti. Fate in modo di aver salutato tutti. Perché rimanere per il resto dei propri giorni a chiedersi perché non mi hai detto niente è una condanna troppo dura da sopportare. Ci vediamo un giorno di questi.”
Grazie Federica per avermi fatto emozionare e per avermi fatto riflettere.

Scrittrice e sceneggiatrice. Appassionata di yoga e convinta sostenitrice dell’alimentazione vegan a cui sottopone parenti e amici, ultimamente sta anche imparando a fare il pane («Con i tempi che corrono è bene avere un  mestiere in mano!»).
Dopo il successo ottenuto con la trilogia dedicata a Monica (Mi piaci da morire, L’amore non fa per me, L’amore mi perseguita), ha pubblicato anche Cercasi amore disperatamente, S.O.S. amore (Premio Selezione Bancarella) e l’appassionante trilogia dedicata a Mia (Innamorata di un angelo, Il mio angelo segreto, Un amore di angelo). È anche autrice di 101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro (senza dover baciare tutti i rospi) e di 101 modi per dimenticare il tuo ex e trovarne subito un altro, tutti per Newton Compton. Nel 2012 esce per Mondadori Pazze di me, da cui sarà tratto un film per la regia di Fausto Brizzi. Del 2013 è Non tutti gli uomini vengono per nuocere, e dell'anno successivoSMS-Storie mostruosamente sbagliate. Sempre per Mondadori escono nel 2015 Il peso specifico dell'amore e nel 2016 Dimenticare uno stronzo. Il metodo detox in 3 settimane.


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