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lunedì 30 ottobre 2017

DANGEROUS di Daria Torresan


Mi sentii come se mi avessero immersa nell’acqua scura e torbida e, consapevole di non poter inalare aria, cercassi nel nero di un profondo abisso una mano pronta a salvarmi. Mi sentii così per diciotto lunghissimi giorni. Poi la luce era tornata. Ma in quella prigione avevo lasciato la spensieratezza dei miei sedici anni, la fiducia verso il prossimo e la stima di me stessa. Avevo lasciato che lui mi avvelenasse di un veleno che si irradia nella testa, inzuppa i sensi e inganna le emozioni. Glielo avevo permesso io. Gli avevo concesso il mio corpo rendendomi schiava di un vergognoso segreto con cui avrei dovuto convivere per il resto della vita. Dopo tre anni, l’ingresso all’università di Los Angeles doveva essere l’inizio di un nuovo capitolo della mia vita, invece mi sono ritrovata davanti il segreto contro cui combatto ogni giorno: Kris Donover. Lui veste un paio di freddi occhi azzurri, un cipiglio arrogante e una bellezza disarmante. Crede che non possa riconoscerlo solo perché si celava dietro una calza di nylon? Ho il suo profumo e la sua voce impressi nella testa. Non mi serve altro per sapere che è lui. Ma glielo lascerò credere, perché voglio la verità, voglio giustizia. È un gioco pericoloso. La vita ha distribuito le nostre carte e non tutti sono disposti a giocare correttamente. Qualcuno avrà da perdere più di altri, forse più di quanto immagina.
Questa è la storia di Aylen Myers e di Kris Donovan, due ragazzi che non potrebbero essere più diversi, due famiglie, due estrazioni sociali, lui il buio e lei la luce, due percorsi paralleli e opposti nello stesso tempo.

Ma cosa succede se i loro mondi si incontrano e si scontrano? 
Bastano 8 giorni per cambiarli e 18 per segnarli con cicatrici indelebili.
Sindrome di Stoccolma o colpo di fulmine, questa è una delle domande che mi si sono insediate durante la lettura, devo ammetterlo questa cosa non mi ha convinto fino in fondo, ma alla fine ho trovato la mia risposta e da inguaribile romantica quale sono, mi ha permesso di “vedere” questo romanzo da un'altra prospettiva.


“Lui era il mio aguzzino e io avrei dovuto odiarlo, non fremere per il suo tocco involontario, e meno ancora desiderare che lo facesse volutamente. Mi vergognavo per quello che avevo provato, per il desiderio che avevo sentito infondersi dentro di me e per le visioni che lo stesso aveva evocato. E ancora di più mi vergognavo per la delusione scaturita dal loro mancato esaurimento.”

Gli anni passano, ognuno ha provato a lasciarsi il passato alle spalle e ha cercato di andare avanti, anche se le loro vite sono cambiate per sempre.
E se la strada li rimettesse sullo stesso cammino una seconda volta? 
Lui vuole indietro la sua integrità, il suo perdono, ma sa che lei potrebbe distruggerlo, lei vuole la verità, vuole capire perché un ragazzo può arrivare a fare quello che ha fatto, vuole giustizia ed è pronta a tutto pur di ottenerla anche a giocare con il fuoco, e a scottarsi con esso.
A volte per ritrovare la felicità bisogna essere disposti a perdere tutto.
La lettura è scorrevole, la storia avvincente, e la curiosità ha la meglio sul lettore, nonostante qualche passaggio un po’ artificioso.
Le scene intime sono piccanti al punto giusto senza mai cadere nella volgarità, pur avendo come protagonista il “classico bello e dannato”.


“La sua bocca ora è sul mio collo, lo annusa, lo lecca. Il piacere monta, aggressivo e indomabile. Ho il suo respiro all’orecchio. Sento quei versi che raccontano il piacere che gli offro. Le mie mani memorizzano ogni ansa della sua schiena. Chiudo gli occhi. Sto volando. ” 

Ho trovato i risvolti psicologici legati al rapimento, ma soprattutto al post rapimento, contestualizzati in maniera frettolosa, rendendo incompleta la figura della protagonista.
Quando si vivono situazioni di forte stress, il percorso psicologico prevede un lavoro lungo e duraturo, non basta un anno per guarire certe ferite. La paura che possa riaccadere comporta l’assumere da parte della vittima manie ossessivo compulsive, che condizionano la quotidianità di un individuo. 
Ho apprezzato la scelta dell’autrice di far narrare il romanzo prevalentemente dalla parte della protagonista, tranne negli ultimi capitoli ove la Torresan ci regala una visione a 360 gradi.
Gli indizi che la scrittrice lascia lungo il racconto ti indirizzano alla verità, ma bisognerà arrivare fino alle ultime pagine per scoprirne il quadro generale.



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