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domenica 6 settembre 2015

FINCHE' SUOCERA NON CI SEPARI di Corinne Savarese


Secondo romanzo: della serie Cara, ti odio! da leggere Dopo Cara cognata, ti odio! 
“Cara suocera, ti odio! 
Con quella tua faccina cadente e raggrinzita da sessantacinquenne, mi sorridi dolcemente, quando dentro di te stai pensando alla prossima frecciatina per farmi sentire inutile, insulsa, instabile, inadeguata, insipida, incompleta, inerme, inadempiente, insoddisfatta... tutta una serie di aggettivi che iniziano per IN che ti piacciono tanto, per potermi dominare e annientare.” (cit.) 
Può una suocera essere così invadente, arrogante e prepotente da distruggere una famiglia? O essere così perfida da ingiuriare e calpestare l’onestà di una nuora per screditarla agli occhi del proprio marito e del mondo? Può essere così infida da minare la sua autostima e annichilirla fino a farne la propria bambolina di 
giochi perversi? O essere così subdola e diabolica da raggirare e triangolare, per creare zizzania all’interno 
della coppia?  Clarissa può! Infatti si presenta a casa di Daphne e Andrea, al ritorno dal loro viaggio di nozze, e non se ne va mai più. Quella che doveva essere una visita di piacere, diventa un incubo per Daphne che, anche questa volta, sarà costretta ad andare in terapia per ritrovare la propria identità e la propria famiglia.  "Finché suocera non ci separi!" è il secondo libro della serie "Cara, ti odio!", dopo “Cara cognata, ti odio!” Questa serie vuole raccontare con ironia e sarcasmo tutta una gamma di relazioni problematiche di personaggi, caricature di se stessi, con cui quotidianamente ci scontriamo, spesso portate al limite del paradosso, del buonsenso e della comprensione. 
Entrambi i libri sono autoconclusivi, sebbene nel secondo vi siano rimandi al primo.

Se cercate un libro con cui trascorrere delle piacevolissime ore in sua compagnia, con il sorriso sulle labbra questo è quello che fa per voi.
Come il precedente Cara cognata, ti odio, il testo si apre con una lettera (consigliata dal suo psicoterapeuta) nella quale Daphne scrive una vera e propria invettiva alla suocera dichiarandole guerra aperta. Perché Daphne tutto si aspetta tranne che la suocera sia come (quasi) tutte le suocere ovvero invadente, prepotente e chiaramente TERRIBILE. Tutto ha inizio dal ritorno dalla luna di miele dei novelli sposini, Daphne e Andrea, quando arrivano i suoceri curiosi di conoscere Daphne. Il viaggio dall’aeroporto a casa è traumatico…
La suocera è una psicologa e passa al setaccio Daphne, facendole domande intime e dirette, per poi addormentarsi di colpo sul sedile dell’auto, ignorandola… Arrivati a casa, la suocera ha già una copia delle chiavi e inizia a stabilire disposizioni, a partire dalla semplice disposizione dei posti a tavola, ma questo è soltanto l’inizio della catastrofe.
Già il nome è tutto un programma, da una donna che si chiama Clarissa LaSanta cosa vi aspettereste? 
Lasciate ampio spazio all’immaginazione e poi dimenticate tutto. Esasperante è la parola che state cercando perché Clarissa si crede la padrona di casa, pretende sempre di avere ragione, non accetta pareri discordanti dal suo ed è capace di annientare completamente la volontà del malcapitato di turno.

“[…] La vita è un ring e io sono il suo avversario.”

E Daphne Borgia, la nuora, come reagisce a tutto questo? Cerca sempre di affrontare gli eventi con compostezza e decoro ed anche quando gliene combinano di tutti i colori, non esce mai fuori dai gangheri. In questo secondo libro, la troviamo però più combattiva e meno disposta a farsi mettere i piedi in testa.

“[...] riflettendoci ora, che io mi diverta o meno i problemi del mondo non si risolvono. E allora meglio viverla bene questa vita, no? Meglio viverla sorridendo. Chi sa godere anche delle piccole cose, a fine giornata sta sicuramente meglio di chi guarda solo alla serietà delle cose fondamentali e importanti.”

Andrea De Michelis, il marito di Daphne e figlio di Clarissa e Giustino ha la stessa risolutezza di un’ameba: affronta gli eventi con passività, ma solamente ad un certo punto della storia (che non vi svelerò per evitare spoiler) tira fuori la grinta. 
Giustino De Michelis, il suocero ha lo stesso comportamento di Andrea, è uno zerbino e subisce le angherie della moglie, si lamenta soltanto quando toccano il suo punto debole ovvero le sue cose. 
Il libro punta principalmente su Daphne e Clarissa, ma attorno a loro ruotano altri personaggi, alcuni dei quali avevamo già conosciuto in “Cara cognata, ti odio”; ritroviamo dunque Sara (la segretaria), Annabella (la cognata psicopatica che adesso FINALMENTE si comporta da amica), Carlo (il fratello gigolò di Daphne) e i loro genitori perbenisti, incontriamo la professoressa Montalcini e il Dr Ramarro (soprannominato poi Dottouv-Uamauvvo).

"Il sorriso è ciò che fa di una persona, una bella persona. La rende raggiante. La esalta nel mezzo di mille altre senza il bisogno di grandi artefici. Un semplice sorriso, quello di chi sta bene e ne è felice.”


Analizzando meglio il testo possiamo notare che è scritto in prima persona proprio per farci immedesimare nella protagonista con più facilità. I personaggi sono caricature di stereotipi della nostra società, vengono narrate situazioni che spesso rasentano l’assurdo. Lo stile dell’autrice è scorrevole, frizzante e divertente; la comicità della situazioni, a volte, lascia basiti ma poi subito dopo parte il sorriso. Per le sentimentali, il finale presenta un happy ending particolarmente semplice, ma di effetto.
Non so se avrei anche io la stessa pazienza di Daphne, nell’affrontare le continue offese e gli oltraggi da parte di una suocera del genere. Tuttavia il romanzo si è rivelato un piacevole diversivo dalla routine quotidiana, lo consiglio.

“L'uomo non nasce cattivo, l'uomo vuole solo fare del bene. Purtroppo le circostanze e il vissuto di ognuno avvelenano lentamente tutto quel bene destinato agli altri. Alla fine diventa il passato la causa del loro stato attuale: l'impossibilità di compiere un volere che si erano tanto prefissati di perseguire, appunto il bene altrui.”



Corinne Savarese nata e cresciuta a Milano, ha studiato lingue straniere. Appena finiti gli studi ha lavorato come agente di viaggi. Questo le ha permesso di iniziare a scoprire il mondo e apprezzare diversi paesi e culture. Dopo aver conosciuto Pietro, a distanza tramite un corso di aggiornamento on line, la loro amicizia si è trasformata in amore e si è trasferita nelle Marche. In due anni si sono sposati e ora hanno quattro bambini, un chihuahua e un siamese. Lettrice compulsiva, arriva a divorare fino a sette libri a settimana, in inglese o in italiano. Non guarda televisione se non per le serie che segua, esclusivamente in lingua originale. Adora scrivere e lo fa solo di notte, quando il silenzio e il buio le permettono di entrare nel suo mondo di parole di carta e inchiostro. Durante questo unico momento di solitudine e relax prende vita una Corinne che nemmeno i più cari conoscono.



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